Su questa strada non c’è benedetta anima viva…

Franco, Lidia, Maria, Tina, Nina, Corrado, Mariagrazia, Laura, Anna, Valeria e Miky, il Sottoscritto. Tante storie, infinite memorie, voci che corrono leggere lungo gli ATTRAVERSAMENTI della Città di Andria, lungo “La Strada” di Cormac McCarthy, voci amplificate dalle indefinite luci e le impercettibili ombre di una comunità che appartiene a se stessa con la fugacità di chi guarda il mondo dal finestrino, lo specchietto per le allodole o quello di una macchina, un’auto che procede senza intoppi , portatrice sana di un messaggio che sussurra alle nostre coscienze e rimbomba nei nostri cuori, parole in loop che sfidano la dimenticanza per incastonarsi, definitivamente, negli anfratti di grandi palazzi, enormi, nelle mura della nostra tradizione.

“ATTRAVERSAMENTI” non è solo un progetto che fa da appendice al Festival Internazionale Castel dei Mondi, ma è la competenza che l’attore Franco Ferrante ha messo a disposizione di noi neofiti, esseri umani smascherati della loro hubris e desiderosi di ritrovarsi settimanalmente per cancellare il tempo, il kronos che lascia spazio al kairos, la qualità di ogni attimo respirato insieme, fra disagio e risa, fra età anagrafica ed esistenza spirituale, un tempo nel quale poter essere nonni a cinquant’anni o esperti navigatori a venti.

Una sala vuota di inutili arredi ma colma di amicizia, come un padre il figlio, come i giovani il futuro,  noi, ora ci siamo noi, le finestre anticorodal dalle quali sbirciare un domani che profuma di passato, ricordare quella villa in campagna, qualche vecchio scatolone raccolto per accendere un fuoco dal pavimento, la caverna platonica che sceglie di rivelarsi tramite Lidia, deus ex machina e faro direzionale.

Perché questa, in fondo, è la mia Città, i miei amici, la mia famiglia, il calore di un piumone troppo caro per non preferirgli una stufa accesa, l’esistenza randomica degli interventi.

È dal caos che nascono le stelle, senza etichette, da montanari senza avere montagne, da marinai senza spiagge, tutti pronti ad una nuova avventura, ad un nuovo inizio, capaci di riabituarci alla lentezza per cadere sotto l’offuscamento dei sensi di un’overdose d’amore e rialzarci.

”Su questa strada non c’è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo. Domanda: che differenza c’è tra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?”


Articolo precedente“Pssorè, tu sì can!”
Articolo successivoNon serve tanto il coraggio, quanto la strategia…
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.