«Un uomo è vecchio solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni»

(Albert Einstein)

«Mai immaginare un “no” come una perdita definitiva: piuttosto come una possibilità di tornare a riscoprire se stessi»: mi ha detto così un caro e paterno amico, giorni fa, mentre insieme riflettevamo su quanto la vita mi ha dato di attraversare negli ultimi tempi.

Sono parole che ho conservato con me, ruminandole ad una ad una, come merita tutto ciò che può aiutarti a fare luce in te e oltre te.

Il mio amico ha aggiunto: «A volte, anche a termine di un lungo viaggio, ci si rende conto che chi e cosa cercavi era già lì con te. Ci si accorge che anche attraverso alti e bassi è possibile arrivare, ma soprattutto si matura la consapevolezza che tutta la vita è una continua ricerca di un equilibrio mai del tutto raggiunto».

E ha concluso: «È bello essere grati per chi e cosa riempie la nostra esistenza e che, in definitiva, è la vera attestazione del proprio valore».

A dire il vero, non so cosa io abbia fatto per meritarmi l’affetto e le parole luminose di amici così saggi. Di certo, li ho sempre cercati, di sicuro li ascolto, in umiltà e silenzio. Infine, provo a fare sempre tesoro dei loro suggerimenti. Il resto, cioè quasi tutto, è essenzialmente dono: accolto e, per come e quanto ci riesca, riverberato.

E visto che siamo all’ultimo caffè di quest’anno così difficile e doloroso, che vede bimbi morire sotto le bombe e altri non avere un luogo sicuro in cui trovare rifugio, vorrei in qualche modo condividere con te, caro lettore, adorata lettrice, la possibilità di spezzare ancora una parola limpida.

E allora: che sia grato il tuo cuore, che sia accogliente, anche attraverso le sofferenze dell’anima e del corpo.

Che tu possa sempre andare avanti. Che tu possa attendere, fermo e proteso.

Che tu possa mantenere levato il capo e lungo lo sguardo. Che tu possa essere dilatato.

Che tu possa dare e prim’ancora ricevere.

Che tu possa essere speranza. Che tu possa amare. Che tu possa credere in chi incontri e in te stesso.

Che tu possa sorridere. Che tu possa rifuggire parole oscure. Che tu possa accenderti. Che tu possa brillare.

Che tu possa vivere senza rimpianti. Che tu possa dire sì. Che il no sia una scelta lucida, estrema e consapevole, mai la tua prima parola.

Che tu possa allargare le braccia. Che qualcun altro possa allargarle per te.

Che tu sia cercatore di stelle, assetato d’aurore. Che tu possa coltivare pietre scartate.

Che tu sia vivo. Che tu sia viva. In profondità e gratitudine.

Che sia nuovo il tuo anno. E che sia buono.

Come te.

E che ci veda costruttori di pace. Almeno un poco.

Pablo Picasso: «Ci vuole molto tempo per diventare giovani».

Nietzsche: «L’immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita».

Paul Auster: «Il reale è sempre avanti rispetto a ciò che possiamo immaginare».


FontePhotocredits: Paolo Farina
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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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