C’è un mondo luminoso, anche nelle tenebre…

I nostri occhi guardano, il nostro cervello pensa, il nostro naso odora, le nostre spalle portano pesi, ma il corpo ci apre ad una vita immateriale, ma non per questo meno reale. I nostri occhi infatti si aprono alla ricerca dello splendore che acceca, le nostre spalle divengono segno della fortezza di altri pesi non visibili e la mente si ispira alla fiducia, poggiando la conoscenza su una tradizione fatta di pilastri di verità sui quali costruire la propria esistenza.

La carne si apre allo spirito che descrive, partendo dall’esperienza di verità interiori contrariamente inaccessibili, il senso del proprio esserci. La dolcezza e l’amarezza travalica il gusto delle labbra parlando di esperienze sentimentali, affettive e spirituali. La bellezza materiale spinge alla ricerca dell’autenticamente bello che si può trovare, paradossalmente, nella povertà, nella semplicità e nell’apparente banalità quotidiana. La sorpresa di un regalo si allarga alla sorpresa di una giornata qualunque, attraverso la contemplazione di un’alba, di un tramonto o nel mistero della vita di un semplice filo d’erba.

C’è un mondo luminoso, anche nelle tenebre; si può scoprire la gioia anche in mezzo alla tristezza, può nascere la forza anche nella debolezza. Ci può essere paternità e maternità anche nella sterilità. È padre e madre non chi fa un figlio, ma soprattutto chi ama come figlio chi un padre e una madre non li ha mai conosciuti.

Un cuore povero, come diceva il poverello di Assisi, è fonte di ricchezza, poiché sa riconoscere il vero tesoro prezioso. Ci sono ciechi che sanno vedere luci più reali di ogni altra che sfuggono ai più, ci sono silenzi immensamente più comunicativi di vuote parole, esistono sordi capaci di ascoltare i volti a differenza delle assurdità di chi pensa di capire fermandosi alle parole.

Deliziosa non è solo una pietanza, ma anche una persona capace di lasciare quel gusto, non sulla bocca, ma nel cuore. La natura è dalla parte dello spirito poiché ispira. Chi è l’uomo e la donna ispirata se non una persona spirituale?

Fermarsi ai fenomeni, alla materia è tradire l’affetto, la bontà e l’amicizia. La materialità usata bene apre al mistero, senza esaurirlo. Aveva ragione dunque Il Piccolo Principe ad affermare che “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Vede dunque autenticamente bene chi sa guardare con il cuore. Possa la vita di chi lo desidera autenticamente aprirsi alla vera luce, l’illuminazione che salva e redime.

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