Vaccini: tra evidenze scientifiche fake news ed esternazioni bizzarre

C’è un tema molto caldo che sta surriscaldando la già rovente estate italiana ed è quello sui vaccini. Ogni giorno sentiamo esternazioni bizzarre, prese di posizioni pericolose per la salute collettiva e rimedi da medioevo culturale.

Vale la pena elencarne alcuni per capire la deriva che sta prendendo il nostro Paese; una sorta di guerra pro e contro i vaccini dove le certezze scientifiche e i dati epidemiologici vengono sopraffatti da opinioni personali, fake news e minacce nemmeno tanto velate contro chi, avendo studiato e sulla base di una professionalità costruita su solide basi scientifiche, si batte per far capire il VALORE delle vaccinazioni.

Tutto parte dall’emendamento al milleproroghe approvato venerdì 3 agosto 2018 al Senato: “Rinvio di un anno l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per i bambini per essere ammessi alle scuole d’infanzia”. La domanda sorge spontanea: quindi non è più obbligatorio vaccinare i propri figli??? Su quali basi scientifiche si basa questo emendamento e sulla base di quali dati si scardina la legge Lorenzin?

Dopo una serie di polemiche e perplessità, avanzate dalla comunità scientifica e da molti dirigenti scolastici, nonché da genitori di bambini immunocompromessi, la ministra della salute Giulia Grillo cerca di aggiustare il tiro, dando la sua versione sul significato dell’emendamento milleproroghe appena approvato, dicendo che l’obbligo rimane (oibò e cosa si è cambiato quindi?), ha proposto una bizzarra soluzione per i bambini immunodepressi (!!!) ed ha suggerito l’obbligo flessibile (?????????) alla vaccinazione -Quest’ultima è veramente nuova!-.

Se l’obbligo rimane, cosa cambia con il nuovo emendamento? La ministra della sanità sottolinea che viene rinviata di un anno “una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agi asili nido e alle scuole materne”. Quindi significa che i bambini non vaccinati saranno comunque ammessi a scuola anche se i genitori non presenteranno i certificati vaccinali. È come dire ad un soggetto potenzialmente pericoloso: “tu hai una bomba in tasca, ma invece di bloccarti per non nuocere agli altri ti faccio entrare lo stesso!”.

Il rimedio per mettere al riparo i bambini immunodepressi dalla potenziale esplosione della bomba “infettiva” è ancora più bizzarro: “Garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale” (ministra della Salute Grillo, 5 agosto 2018).

Questo significa costruire dei ghetti scolastici dove i bambini vaccinati verranno messi a difesa di chi non può vaccinarsi perché il loro sistema immunitario è debole o perché portatori di particolari patologie incompatibili con la vaccinazione. Ma se questa soluzione può essere un rimedio per il periodo di “permanenza” dei bambini in aula, gli stessi bambini immunodepressi possono comunque entrare in contatto con gli altri compagni di scuola non vaccinati durante tutti gli altri momenti di inevitabile contatto e vita “comunitaria”: mensa scolastica, ricreazione, uscita ed entrata a scuola. Un ministro della salute è cosciente di questo rischio, o si pensa, dividendo bambini vaccinati e non vaccinati, di distribuire a colpi di emendamenti anche virus e batteri in classi diverse?

L’altra esternazione è altrettanto singolare: “È allo studio dei parlamentari un disegno di legge che prevede un obbligo flessibile nel tempo e nello spazio” (Giulia Grillo ministra della Salute, 5 agosto 2018). In altre parole, se ho ben compreso il significato di questa asserzione, una volta ridotto il rischio di un agente patogeno di nuocere si allentano i meccanismi di difesa nel tempo (per quanto tempo?) e nello spazio (plesso scolastico, area comunale, di regione in regione?), per riattivarli magari quando lo stesso agente patogeno si dovesse ripresentare?

Per caso dalle parti del ministero della salute hanno informazioni su come si sposta l’agente patogeno? Cosa facciamo, costruiamo barriere, mettendo in quarantena, per esempio, i bambini di una regione ai quali l’agente patogeno decidesse di far loro una visitina e magari impediamo l’entrata in quella regione di bambini che non possono essere vaccinati?

