Aprì la porta. Nessuno in casa. Nessuno sul pianerottolo. Eppure avvertiva una presenza, l’esatta sensazione di quando ti senti osservato.

Chiuse. Fece due passi. Si fermò, tornò indietro, guardò nello studio. Ancora nessuno. Ovviamente.

Che stupido! Ormai credeva ai fantasmi!

Andò nel ripostiglio per calzare le pantofole e gettarsi finalmente sulla sua solita poltrona.

Era stata una giornata pesante e aveva bisogno di un po’ di relax. Magari di uno di quei film stupidotti, ma giusti per distrarti un po’. Oppure di un film d’azione, di quella da adrenalina pura.

Ma niente, non c’era niente. “Amici” di Maria De Filippi – roba da cerebrolesi, pensò – “L’isola dei famosi” – peggio che andar di notte – e uno di quei pallosi appuntamenti di “Quark” in cui il solito raccomandato si inventava scienziato per raccontare quattro fesserie e prendere una barca di soldi – alla faccia degli scienziati veri che si fanno un culo così e prendono quattro soldi, si disse.

Niente. Meglio spegnere la tv. Non c’era niente che valesse la pena.

Niente e nessuno.

Eppure, si sentiva ancora osservato. Si girò di scatto. Nessuno.

Un’ansia frenetica lo prese.

Si alzò di scatto, corse di stanza in stanza, controllò persino sui balconi, guardò in ogni angolo.

Non c’era nessuno. Ma perché quella sensazione. Perché quel senso di agitazione?

“Sarà ora che mi prepari la cena” – concluse.

Cena da single. Cena triste. Cena da condividere con nessuno.

Lo trovarono con la testa nel piatto.

Il barattolo di barbiturici ancora aperto e riverso sul tavolo, gli occhi sbarrati.

Nessuno può vivere da solo.

Nessuno può vivere.

Nessuno.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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