Il dibattito sugli F-35

La polemica divampata sul programma Joint-Strike Fighter – relativo all’acquisto degli F-35 – ha mostrato una peculiarità tutta italiana: l’incapacità di produrre un dibattito obiettivo sulle questioni di sicurezza e difesa nazionale. Gli F-35 sono diventati il simbolo di una rinnovata battaglia ideologica tra sostenitori e detrattori, che purtroppo ha coperto le reali necessità del Paese in questo settore.

Indagine parlamentare sui sistemi d’arma

Intanto la tanto attesa indagine conoscitiva parlamentare ha proposto una “moratoria” contrattuale sul programma, per approfondirne meglio criticità e costi al fine di dimezzare il budget finanziario iniziale (passando da 10 a 5 miliardi di euro). L’indagine ha tuttavia toccato il nocciolo dell’intera questione: occorre stilare un “Libro Bianco” per la sicurezza e la difesa nazionale. Durante l’ultimo Consiglio Supremo di Difesa, sono state presentate le Linee Guida di questo imprescindibile strumento.

Un Libro Bianco per la Difesa

Il Libro Bianco è un documento che individua le priorità per la sicurezza nazionale e contiene le indicazioni circa gli strumenti – politici e militari – adatti a perseguire tali obiettivi nel medio-lungo periodo. In un mondo sempre più interconnesso e caratterizzato dalla presenza di minacce asimmetriche – terrorismo internazionale, attacchi cibernetici – serve un sistema di sicurezza moderno, socialmente condiviso, che eviti duplicazioni, che minimizzi il numero di livelli gerarchici dell’organizzazione e che sia soprattutto interoperabile con gli altri partner europei e transatlantici. Il Libro Bianco dovrebbe inoltre valorizzare le eccellenze industriali nazionali che giocano un ruolo importante dal punto di vista del progresso tecnologico e hanno un notevole impatto occupazionale. Per far questo, serve una pianificazione pluriennale trasparente, che assicuri stabilità delle risorse e un’adeguata supervisione politica dei progetti più rilevanti nelle fasi di programmazione, gestione e rendicontazione dei servizi svolti. Il Libro Bianco dovrà infine offrire una valutazione sul patrimonio immobiliare delle Forze Armate, per capire dove sia possibile intervenire per capitalizzare su quelle strutture inutilizzate e che rischiano di svalutarsi eccessivamente.

Sfida culturale

La strada da percorrere è ancora lunga. Ma la sfida principale è di natura culturale. In Italia si fa spesso finta di comprendere che quelle libertà e quei diritti conquistati col sangue e il sacrificio hanno un prezzo da pagare. Il paradosso è che si registrano continui tagli alla Difesa, ma poi si sottolinea che “il Paese conta sempre di meno nel mondo”. Allora la redazione di un Libro Bianco serve non a difendere posizioni militariste, bensì a chiarire che in un mondo in cui molti Paesi extra-UE stanno incrementando in modo considerevole le spese militari, occorre prendere le misure giuste per evitare di rimanere impreparati. I recenti eventi in Ucraina mostrano che il rischio di un conflitto armato è sempre dietro l’angolo, anche nella pacifica Europa.

Daniele Fattibene


[ Foto: http://en.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_F-35_Lightning_II ]

 

 

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Daniele Fattibene
Daniele Fattibene è un giovane ricercatore della…conoscenza! Mezzosangue apulo-lombardo, napoletano di adozione ed Europeista convinto (e un pò disilluso) è laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali a Napoli (L'Orientale) prima e Forlì (Alma Mater Studiorum) poi. Si occupa di questioni di sicurezza europea con un interesse particolare verso i Paesi dell’Europa dell’Est. È come tutti noi un Ulisse 2.0, un cittadino del mondo amante delle lingue straniere, del viaggio, dell’ignoto e delle verità “scomode”. Collabora con diverse riviste e magazine online tra cui "AffarInternazionali", "EastJournal", "Social Europe" e "Reset". Lavora presso l'Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma. Twitter @danifatti

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