Nel frattempo si registrano altre pillole di saggezza di eminenti politici nostrani: “Dieci vaccini sono troppi, ma non sono un medico” (Lorenzo Fontana, ministro per la famiglia, 6 agosto 2018). Il povero ministro Fontana, dopo la sua esternazione, ha contribuito a creare un nutrito hashtag di risposta alla sua pillola di saggezza; ne cito alcune: “troppi 32 denti, ma non sono un dentista”; “troppe 10 ragazze per me, ma non sono Battisti”; “troppi quattro stati per la materia, ma non sono un fisico”…e via discorrendo.

Pensavamo di averle sentite tutte, ma questi nostri politici ci stanno abituando a pensare che al limite non c’è mai fine: “Da piccoli ci immunizzavamo andando in processione dai cugini malati” (Paola Taverna, vicepresidente del Senato, 8 agosto 2018). Quindi cosa facciamo, costruiamo in Italia dei lebbrosari per le processioni in onore di sua entità Taverna? E se dovesse scapparci il morto? “Non puoi illudere la gente che non morirà nessuno. Dobbiamo essere realisti” (Giulia Grillo ministra della Salute, 8 agosto 2018); e quindi accettare le morti da morbillo!

Chissà quale altra pillola ci riserveranno i nostri politici e decisori, ma analizziamo l’argomento Vaccini su basi razionali e scientifiche e rispolveriamo alcune “bufale”, alcuni dati inconfutabili e i rischi e benefici nell’uso dei vaccini.

Come agiscono i vaccini?

I vaccini agiscono stimolando il sistema immunitario, l’esercito del nostro organismo, a produrre specifici anticorpi contro un determinato patogeno senza tuttavia causare la malattia. Di conseguenza, se la persona vaccinata entrerà in contatto con l’agente patogeno (virus, batteri), il suo sistema immunitario è già pronto per fronteggiare l’infezione in quanto ha già il sistema di difesa (anticorpi) per fronteggiare le armi (antigeni) dell’agente infettivo. I vaccini sono quindi un presidio preventivo per la salute di tutti.

La grande bufala: i vaccini causano autismo

La prima grande menzogna è che i vaccini causino autismo. Una menzogna così colossale, costruita a tavolino dal chirurgo gastroenterologo Andrew Wakefield per gettare discredito sulla vaccinazione trivalente e piazzare sul mercato il proprio prodotto, che ha portato l’ordine dei medici a radiare Wakefield e la rivista scientifica Lancet a ritirare la pubblicazione basata su dati falsi.

Non c’è un solo dato scientifico che dimostri una correlazione diretta tra uso dei vaccini e autismo.

Un’altra argomentazione fallace avanzata dai cosiddetti no vax è la teoria del complotto, per cui le multinazionali e le case farmaceutiche giocano sporco per arricchirsi. Le multinazionali, se avessero a cuore solo il puro business non investirebbero in vaccini che PREVENGONO dalle malattie, ma venderebbero farmaci, molto più conveniente per loro, per CURARE o TRATTARE A VITA una malattia causata, quando non porta a morte, dalla mancata vaccinazione. Non si può pensare che Istituto Superiore di Sanità, AIFA, OMS, centri di ricerca internazionali, ricercatori e scienziati siano tutti collusi.

Il dato di fatto

I vaccini proteggono da malattie che risulterebbero mortali, hanno permesso di eradicare patologie gravi come la poliomielite e di proteggere, per quello che si chiama l’immunità di gregge, tanti bambini che per ragioni diverse non possono essere vaccinati. Se si riducesse questa immunità di gruppo si comprometterebbe la barriera di protezione indiretta con gravi rischi di contrarre malattie mortali. Come del resto avvenuto anche negli ultimi anni, dove diversi bambini non vaccinati sono deceduti per le complicanze del morbillo.

Da dove nasce allora la paura dei vaccini?

