Le intuizioni innovative?

…c’è il pericolo che chi bussava accoratamente a quella porta abbia rice­vuto solo delle buone esortazioni di tipo omiletico: il cammino però è ancora lento e colmo di paure con una parte della gerarchia in grosso affanno a rincorrere i problemi, nonostante le esortazioni accorate di papa Francesco. Stando al documento finale occorre rilevare che ci sono state delle tentazioni e che non tutte sono state vinte: quella «dell’irrigidimento ostile, cioè il volersi chiudere dentro» la legge «e non lasciarsi sorprendere da Dio», la tentazione «degli zelanti, degli scrupo­losi, degli intellettualisti». Ma c’è anche la tentazione di un «buonismo distruttivo», che in «nome di una misericordia ingannatrice» fasciano le ferite «senza prima curarle e medicarle». C’è poi la tentazione di scendere dalla croce «per accontentare la gente», la tentazione di trascurare il depo­sito della fede sentendosi non custodi ma «proprietari e padroni», la tentazione di trascurare la realtà usando «bizantinismi».

Le “scelte coraggiose”, come sui gay e sui divorziati e conviventi

Non sono ampie come forse avrebbe voluto Bergoglio, considerato che sui tre paragrafi più delicati della relazione fi­nale – quelli riguardanti appunto gli omosessuali e la comunione ai divorziati risposati – non si è raggiunta la maggioranza dei due terzi. Qui l’invito sarcastico, durante un briefing, del card. Schoenborn, porporato austriaco, che con una immagine ad effetto ha esordito: “…non bisogna guardare alla camera da letto delle famiglie. Prima guardiamo al soggiorno”.

In un dibattito che comunque non ha precedenti nella storia della Chiesa, i padri sinodali hanno in un certo senso frenato la spinta innovatrice di Papa Francesco: il vero vincitore del Sinodo per aver forte­mente voluto rendere pubblico il dibattito e l’ampia risonanza sugli organi di stampa ne è stata la conseguenza positiva.

Il metodo

Francesco ha voluto trasparenza; trattandosi di un testo di lavoro da approfondire nel corso del prossimo anno, ha stabilito di pubblicare tutto, anche i tre paragrafi votati «solo» a mag­gioranza assoluta. E ha voluto rendere anche noto il numero dei voti di ciascun brano del docu­mento. Uno stimolo meraviglioso per tante “conventicole” arroccate dietro minuscole consultazioni segrete e riservate: per intraprendere il volo occorrono forti spinte dalla base; ma quando la base si restringe agli adepti è segno di forte ancoraggio allo status quo … e non c’è spazio per decolla­re; finché i “vertici” si reggono e si spalleggiano tra di loro è segno che costoro percorrono sentieri paralleli alla vita della gente.

Interrogativi e perplessità

Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, presidente dei vescovi tedeschi, nonché uno dei nove cardinali consiglieri di Papa Francesco si chiedeva: “…se per 35 anni due omosessuali sono rimasti fedeli l’uno all’altro, se l’uno cura l’altro fino alla fine della vita, io come Chiesa cosa debbo dire? Che tutto questo non ha alcun valore? Non è vero !”. Parole di com­prensione sono arrivate poi anche sulla comunione ai divorziati risposati: “L’esclu­sione non è la lingua della Chiesa, non è possibile dire a queste persone tu sei un cristiano di se­conda classe”; perché le persone conviventi non possano ricorrere alla comunione sacramentale, dato che la Chiesa li ammette a quella “spirituale”?  Il cardinale ha rivelato inoltre che una “schiac­ciante mag­gioran­za” dei vescovi tedeschi è a favore dell’Eucarestia ai divorziati risposati come proposto dal cardi­nale Kasper in un documento. “L’auspicio  – del card Marx – poi in parte disatte­so dal docu­mento finale del sinodo è che non si ripeta quello che è stato detto sempre, ma dia un impulso forte alla pastorale”. Qui le varie situazioni concrete sono affrontate dai parroci, spesso abbando­nati a loro stessi, che quotidianamente si confrontano e devono dare risposte a coloro che bussa­no.

Conclusione

Pur non dimenticando la “luce” che splende in tante famiglie e che deriva dall’incontro “pari e reciproco” tra i coniugi che conoscono anche “la sessualità, la tenerezza e la bellezza” che superano il tempo,il documento sinodale non ha voluto prendere decisioni; lo scopo era di presentare questioni, raccogliere argomenti, proposte e sfide su cui discutere nel prossimo Sinodo sulla famiglia del 2015: che dire? Appunto perché è uno strumento di lavoro, si poteva osare di più. La Chiesa, quale porta aperta, può accogliere anche coloro che, pur non essendo an­cora “pentiti”, vogliono conoscere, sperimentare e capire? Fino a che punto costoro possono spin­gersi? Occorre considerarli …cagnolini che mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni? (cfr. Mt 15,27).

Elia Ercolino[


[ Foto: www.korazym.org ]

 

 

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Elia Ercolino
Elia Ercolino, nato a Peschici (FG) 15/02/1954. Formazione classica con specializzazione in teologia biblica. Ha tenuto corsi di esegesi e teologia   vetero e neotestamentaria. Giornalista pubblicista dal 1994 e professionista dal 2004. Impegnato nell’emittenza televisiva locale dal 1992. Direttore di Tele Dehon dal 1994 con auto dimissioni nel 2012. Direttore responsabile e fondatore della testata giornalistica “Tele Dehon Notizie” dal 1995 al 2012. Impegnato da sempre nel mondo del volontariato sociale.