Il caso Bibbiano e la fatica di ragionare

Pongo subito due paletti. Primo, i bambini vanno tutelati e protetti da qualsiasi minaccia alla loro vita e alla loro salute. Senza se e senza ma. Il terzo principio della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (art.6) afferma, infatti, che «gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini …». Secondo, nel diritto e nella procedura penale del nostro ordinamento è prevista la presunzione di innocenza. È scritto nella Costituzione (art. 27 comma 2): «L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva»[1]. Non si legge che le sentenze si emettano in Tv o si scrivano sui social.

Perimetrare il discorso, mi consente di fare un’eccezione alla proposizione 7 del Tractatus logico-philosophicus di L. Wittgenstein (“Di ciò su cui non si può parlare, si deve tacere”). La vicenda di Bibbiano, infatti, è tremenda e delicata[2]. Fa a pezzi le coscienze e ci spinge a urlare di pancia, piuttosto che a mettere in equilibrio sentimento e ragione. Meccanismi di proiezione e identificazione. Sindromi da paladino in difesa dei deboli o da ultras da curva sportivo-elettorale. Troppe emozioni nel leggere notizie di questa drammaticità. Rallentiamo i battiti e tentiamo una piccola e provvisoria analisi.

Parto dalle ultime notizie: il Tribunale del riesame di Bologna ha revocato la misura degli arresti domiciliari a Claudio Foti, psicoterapeuta e direttore scientifico della Onlus “Hansel e Gretel” di Torino, perché non sussistono gravi indizi di colpevolezza. Per lui obbligo di residenza a Pinerolo[3]. Intanto, il Tribunale dei minori di Bologna starebbe ricontrollando 70 affidamenti, coinvolgendo anche comuni limitrofi. Il presidente del Tribunale, Giuseppe Spadaro, aveva informato la Procura di Reggio sui sospetti per le numerose delle denunce di maltrattamenti spesso archiviate. Intanto, ieri sera si è svolta una fiaccolata con un migliaio di persone solidali con i bimbi allontanati dalle proprie famiglie[4].

L’inchiesta Angeli e demoni portò, lo scorso 27 giugno, all’arresto di 18 persone. Coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi, mette sotto accusa la rete di servizi sociali della Val D’Enza[5]. False relazioni per allontanare bambini da famiglie per collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti con un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti della “Hansel e Gretel” finiscono nell’occhio del ciclone. Le indagini hanno messo in evidenza un sovraffollamento di allontanamenti con successivi affidi e relativo giro di affari per consulenze e interventi.

Due elementi fanno deflagrare la vicenda in una bomba mediatica. L’utilizzo, secondo quanto scritto nelle carte dell’accusa, di «uno strumento a impulsi elettromagnetici» prima di «iniziare la seduta vera e propria con racconti suggestivi e suggerimenti di presunti abusi sessuali», e il coinvolgimento del sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti. Ce n’è abbastanza per scatenare i social. Decine di condivisioni. Post di utenti sconvolti. Persino star della musica inserite nel tritacarne. Il dibattito è aperto. L’inchiesta sarà lunga e difficile[6].

Foti spiega di essere vittima dello “stereotipo dell’abusologo”. Queste semplificazioni, aggiunge, rischiano di mettere in discussione un trentennale lavoro rigoroso in difesa dei bambini. E precisa che “non tutti gli abusi sono inventati”. Appunto “non tutti”. E quali allora. Perché? L’avvocato Girolamo Andrea Coffari, dopo aver prodotto 20 ore di sedute videoregistrate, sottolinea che il suo assistito è accusato di «aver manipolato la mente di una ragazza durante le sedute di psicoterapia» e di «abuso d’ufficio in concorso perché sarebbe stato consapevole che le psicoterapie che gli venivano pagate dovevano essere bandite con concorso e non affidate direttamente». Il Tribunale del Riesame di Bologna ha annullato il primo capo d’accusa. Si attendono le motivazioni.