Per capire il problema bisogna considerare che i vaccini sono dei farmaci, come l’aspirina o la tachipirina, i farmaci anti-tumorali, gli anti-infiammatori, e così via, e come ogni farmaco possono causare degli effetti collaterali. C’è un punto quindi su cui vaccinisti e critici dei vaccini si trovano d’accordo: ci possono essere reazione avverse ai vaccini. Tuttavia bisogna essere anche molto chiari e precisi. Prendiamo per esempio uno dei casi con reazione avverse tra le più complicate: la paralisi da vaccino antipolio. E’ perfettamente noto che il vaccino vivo antipolio di Sabin in circa 3-4 casi PER MILIONE di dosi subisce un processo di reversione genetica e ritorna patogeno, causando una poliomielite da vaccino. Tuttavia il dato più drammatico è quando si confrontano i dati tra i limitati effetti collaterali indotti dalla vaccinazione rispetto ai casi di polio nella popolazione non vaccinata: il tasso di sieroconversione nella popolazione non vaccinata è del 90%, le complicanze neurologiche sono di 1 caso su 200, la mortalità 1 caso su 2000. Numeri molto alti per essere ignorati.

Inoltre è bene ricordare che oggi siamo tornati ad usare il più sicuro vaccino di Salk proprio per evitare le pur rare complicanze neurologiche del Sabin. La scienza, quindi, sa correggere il tiro ed indaga con rigore per fornire cure sicure, tenendo in considerazione il rapporto tra rischi e benefici.

Un’altra preoccupazione dei no vax è che dieci vaccini sono troppi per essere somministrati in un bambino il cui sistema immunitario è ancora in una fase di “maturazione”. I bambini entrano in contatto giornalmente con centinaia di migliaia di antigeni, molti di più di quelli derivati dalle vaccinazioni. Inoltre, i vaccini “moderni” sono il frutto di sofisticate tecnologie genetiche e biotecnologiche da impegnare solo una minima parte del sistema immunitario. Basti pensare che il batterio che causa la pertosse possiede oltre 3.000 antigeni, mentre il vaccino contro la pertosse ne ha solo tre e la quantità di antigeni presenti oggi in un vaccino esavalente è venti volte inferiore rispetto a quella del vaccino trivalente somministrato negli anni ‘80.

La ricerca scientifica ha quindi aumentato la sicurezza nell’uso dei vaccini, riducendo di molto i potenziali effetti collaterali che potrebbero essere causati dalla vaccinazione.

L’importanza di una corretta informazione.

In un recente libro dal titolo “Chi ha paura dei vaccini?” lo storico della medicina Andrea Grignolio, partendo da una narrazione storica discute le più recenti teorie cognitive per affrontare le resistenze verso le vaccinazioni. Grignolio è anche autore di un volumetto di divulgazione scientifica della collana “I Ragazzi di Pasteur (Istituto Pasteur-Italia e IBSA Foundation for scientific research- Carocci Editore) dal titolo “Storie sui vaccini” rivolto ai ragazzi delle scuole medie di primo e secondo grado dove l’autore discute i diversi aspetti scientifici, sociali, politici legati ai vaccini; dalle epidemie del passato alle bufale in rete. Un volumetto distribuito gratuitamente alle scuole che ne facessero richiesta e che aiuta gli studenti e i docenti a prendere consapevolezza del valore dei vaccini e dei rischi della mancata vaccinazione (per info: info@istitutopasteur.it).

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità dei 10 milioni di bambini che muoiono ogni anno 2,5 milioni sarebbero salvabili se avessero accesso ai vaccini più elementari. Un esempio dell’utilità delle vaccinazioni viene dall’India dove è stata condotta una campagna di vaccinazione massiccia tra il 2009 e il 2011. Il risultato è che i casi di polio (che erano la metà dei casi di poliomielite al mondo) si sono ridotti a ZERO.

C’è purtroppo ancora tanta diffidenza sull’uso dei vaccini, dettata da ignoranza culturale; spesso le persone si lasciano influenzare dai sospetti più che dalle prove scientifiche.

Serve una corretta informazione scientifica ed una comunicazione limpida e trasparente. Solo in questo modo si può capire come i vaccini siano indiscutibilmente uno strumento utile per la salute personale e pubblica.

