Chi non sogna di andare a vivere in una città diversa dalla propria? Magari più grande! Magari all’estero! Meglio, in Inghilterra e più precisamente a Londra!

In effetti è ciò che io ho sperimentato quest’anno, ho avuto la possibilità di trascorrere tre mesi per studio in questa città che ho sempre amato. Ho scelto di andare a studiare all’estero, da aprile fino alla fine di giugno, sia per migliorare il mio inglese sia per visitare la città.

Naturalmente ci sono dei pro e dei contro da considerare, come in ogni novità. Ad esempio, mi sono mancati gli amici, la famiglia, avrei potuto incontrare difficoltà con la lingua e ho studiato durante le vacanze estive per sostenere un esame integrativo a settembre.

Oltre a ciò, c’era il rischio di incontrare amici con i quali non sarei andata d’accordo o di capitare in una famiglia nella quale avrei potuto non trovarmi bene. Fortunatamente tutto ciò non è accaduto e la positività dell’esperienza ha superato ogni mia aspettativa.

Ho incontrato tante persone provenienti da ogni angolo del mondo, ho arricchito il mio lessico e perfezionato la pronuncia, ho visitato in lungo e in largo la città, ho assaggiato prodotti tipici, ho sostenuto esami ed ho conseguito quattro A levels. Questi ultimi sono qualifiche tradizionali offerte dalle scuole e dai colleges ai ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Essi sono indispensabili per l’accesso alle università e si basano su discipline accademiche.

Io ho studiato Global Perspectives (un insieme di storia, geografia, etica e politica), Matematica, Biologia e, naturalmente, Inglese. Ricorderò per sempre il Kings College e mi auguro di incontrare nuovamente i miei compagni sparsi nel mondo.

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Non vi ho ancora parlato della mia host family che è stata molto gentile ed affettuosa nei miei confronti. Essa era formata da tre persone: la madre Ana, il padre Sean, ed il figlio Daire. Ana ha origini spagnole, ma ha vissuto a Londra sin da quando aveva 20 anni. Conosce un po’ di italiano e mi ha aiutata molto quando non sapevo tradurre qualche vocabolo. Le sue origini mediterranee hanno influenzato il suo carattere: aperto, caloroso, disponibile, schietto e generoso. Mi ha coccolata come se fossi sua figlia, si è interessata dei miei progressi a scuola e mi ha permesso di festeggiare, in casa, il mio compleanno, invitando i miei più cari amici, ed ha fatto tanti regali a me ed alla mia famiglia. Ad agosto sono andata a trovarla con mia madre ed è stato un vero piacere trascorrere ancora qualche ora insieme. Comunque, siamo sempre in contatto e ci sentiamo molto spesso.

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Sean, il padre, voleva che io assaggiassi tutte le prelibatezze della cucina britannica, per cui frequentemente mi portavano a cena fuori in ristoranti particolari, pizzerie, ma anche pubs. Mi è piaciuto pure il cibo preparato in casa, del resto Sean è uno chef appassionato di cucina.

Daire, un ragazzo di 24 anni, è stato per me un fratello maggiore, protettivo e di compagnia. Insieme guardavamo i quiz televisivi e ci sfidavamo, invitava amici a casa e cantavamo e suonavamo, lui la chitarra ed io la tastiera. Abbiamo trascorso momenti felici insieme.

Sono stati una seconda famiglia e mi ritengo molto fortunata ad averli incontrati.

Come ho scritto prima, Londra è la mia città preferita ed ho visitato parecchi posti. Per esempio le attrazioni turistiche (Piccadilly Circus, Trafalgar Square, Covent Garden), i luoghi dello shopping (Oxford, Carnaby e Regent Street), ho preso parte alla vita notturna di Shoreditch e alle festività (Saint George) ed avvenimenti inglesi (la maratona di Londra). Sono andata alla Royal Opera House, in vari musei e ho anche visitato paesi vicini come, ad esempio, Canterbury, Brighton, Oxford e Saint Albans. Ma di quest’ultimo vi scriverò in un prossimo articolo.

In conclusione, sono stata felicissima di non essermi lasciata sfuggire questa opportunità, la quale, fra le tante cose, mi ha insegnato che sia pur rischiando di esser trafitti da tante ferite, dobbiamo osare e non vivere nell’incertezza!

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