Fra il 2012 e il 2013 mi è capitato di vivere e lavorare in Belgio, nella parte fiamminga, ad Oostenda. È stato grazie al progetto Comenius, un progetto dell’Unione Europea che mi ha permesso di insegnare per 9 mesi in una scuola straniera. Il Comenius è infatti un progetto, particolarmente intelligente, pensato per i giovani laureati che nel proprio futuro vorrebbero essere degli insegnanti, per questo offre la possibilità di un’esperienza di docenza in un’altra nazione così da facilitare il confronto di tecniche, approcci, metodologie e incentivare l’arricchimento personale.

Di regola l’assistente Comenius (questo il nome che viene dato a chi aderisce al progetto e parte) una volta preso servizio nella scuola ospitante, dovrebbe affiancare il docente di ruolo nella materia in cui lui si è laureato e che in futuro vorrebbe insegnare. Nel mio caso però, devo ammettere, non è stato semplicissimo: sono laureato in filosofia. Il primo giorno sono arrivato in classe e la professoressa (2 anni più grande di me, ormai di ruolo da tempo, lasciamo stare) parlava di Sartre. Ovviamente lo faceva in fiammingo. Vi dico solo che “conoscenza”, “verità”, “essere”, tre concetti base della filosofia presi a caso, in fiammingo sarebbero “kennis”, “waarheid”, “zijn”, capirete il mio spaesamento. Non capivo quanto si diceva. La professoressa, molto gentile, provava a tradurmi in inglese in tempo reale, ma la cosa non poteva durare. Si decise allora che sarei stato più utile come assistente del docente di inglese, Frank, appassionato di cinema, anche di quello italiano, con cui tutt’oggi intrattengo un bella amicizia. Per i mesi passati in Belgio allora tenni delle lezioni di recupero di inglese base per gli studenti a rischio bocciatura, e dei corsi facoltativi di italiano. In altre parole finii per essere abbastanza utile alla scuola e allo stesso Frank.

Ho raccontato tutto ciò per presentare la figura dell’assistente Comenius e dire che in questi mesi sono aperti i bandi rivolti “ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani e dello sport” per ottenere i finanziamenti necessari ad ospitare un assistente Comenius e non solo. Al bando possono candidarsi scuole (di qualsiasi grado, dalle materne alle superiori), università e cooperative operanti nel campo della formazione, compilando il più accuratamente possibile il modulo predisposto e inviandolo on line entro febbraio 2015. Le domande, la cui stesura richiede un certo tempo di gestazione, possono essere compilate anche in italiano e qui si trovano tutte le informazioni utili relative al programma, compreso una guida su come presentarle. Da notare che in questi mesi fino a febbraio è aperto il bando per le istituzioni che si propongono per ospitare futuri assistenti e collaboratori dall’estero, e non per i singoli che vogliono prendere parte al progetto e partire per qualche altra nazione. Per i singoli il tempo per candidarsi verrà dopo, di solito fra febbraio e aprile, con la prospettiva di partite nell’agosto o nel settembre successivo.

Ultima cosa da sapere è che dal 2014 il mondo europeo della mobilità giovanile legata alla conoscenza ha subito una piccola rivoluzione. Tutti i programmi a cui fino ad oggi eravamo abituati quali “Leonardo”, “Erasmus”, “Comenius”, “Grundtvig” sono stati accorpati in un unico macroprogramma chiamato “Erasmus Plus” (“Erasmus +”). I finanziamenti messi a disposizione dall’UE in questo ambito per il periodo 2014-2020 ammontano a 14,7 miliardi di euro. Solo per il 2014 sono stati messi a disposizione 1 miliardo e 800 milioni. Sono cifre, come è facile capire, abbastanza consistenti, di cui sarebbe un peccato non provare ad approfittare neanche per una piccola parte. Come sarebbe un peccato non provare ad approfittare della presenza prolungata nella propria scuola di un neolaureato o neolaureata finlandese, portoghese, lituano o tedesco che sia, con tutto il valore aggiunto che questo può portare sia in termini di arricchimento culturale, che relazionale, che metodologico.

Dei “miei studenti” fiamminghi so che oggi due continuano a studiare italiano e non vedono l’ora di avere l’età per fare un viaggio attraverso il Sud Italia di cui ho decantato le gesta e i luoghi in tono quasi mitologico, spero poi non restino delusi. Questa è la dimostrazione che quando l’Europa fa l’Europa e gli Europei fanno gli Europei, il meccanismo funziona.

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Andrea Colasuonno
"Andrea Colasuonno nasce ad Andria il 17/06/1984. Nel 2010 si laurea in filosofia  all'Università Statale di Milano con una tesi su Albert Camus e il pensiero meridiano. Negli ultimi anni ha vissuto in Palestina per un progetto di servizio civile all'estero, e in Belgio dove ha insegnato grazie a un progetto dell'Unione Europea. Suoi articoli sono apparsi su Nena News, Lo Straniero, Politica & Società, Esseblog, Rivista di politica, Bocche Scucite, Ragion Pratica, Nuovo Meridionalismo.   Attualmente vive e lavora a Milano dove insegna italiano a stranieri presso diversi enti locali".

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