Bisogna avere paura dell’ignoranza e non dei vaccini.

Scrive Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico: “Non si è liberi di scegliere se non si è correttamente informati”.

La politica, soprattutto, dovrebbe usare questo elementare principio per evitare cortocircuiti comunicativi e legislativi; anche perché virus e batteri si nutrono dell’ignoranza culturale, non hanno colore politico e infettano senza chiedere il consenso.

FonteDemetrio Cosola, la vaccinazione nelle campagne (1894)
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Antonio Musarò
Figlio del Salento, abitante del mondo, esploratore della conoscenza. Laurea in Scienze Biologiche, Dottorato di Ricerca in Scienze e Tecnologie Cellulari alla Sapienza Università di Roma e Research Fellow presso la Harvard University di Boston (USA) dal 1996 al 2000. Attualmente è professore ordinario di Istologia, Embriologia e Biotecnologie Cellulari presso l'Università di Roma "La Sapienza". Le sue ricerche hanno portato ad importanti risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali tra cui Nature, Nature Genetics, Nature Medicine, Cell Metabolism, PNAS, JCB. Da diversi anni è impegnato nella divulgazione scientifica; è coordinatore delle attività di divulgazione scientifica dell'Istituto Pasteur-Italia ed è direttore scientifico della manifestazione “Festa della Scienza” che si svolge annualmente in Salento (Andrano-LE). Il suo motto: appassionato alla verità e amante del dubbio.

10 COMMENTI

  1. Articolo esaustivo, completo e trasversale. Ne apprezzo il percorso introduttivo e l’itinerario seguente. Problematica controversa come tutte quelle che diventano “pane” di strumentalizzazioni politiche. Che parlino gli esperti come il bravo autore.

  2. “Articolo esaustivo, completo e trasversale. Ne apprezzo il percorso introduttivo e l’itinerario seguente. Problematica controversa come tutte quelle che diventano “pane” di strumentalizzazioni politiche. Che parlino gli esperti come il bravo autore.”

    Rubo le parole di Giuseppe 😀 che condivido, per farle mie e indirizzarle all’autore. Soprattutto evidenzio il rischio di cadere in strumentalizzazioni politiche di sorta. Soprattutto perché la sinistra italiana è molto “ammanicata” negli ambienti culturali, nella formazione scolastica e nella satira. Dobbiamo liberarci dalle catene di questi baronati per liberare la democrazia.

  3. Gentili Giuseppe e Nunzio
    Grazie per l’apprezzamento.
    Bisogna ritornare al pensiero razionale e pretendere che le persone vengano scelte per competenze e non solo per appartenenze. Speriamo in una rivoluzione culturale dove vinca il merito.

  4. Concordo anch’io con il signor Giuseppe.
    Rigore scientifico prima di tutto e parli con la pretesa di essere ascoltato solo chi sa di cosa parla perché conoscitore della materia e non anche chi é solo investito di rappresentanza politica.
    ciao Antonio

  5. Complimenti Antonio,
    articolo ben strutturato e rigoroso.
    Hai ragione, bisogna far fronte contro l’oscurantismo della ragione.
    Condivido su fb

  6. Egregio Professore,

    ho letto con vivo interesse il suo articolo di cui condivido ogni parte. Mi chiedo, quando ci dice: “C’è purtroppo ancora tanta diffidenza sull’uso dei vaccini, dettata da ignoranza culturale; spesso le persone si lasciano influenzare dai sospetti più che dalle prove scientifiche.” perche anche “riviste specialistiche” come Lancet, pubblicano un articolo contenete una menzogna così colossale del chirurgo gastroenterologo Andrew Wakefield?, e quale può essere la difesa delle persone non tecniche? E facile scatenare il panico e poi tutte le spiegazioni più serie non riescono a penetrare nella dimensione emotiva.

