Hai presente quando dici: “Ma mi vogliono proprio far scappare la pazienza?”

Beh, questa è proprio la frase tipo di un giorno come tanti.

Di quelli nati con la luna storta, dico.

Un giorno come tanti nasce storto dalla sera prima. Vai a letto stanco morto, ma sei così stanco che non riesci a prender sonno. I pensieri ti si affollano nella testa e così ti giri e ti rigiri nel letto, nel vano tentativo di ingannarli, mentre sono loro a girarsi e rigirarsi a loro piacimento nella tua testa.

Così ti svegli che sei già stanco. Ti guardi allo specchio e sembri uno zombie, perché hai dormito poco e male. Ti sei addormentato tardi, ma ti devi svegliare presto perché hai tanto da fare.

Perciò ti metti subito al lavoro, mentre la maggior parte della gente comune (chissà com’è fatta la gente comune!) ancora dorme.

Ed eccolo che ti si para avanti: il primo imprevisto. Il primo di una lunga serie che sembra pensata apposta da una mente diabolica che vuole impedirti di portare a termine la tua mission impossible: sbrigare in un giorno solo, uno come tanti, almeno la metà dei problemi che avresti dovuto affrontare negli ultimi tre mesi.

Perciò più ti affanni, più annaspi. Perché gli imprevisti si realizzano, a catena e scientificamente, mentre il tempo scorre veloce e ti cresce l’ansia.

Ed ecco che, in un giorno come tanti, arriva mezzogiorno e tu, che sei in piedi da almeno nove ore, hai fatto meno della metà di quello che pensavi di fare, che era già meno della metà di quello che avresti voluto/potuto/dovuto fare e il panico si insinua sordo in una zona non meglio precisata del petto, tra polmone e muscolo cardiaco, mentre invano ti sforzi di metterlo a tacere.

Ma non è finita!

In un giorno come tanti, il peggio deve ancora venire: sempre!

Perché mica c’è limite al peggio, specie in un giorno come tanti. Devi correre, ma si rompe l’auto. Prendi la bici, ma la ruota è forata. Corri a scrivere in casa, ma la connessione wifi è assente e non puoi ricevere né spedire niente.

Manca solo che ti licenzino, in un giorno come tanti, ma quello probabilmente è già successo un altro giorno. Che era pure quello un giorno come tanti.

Quasi dimenticavo!

Offerte optional per un vero menù biologico da giorno come tanti. A scelta, il cliente potrà scegliere almeno due tra le seguenti portate: corna del partner scoperto in flagrante con il miglior/la miglior amico/a; fallimento della propria azienda; scoperta di essere affetti da un male incurabile; perdita di una persona cara; ritrovamento della persona che più di tutte ti ha tradito e fatto male.

Il licenziamento? Spiacenti. Quello non si può scegliere.

Quello era già avvenuto un altro giorno. Che era pure quello un giorno come tanti.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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