Voglio incatenare

la pioggia alla sedia del vento

per accendere a gloria ogni onor d’universo

eppur sì tanto adoprarsi

all’ombre d’antiche luci,

per riveder contento…

d’ogni angolo il sole,

e di stella in stella…

il presbite nume;

sì sale ancor di trionfo

lo sguardar oltre al terrazzo dei vivi

per porsi in cielo volatili in vero

e carezzar in alto il più sottile mistero,

ed io e tu dispersi allor,

troveremo pace forse in un androico svegliarci,

però d’uomo e donna gusteremo il percorso

in peso e bello cammino

e d’andar guardando

canteremo l’orme nostre

e del mondo intero

come di lirica poggiata al ritorno d’un sogno,

cantata in coro

al cambiar di colore,

di scala e tono,

sotto il magico tocco

del vento e d’ogni fuoco in dono!

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Diego Civita
Ho 41 anni e scrivo poesie da quando ne avevo 16. Perito agrario, ho studiato alla Facoltà di Lettere di Bari. Studio ancora percussioni e batteria. Esploratore, appassionato della natura, della musica, della letteratura e tanta poesia, ho all'attivo numerose pubblicazioni e decine di partecipazioni a concorsi poetici con relativi riconoscimenti e premi di vario genere.

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