  7. Gentile Oscar,
    grazie intanto per il suo interesse verso un argomento così dibattuto e per la domanda assolutamente pertinente.
    Parto con una premessa; le riviste scientifiche, sia quelle prestigiose (a maggior ragione queste) sia quelle con minore fattore di impatto, HANNO una regola ferrea (direi quasi un obbligo etico e morale) prima di pubblicare i risultati di uno studio: la valutazione qualitativa basata sul giudizio tra “pari” (peer review), una prassi consolidata per decidere appunto se uno studio merita di essere pubblicato o necessiti prima di essere rivisto magari fornendo ulteriori dettagli e/o esperimenti aggiuntivi a supporto delle conclusioni degli autori, o addirittura lo stesso studio potrebbe essere rifiutato dalla rivista scientifica perché non rilevante, oppure non originale, o perché viziato negli aspetti metodologici.
    Queste sono le informazioni e/o le domande che una rivista scientifica seria pone come base della peer review prima di pubblicare un qualsiasi studio, sia esso di ricerca di base o clinica:
    • Come la pubblicazione potrebbe dare un contributo più efficace alla letteratura esistente?
    • Come potrebbe essere modificato l’articolo per essere più chiaro e mettere in rilievo il fulcro centrale della questione?
    • Come potrebbe essere migliorata la coerenza dell’argomentazione?
    • Quali sono gli elementi controversi del lavoro scientifico?
    • Gli autori hanno risposto in maniera convincente alle criticità avanzate dai revisori?
    Può succedere tuttavia, come capitato per esempio per il lavoro di Wakefield pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet nel 1998, che la peer review non rilevi da subito la frode e quindi pubblichi il lavoro.
    La scienza tuttavia, essendo la forma più alta di “democrazia”, ha il vantaggio di non considerare nessun lavoro come dogmatico, per cui ogni ricercatore/scienziato può ripetere un qualsiasi lavoro precedentemente pubblicato e confermarne o confutarne le conclusioni.
    Esaminiamo il problema e le tappe del lavoro di Wakefield:
    La ricerca era stata condotta su 12 bambini, che Wakefield descriveva essere affetti da disturbi gastrointestinali e autismo dopo la somministrazione del vaccino trivalente, quella cioè contro morbillo, parotite e rosolia. Qual era la correlazione tra: somministrazione del vaccino, disturbi gastrointestinali e autismo proposta da Wakefield nel suo studio clinico??? Wakefield sosteneva che il vaccino trivalente potesse creare una alterazione della permeabilità della barriera intestinale (il motivo rimaneva misterioso) e che attraverso una barriera intestinale più permeabile aumentava il passaggio in circolo di sostanze tossiche verso il cervello, causandone l’autismo.
    Negli anni successivi, diversi studi sono stati condotti da diversi laboratori indipendenti, i quali, analizzando sia la vaccinazione trivalente sia altre decine di vaccini differenti, giunsero alla conclusione che quanto sostenuto da Wakefield non aveva basi scientifiche, non avendo trovato alcun nesso causale tra vaccinazione e autismo. Successivamente, uno studio di meta-analisi pubblicato nel 2014 sulla rivista Vaccine (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X14006367), ed un altro della Cochrane Organisation (https://www.cochrane.org/CD004407/ARI_using-combined-vaccine-protection-children-against-measles-mumps-and-rubella), riportano i risultati di una analisi condotta su oltre 1,2 milioni di bambini escludendo qualsiasi correlazione tra vaccini e autismo. In pratica, i casi di autismo in bambini vaccinati sono gli stessi della popolazione di bambini non vaccinati!
    Per ritornare a Wakefield, si scoprì che aveva completamente falsificato i dati. I documenti clinici dei 12 bambini “arruolati nello studio” da Wakefield non riportavano in nessun caso diagnosi ufficiali di sindromi autistiche o di patologie intestinali (anzi, tutti presentavano biopsie intestinali del tutto normali), ma Wakefield li aveva modificati illegalmente per i suoi interessi. Si scoprì infatti che Wakefield aveva gettato discredito sulla vaccinazione trivalente per piazzare sul mercato il proprio prodotto. Si scoprì anche che Wakefield aveva ricevuto 435.000 sterline dagli avvocati di alcuni genitori, molti dei quali parenti dei 12 bambini dello studio di Wakefield, che fraudolentemente volevano ottenere un risarcimento per la malattia dei figli, attribuendola al vaccino.
    Dopo 20 anni, lo studio di Wakefield rimane la una colossale menzogna costruita ad arte e nessun ricercatore, scienziato, centri di ricerca pubblici e/o privati sono riusciti a supportare le conclusioni dello studio di Wakefield basate sulla falsificazione dei dati. Ci vuole sicuramente molta più attenzione per evitare che una menzogna, già ritenuta tale 20 anni fa, continui a circolare e a fare proseliti, mettendo in pericolo la salute della collettività.
    Spero di aver chiarito il suo dubbio e quello degli altri lettori.

