Sinai è il diario di viaggio di due anime: quella di Nives Meroi, alpinista celebre per avere scalato ben undici delle quattordici vette nel mondo sopra gli ottomila, e quella di Vito Mancuso, teologo, docente di Storia delle dottrine teologiche presso l’Università di Padova.

Un biglietto per l’Egitto, una sacca e un bloc notes bastano a Nives Meroi per partire, con il suo compagno di cordata e marito Romano Benet, per un’insolita spedizione nella primavera del 2013. Vito Mancuso compie lo stesso viaggio, nello stesso momento, a Bologna, nelle sue stanze dopo aver messo nel suo bagaglio i libri dell’Esodo, del Levitico e dei Numeri, i testi di archeologia. L’alpinista Nives, sulle rocce del Gebel, vedrà sorgere il sole sulla montagna e ci racconterà il fascino di quei 2285 metri; il filosofo, invece, scoprirà come gli eventi legati al monte Sinai raccontano la storia che ogni giorno ci conduce dentro di noi, a comporre un irresistibile Sinai “interiore”.

Il viaggio dell’alpinista ha al centro il rapporto con la natura, di cui noi siamo parte. Il deserto, il vento, il silenzio, i dromedari, il profumo del tè… In vetta, al sorgere del sole, scopre di essere in compagnia di cinquecento giovani, molti dei quali probabilmente sono tra quelli che qualche anno fa erano scesi in piazza Taqrir pieni di speranze poi andate deluse.

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Il teologo, invece, si inerpica tra le parole dei sacri testi, mette a confronto le narrazioni dell’Esodo con quelle del Deuteronomio, scompone ogni singola parola per capire, in che modo e a chi, sia davvero apparso Dio, quel Dio che sul Sinai, tra lampi e fulmini, “interviene direttamente nella storia degli uomini come mai aveva fatto prima e come mai farà dopo”.

In realtà, sottolinea Mancuso, vi sono dubbi, supportati ragionevolmente dagli studi e dalle indagini archeologiche, sull’identità tra il Sinai di cui noi oggi parliamo ed il Sinai di cui parla la Bibbia. Tuttavia questo monte ed il deserto che lo circonda esercitano su di noi un innegabile richiamo: “Esiste un Sinai interiore -afferma- che significa una dimensione di altezza e di trascendenza verso cui ogni civiltà si sente attratta”.

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Silvana Campanile
Mi chiamo Silvana Campanile, sono bibliotecaria e lavoro tra il fantastico ed il reale nella Biblioteca diocesana di Andria “San Tommaso d’Aquino”. Laureata in Lettere Classiche e mai pentita. Amo la vita, la gente e le sorprese che riservano! Andare al cinema e viaggiare quando possibile! Combatto la mia natura profondamente pigra riempiendo la mia giornata di impegni…Il mio motto? Gli altri siamo noi: non delegare ma affrontare la vita con creatività ed entusiasmo!

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