La polemica politica impazza. Leader nazionali intervengono sulla vicenda e spostano il focus dall’inchiesta all’appartenenza politica del sindaco. In primis, Carletti è accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico. Nulla dell’ordinanza, dunque, si collega a presunti abusi su minori[7]. L’ordinanza, inoltre, precisa che la “macchina dei ricordi” è un dispositivo Neurotek, utilizzato nell’ambito della psicoterapia EMDR. Il sillogismo del “partito dell’elettroshock” presenta, dunque, concatenamenti non rigorosi e fallacie logiche. Mi preoccupa, però, leggere che non è difficile suggestionare un bambino e fargli credere vere realtà inesistenti o di “falsificazione dei disegni” come quello di «un uomo che accarezza una bimba, ma poi si è scoperto che erano state aggiunte delle lunghe braccia»[8].

Come mai un infuocato dibattito politico? Bibbiano è in provincia di Reggio Emilia. Reggio è un modello socio-pedagogico: l’Università, i centri di ricerca e le istituzioni che lavorano in maniera innovativa e scientifica su questioni didattico-educative. La posta in gioco è alta: l’obiettivo non è solo un’esperienza politica, ma un modello di società. Il caso di Bibbiano, infatti, segue quello dell’inchiesta “Veleno” della bassa modenese[9].

L’iter giudiziario proseguirà e l’inchiesta si sta allargando. Bisognerà ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni, accertando eventuali responsabilità e perseguendole. Ripristinare il diritto. Inquirenti, giudici e avvocati devono continuare a lavorare per fare chiarezza. I giornalisti hanno diritto a svolgere il proprio lavoro nei limiti di quanto previsto dalla Costituzione. A tutti gli altri, me compreso, si applica la già citata proposizione di Wittgenstein.

[1] Ho tratto la citazione da Costituzione della Repubblica. Regolamento della Camera, pubblicato da Segreteria generale- Ufficio pubblicazioni e relazioni con il pubblico della Camera dei Deputati stampato a Roma il 27 giugno 2003.

[2] Sterminata e in continua evoluzione la sitografia sull’argomento, facile da trovare sui motori di ricerca. Cito solo alcuni spunti di riflessione.

[3] https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/20/news/l_inchiesta_choc_di_bibbiano_lo_psicologo_scarcerato_su_di_me_solo_fango_io_quei_bimbi_li_ho_salvati_-231603038/

[4] https://www.fanpage.it/attualita/caso-bambini-bibbiano-fiaccolata-per-le-famiglie-coinvolte-indagine-estesa-a-70-episodi/

[5] http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2019/06/27/affidamenti-illeciti-di-minori-18-misure-cautelari_713a5106-8190-4dbc-867c-7cbeaf9d45f0.html

[6] https://www.ilpost.it/2019/07/21/bibbiano-inchiesta-abusi/, https://www.nextquotidiano.it/bibbiano-70-casi-di-bambini-affidati/, https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/affidi-bibbiano-di-maio-salvini-1.4703591, https://www.vanityfair.it/people/italia/2019/07/19/laura-pausini-bambini-bibbiano-incazzata-impotente-psicologi-scandalo

[7] https://www.open.online/2019/07/19/cosa-centra-il-sindaco-pd-di-bibbiano-con-i-bambini-portati-via-dalle-famiglie/

[8] https://www.agi.it/blog-italia/salute/bibbiano_scandalo-5858794/post/2019-07-17/

[9] http://www.vita.it/it/article/2019/06/27/il-caso-degli-abusi-sui-bambini-di-bibbiano-e-legato-allinchiesta-vele/152033/, http://www.ilquotidiano.it/articoli/2019/07/19/129677/pablo-trincia-denuncia-gli-abusi-sui-minori-agli-incontri-con-lautore