  8. pronti a dare il volumetto sui vaccini alle scuole, dietro richiesta. Maipresidi,lo sanno??????? non converrebbe lanciare una campagna informativa diretta appositamente alle scuole, dunque ai presidi, direttori, consigli di classe, e, dunque anche ai genitori?????

  9. Gentile Anna,
    il progetto “I Ragazzi di Pasteur”, nato dalla collaborazione dell’Istituto Pasteur-Italia e dalla IBSA Foundation for Scientific Research, è stato attivato un paio di anni fa (nel 2016) con una conferenza stampa nazionale presso l’Università Sapienza di Roma (http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/elementihp/2016/10/20/la-scienza-a-fumetti-al-via-progetto-dedicato-alle-scuole_fe84e81c-bb21-4db5-a2f6-c2ff7a5a7fca.html), a cui hanno partecipato anche esponenti del Ministero dell’Istruzione.
    Il progetto prevede sia una collana di volumetti di divulgazione scientifica (su diversi temi di interesse scientifico, culturale e alcuni anche sociale), sia un concorso nazionale dal titolo “Le bufale in rete: come riconoscerle!”, per stimolare i giovanissimi a individuare le false notizie che circolano in rete, in particolare su temi scientifici.
    Il ministero, all’epoca, ha inviato una circolare a tutte le scuole di I e II grado per renderle partecipi di questa iniziativa.
    La collana dei volumetti “I Ragazzi di Pasteur” è in fase di completamento; sono stati già pubblicati 8 volumi della collana , tra cui uno sui vaccini, ed altri 3 sono in fase di pubblicazione. Diverse migliaia di volumetti sono stati già distribuiti alle diverse scuole che ne hanno fatto richiesta e altri saranno distribuiti fino ad esaurimento scorte (I dirigenti scolastici possono richedere disponibilità di copie per le proprie scuole scrivendo a: info@istitutopasteur.it).
    Ne approfitto di questa risposta alla sua domanda e di questo spazio su Odysseo per informare dirigenti scolastici, genitori e studenti con sete di conoscenza che il PDF dei volumetti si può intanto scaricare gratuitamente dal sito della IBSA Foundation: http://www.ibsafoundation.org/it/publications/book-series/
    oppure da quello dell’Istituto Pasteur-Italia: http://www.istitutopasteur.it/content/i-ragazzi-di-pasteur
    Di seguito i titoli già pubblicati e che si possono scaricare/consultare:
    1) Storie di Cellule Staminali: dal mito di Prometeo alla medicina rigenerativa;
    2) Epigenetica: il complesso mondo della regolazione genica;
    3) Il Sistema Nervoso: dalle cellule al comportamento;
    4) Guardie e ladri: storie di virus e batteri
    5) Storie sui vaccini: dalle epidemie del passato alle bufale in rete;
    6) Le Dipendenze: la grande illusione dei paradisi artificiali;
    7) Colesterolo Uffa: una molecola con doppia personalità
    8) Il Microbiota: un nuovo mondo inesplorato.
    Di prossima pubblicazione:
    9) Le malattie sessualmente trasmissibili;
    10) Il concetto sbagliato di Razza
    11) Trasformazioni: come una cellula normale diventa tumorale.
    Spero di aver contribuito a chiarire le sue domande e a fornire le informazioni adeguate relative al progetto “I Ragazzi di Pasteur”.

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