Una costituente per l’Europa

Gli scritti londinesi di Simone Weil, per la prima volta in un unico volume, in un’edizione critica a cura di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito

 

Gli scritti dell’ultimo anno di vita di Simone Weil, redatti a Londra tra il 1942 e il 1943, presentati finalmente in versione integrale e con un rigore tanto più critico quanto guidato da “un’ermeneutica amorosa” (p. 7), pubblicati in Italia in un volume edito da Castelvecchi, Una Costituente per l’Europa, a cura di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito.

Un volume significativamente diviso in tre parti: una sorta di “pronao”, intitolato La resistenza in una stanza; una parte centrale, interamente dedicata agli Scritti londinesi della Weil; e, infine, un piccolo “chiostro”, dove soffermarsi senza fretta per quelli che, con felice intuizione, i curatori definiscono Esercizi di attenzione: perché questo titolo e quali le ragioni di questa suddivisione?

Basterebbe soffermarsi sui titoli dei rispettivi paragrafi della parte prima e terza per presentire la scelta di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito: in un primo tempo, accompagnare il lettore, anche non necessariamente esperto, e allenare il suo pensiero ad un incontro, quello con Simone, che può segnare un’intera esistenza; invitarlo, quindi, a non fuggire via da un pensiero lacerante con la fretta a cui i fast food, anche quelli del pensiero, ci hanno abituato.

Ecco perché la parte prima presenta categorie tipicamente weiliane quali il desiderio, la capacità di pensare in tempi di “cattiva fortuna”, la singolarità di un pensiero da marziana, il munus della scrittura avvertito come obbligo, il confronto con un pensiero venuto dall’ombra e, a suo stesso dispetto, espresso con commovente reticenza, nell’altrettanto commovente tentativo di fondare una civiltà nuova, antica, viva…, animata da una giustizia «al-di-là della legge». Simone stessa visse in maniera conflittuale il dissidio interiore tra la necessità della scrittura e quella dell’engagement…

Ed ecco perché nella terza parte si tenta un accostamento con la fonte del sacro e con il volto sfuggente di Dio, in Simone Weil, lasciandosi tentare e trasportare dalla brezza dello spirito, per chiedersi, anche oggi, quale possa essere il cammino dei giusti, chi siano, nel nostro tempo, i guardiani del pensiero dominante, quale sia la ferita lasciata aperta, quale fede possa ancora illuminarci e riscaldarci come un carbone ardente. E, ancora, se lasciarsi intimorire dalla impotenza dell’angelo o credere ostinatamente nella filosofia del lavoro: se credere ancora che è la forza della debolezza a vincere il mondo. A proposito del sacro e del volto sfuggente di Dio, balza agli occhi del lettore attento il fatto che abbiate scelto di dare ad uno degli scritti curati nella vostra pubblicazione un titolo diverso (“La persona è sacra?”) da quello più noto, che è La persona e il sacro…

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Così condotti e così reintrodotti nel pensiero di Simone Weil, nella seconda e centrale parte del libro è possibile seguire l’evolversi urgente del percorso umano, intellettuale e mistico di Simone Weil, scoprendo che l’acme della sua riflessione politica avviene proprio nel crogiolo della sua esperienza spirituale.

Giunta in Europa dagli Stati Uniti con il fermo proposito di prendere parte attivamente alla guerra di liberazione, Simone Weil viene accolta con diffidenza e confinata ad un lavoro da intellettuale da parte del comando di France Combattante. Compito: analizzare le proposte per una futura costituzione francese e redigerne una nuova bozza. Chi pensava così di liberarsi di Simone Weil, non ne conosceva la determinazione, la capacità di eseguire un lavoro con un rigore che rasentava l’ossessione. Ne viene fuori una “costituente per l’Europa”, direi, per l’intero Occidente, un pensiero incandescente, oggi più che mai, attuale. Simone Weil combatte così, da sola, in una stanza, la sua resistenza e ci dona una roccia solida su cui fondare, o rifondare, le colonne portanti della civiltà europea, proprio quando il contesto storico, ora come allora, ne getta in crisi la stessa idea di sopravvivenza. È così che, in quattro mesi e mezzo, la Weil colma circa un migliaio di pagine con note, appunti, saggi, convinta che: “La sola cosa che possiamo costruire è una civiltà. Nuova rispetto al caos spaventoso finito in un incubo. Antica di spirito. Viva. Se possiamo… “ (p. 42).

Grande merito va riconosciuto ai curatori che hanno, weilianamente, durato la fatica di ricostruire dal principio una documentazione in parte inedita, ridandoci la donna Simone e il suo tempo, in altri termini, le condizioni storiche e il sitz im leben in cui queste pagine furono “eruttate” (absit iniura verbis!). Davvero, “[…] mancava finora un libro in cui i saggi e le note del periodo londinese fossero presentati nella loro integralità e messi a disposizione di un pubblico più ampio, non specialista, ma esigente e ormai maturo” (p. 5).

E se l’apparente disomogeneità di testi scritti con finalità distinte, e qui raccolti per temi, potrebbe disorientare, valga l’avvertimento con cui i curatori chiudono la loro Prefazione: “[…] gli scritti di Londra hanno un tratto che li accomuna tutti fortemente: sono testi fondativi, sia quando propongono idee per una nuova Costituzione, in Francia e in Europa, sia quando, ispirandosi al pensiero greco, a un Cristianesimo purificato e ad altre tradizioni religiose autentiche, sollecitano l’Occidente a costruire una civiltà politica rinnovata nel profondo e consapevole delle sue radici”: che Simone non intendeva in modo monocorde (leggi: radici cristiane), perché forte era per lei l’ispirazione greca e, per il tramite greco, quella dell’Oriente.

 

Paolo Farina

 

Simone Weil. Una Costituente per l’Europa. Scritti londinesi, a cura di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, 2013 Castelvecchi, pp. 380, euro 22,00.

 

Il Volume

Premessa. Parte Prima. La resistenza in una stanza. Introduzione. Parte Seconda. Scritti londinesi. Lettera a Maurice Schumann; Questa guerra è una guerra di religione; Riflessioni sulla rivolta; Legittimità del governo provvisorio; Osservazioni sul nuovo progetto di Costituzione; Idee essenziali per una nuova Costituzione; Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano; Nota sulla soppressione generale dei partiti politici; La questione coloniale e i suoi rapporti con il destino del popolo francese; Esiste una dottrina marxista? ; Stiamo lottando per la giustizia? ; La persona è sacra? ; Lettera ai genitori. Parte Terza. Esercizi di attenzione. Bibliografia. Simone Weil (1903-1943). Note.

[Foto copertina: www.castelvecchieditore.com ]

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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