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Michele Casiero
Una grande quantità di amore ed entusiasmo traboccanti da un piccolo contenitore bucato dalla fragilità e dalle ammaccature dell’esistenza. Poche pennellate per descrivermi. Mi definisco un mediano, che sta in mezzo al campo “a recuperar palloni … con dei compiti precisi”, consapevole che è più bello lavorare per la squadra e che dopo “anni di fatiche e botte vinci casomai i Mondiali”. Insegno filosofia e storia al Liceo “F. de Sanctis” di Trani e ho collaborato con l’Issr “San Nicola il Pellegrino” di Trani come docente incaricato di Filosofia rosminiana e Filosofia della religione. So cosa vuol dire viaggiare, gustando i paesaggi e temendo le avverse condizioni meteo. L’esperienza più bella è la paternità: il dono di rinascere per accompagnare una vita che mi è stata affidata, rivedendo il mondo con gli occhi di un bambino.

4 COMMENTI

  1. Il punto non è la responsabilità penale, di cui si occuperà la magistratura. Il punto è nella responsabilità e nella volontà politica, quella necessaria a mettere in piedi un “sistema” per imporre una visione della famiglia e dell’infanzia che, a conti fatti, penso si sia dimostrata devastante. Una sorta di pregiudizio ideologico contro la famiglia naturale.
    Poi si può provare a giustificare tutto, ma, francamente, leggendo il suo articolo continuavo a sentire rumore di mani che tentano di arrampicarsi sugli specchi.
    Cordialmente.

  2. Gentilissimo Riccardo, innanzitutto La ringrazio per l’interesse mostrato per le argomentazioni di un modesto ex lettore, che si propone come autore. Potrebbe spiegarmi cosa intende con l’espressione “sentire rumore di mani che tentano di arrampicarsi sugli specchi”?
    La ringrazio nuovamente per l’attenzione.
    Cordialità.
    MC

  3. È il tentativo di giustificare ció che giustificabile non è, sostenendo che, in ogni caso, quella di Reggio è una realtà esemplare. Cito:
    “Bibbiano è in provincia di Reggio Emilia. Reggio è un modello socio-pedagogico: l’Università, i centri di ricerca e le istituzioni che lavorano in maniera innovativa e scientifica su questioni didattico-educative. La posta in gioco è alta: l’obiettivo non è solo un’esperienza politica, ma un modello di società.”
    È solo un esempio, ma nel suo intervento lei sembra costantemente preoccupato di dirci: “vabbè, è capitato, ma non buttiamo il bambino con l’acqua sporca, quella è ancora la cosa giusta da fare”. C’è chi per queste scelte progressiste ha visto buttata via la sua vita. Sarebbe bene averlo sempre presente.
    Non è che se l’Idea non regge alla prova della realtà la soluzione è dire che la realtà è sbagliata…
    Cordialmente.

  4. Accolgo l’obiezione ispirata al IV capitolo di Evangelii Gaudium e cercherò di non fare riferimento a un’idea, ma a best practices. La sua frase “se l’idea non regge alla prova della realtà” appare un giudizio sommario (le best practices andrebbero discusse alla luce di risultati scientifici). Le rigiro l’obiezione: qualora fossero accertate responsabilità (ma nel suo primo intervento non aveva detto che le responsabilità penali saranno chiarite dalla magistratura?) buttiamo via il bambino e l’acqua sporca?
    Le vorrei indicare una discussione apparsa su Avvenire di domenica 21 luglio https://www.avvenire.it/attualita/pagine/bimbi-tolti-ai-genitori-ma-crudelt-o-tutela?fbclid=IwAR22lzBtC1olFOcW4X5xCkc5qbtmvv5gclgRLHT_CWT3QbxcixYFk5DMprE
    Vengono esposti tanti lati della realtà, non di idee, difficilmente conciliabili, ma ciascuno con ragioni plausibili.
    Cerchiamo una sintesi o dobbiamo individuare priorità?
    Grazie per il tono dell’intervento e per il livello di confronto.
    Cordialità.
    MC

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