Come le scorrettezze quotidiane possono influenzare la criminalità

Bari, una domenica pomeriggio come tante, mi reco in un bar per una discussione sulla legalità insieme ad un  magistrato, ex parlamentare italiano e autore di diversi romanzi e saggi.

Si parla di mafie locali e di rispetto della legge, di giustizia e di criminalità. Fra i varia argomenti di discussione, mi colpisce una storia da lui raccontata:

«Un giorno come tanti, Andrea sta andando a lavoro. Lui ci va a piedi, perché gli piace guardare la città e il panorama che lo circonda. La strada che fa è più o meno sempre la stessa, oggi però trova qualcosa di strano, c’è un lampione rotto, lo sorprende, “lo aggiusteranno”, pensa. Il giorno dopo Andrea, andando a lavoro, nota che il lampione è ancora rotto e lì vicino c’è anche una finestra col vetro in frantumi, “qualcuno avrà visto chi l’ha rotta e avrà avvertito le autorità”, si dice. Passano i giorni e Andrea comincia a non far più caso a questa o quella finestra rotta. Col passare del tempo le finestre rotte diventano 5, 10, 50, non si riescono nemmeno più a contare. Come Andrea, anche gli altri abitanti del quartiere hanno lasciato correre ogni volta che vedevano una finestra rotta o un muro imbrattato. Ora il quartiere è in uno stato di degrado elevato e il tasso di criminalità è decisamente aumentato. Tutti si chiedono come si sia potuto arrivare a questo stato di degrado e nessuno riesce a dare una spiegazione».

Questo è un piccolo aneddoto per spiegare la cosiddetta “teoria delle finestre rotte”, secondo la quale, se in un luogo pubblico vengono trascurate le piccole trasgressioni  queste diventano oggetto di emulazione e possono dar luogo a fenomeni di trasgressione della legge più gravi. Alcuni studi sperimentali, fra cui quelli di Kees Keizer dell’Università di Groningen, ne hanno dimostrato la piena validità.

La stessa è stata applicata negli anni ’90 dall’allora capo della New York Transit Police, corpo di polizia che opera nella rete metropolitana, Bill Bratton, che, incaricando gli agenti di polizia di fermare i viaggiatori senza biglietto, è riuscito a ridurre in pochi mesi i reati commessi in metropolitana del 22%, con picchi del 40% per la riduzione delle rapine, e a dimezzare la quantità di viaggiatori sprovvisti di biglietto. Tutto questo con conseguente aumento del numero di viaggiatori e del senso di sicurezza degli stessi.

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