A tu per tu con il prof. Francesco Rana dottore di ricerca in “genomica e proteomica funzionale ed applicata”

«In futuro mi piacerebbe continuare la ricerca ma i concorsi per ricercatori vengono banditi di rado, purtroppo in Italia si investe molto poco nella ricerca e i risultati della ricerca di base trovano molta difficoltà ad essere sperimentati  sull’uomo»

 

Prof. Rana, il titolo della sua tesi è: «A new approach for in Vivo “longitudinal” evaluation of skeletal muscle structural and functional parameters: Ultrasonography studies in rodent models of atrophy, sarcopenia, cachexia and muscular dystrophy, toward the Identification of a new therapeutic strategy». Ci aiuti a capire un po’ per volta…

Nel periodo del dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Farmacia e Scienze del Farmaco dell’Università di Bari mi sono occupato di ecografia ad ultrasuoni di piccoli animali come topi e ratti portatori di malattie atrofiche e distrofiche rare come la sarcopenia, cachessia, sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e distrofia di Duchenne un campo dove le conoscenze di  fisica, matematica e elettronica si legano molto bene con quelle biomediche.

Bene, e cosa ha potuto osservare grazie alle sue ricerche?

La mia ricerca è stata condotta grazie ad un’apparecchiatura ecografica costosissima in uso nei laboratori di Farmacia capace di scandagliare i muscoli scheletrici e gli organi vitali di piccoli animali: ad esempio del cuore del topo (di circa un centimetro) si riesce a vedere tutta la sua struttura e il flusso di sangue durante il suo funzionamento nei minimi particolari.

Grazie a queste apparecchiature si possono apprezzare “in vivo” gli effetti dei farmaci misurando ad esempio il volume dei muscoli e i parametri cardiovascolari prima e dopo il trattamento farmacologico.

Posso chiederle cosa ha scoperto?

I risultati del mio lavoro di ricerca sono di tipo metodologico e farmacologico.

Infatti per la prima volta abbiamo standardizzato la posizione delle sonde ecografiche per acquisire immagini ecografiche ad altissima definizione del cuore e dei muscoli delle zampe; in particolare dall’osservazione della forma dei muscoli ho ideato e pubblicato dei modelli matematici per calcolare il volume del soleo, gastrocnemio laterale e flessore digitale lungo per i ratti e per i topi.

Suppongo che questo possa trovare delle applicazioni in campo biomedico…

Dal punto di vista biomedico, abbiamo sperimentato con successo alcuni trattamenti farmacologici per la cachessia, una condizione di deperimento, perdita di peso e massa muscolare associata a cancro e chemioterapia) di cui sono stati pubblicati i risultati. Di particolare rilievo è stato uno studio durato circa 8 mesi sui topi distrofici affetti da Distrofia muscolare di Duchenne (DMD) si può dire la malattia più frequente fra le malattie rare che colpisce nel genere umano solo gli uomini 1 su 3500 con una aspettativa di vita fino a 25 anni a causa di ipertrofia muscolare e cardiomiopatia. I risultati di questo studio mostrano il successo del trattamento farmacologico sui parametri cardiaci in quanto previene la cardiomiopatia. Per ultimo ma non meno importante lo studio sulla Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sui topi mirato a capire dal punto di vista della giunzione neuromuscolare il meccanismo ancora poco chiaro della disgregazione del rivestimento mielinico dei nervi, sul quale abbiamo acquisito risultati che possono mettere in campo dei trattamenti terapeutici.

Per chi volesse approfondire?

Gli studi pubblicati si possono trovare sul sito mondiale di pubblicazioni mediche www.ncbi.pubmed digitando successivamente il mio cognome e nome.

Immagino che sia felice dei risultati del suo lavoro, ma a questo punto è legittimo chiedere quale sarà il suo  impegno futuro per la ricerca.

Sì, è vero, è stato un piacere fare questa esperienza di ricerca perché ha allargato le mie conoscenze nel campo biologico e mi ha permesso di mettere il mio background a disposizione della ricerca farmacologica.

In futuro mi piacerebbe continuare la ricerca ma i concorsi per ricercatori vengono banditi di rado, purtroppo in Italia si investe molto poco nella ricerca e i risultati della ricerca di base trovano molta difficoltà ad essere sperimentati  sull’uomo. Rimane sempre, comunque la motivazione di oltrepassare i limiti della conoscenza dei meccanismi biofisici che stanno alla base delle malattie umane per trovare le cure che rispondono ai bisogni dell’uomo.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...