Poi ti capita una sera di rimanere a casa di vedere una partita di Champions e ti siedi al divano. «Si incomincia  l’attesa è finita È tutto pronto» come direbbe il telecronista Piccinini. Inizi a gustarti la partita e le emozioni non mancano. Finisce il primo tempo e lo stomaco inizia a brontolare. Desideri qualcosa da sgranocchiare e una bella bibita. Ti alzi e cerchi se ci sono patatine o taralli, … quando trovo un pacco di semi di mais. Il gioco è fatto: padella bollente, un filo d’olio, attendere pochi minuti e lo scoppiettio ha inizio. Appena caldi, li svuoto nel piatto, un pizzico di sale, una bella birretta fresca e nel frattempo inizia il secondo tempo.

Sono dei semplici pop corn, eppure basta poco per iniziare a filosofare. Perché questi pop corn scoppiettano?

Innanzitutto il movimento, il dinamisto e la volontà di voler fare. Il divano è comodissimo e spesso il rischio che si corre è quello di rimare statici. «Chi si ferma è perduto» è una celebre frase nel film di Totò e Peppino e come dargli torto. Se fossi rimasto sdraiato, non avrei “filosofato”!

Il secondo punto è la ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Chi ha fame inizia a cercare e la trova se non si arrende.

Poi abbiamo bisogno del fuoco, del calore. Penso che sia il centro di tutto: basta fare un salto nell’antica Grecia; il fuoco era indicato come archè (o origine) del cosmo. In particolare Eraclito sosteneva che il mondo avesse avuto origine dal fuoco. L’indispensabilità del fuoco del calore mi piace paragonarla ad una parola che si chiama AMORE. È l’amore che ci permette di “cucinare”. Senza l’amore, saremmo alimenti crudi o freddi. Abbiamo bisogno del contatto di qualcuno, altrimenti saremmo chicchi duri che non esplodono. Tanto più calore consumiamo (Amore), tanto più ci permette di crescere. Se consumiamo tanto “gas”, la bolletta state tranquilli che non arriverà mai, anzi, avremo qualcosa in cambio. Gli alimenti hanno bisogno di un determinato tempo di cottura, oltre il quale c’è il pericolo che facciano una brutta fine. Questo tempo di cottura possiamo interpretarlo anche come un tempo di passaggio, proprio com’è la nostra vita. Già, e una volta che il cibo è cotto al punto giusto, va mangiato e nel nostro corpo tutti i principi nutritivi alimentano le nostre cellule trasformandosi in energia. Abbiamo bisogno tutti di calore, di essere amati. Ci fa bene ricevere una carezza o un complimento. Ci dà forza per andare avanti. Ci fa vivere di gratitudine.

Amare è seminare e aspettare che il seme muoia in se stesso per dar vita alla piantina, proprio come i pop corn.

Ovviamente il fornello si accende solo se e quando lo decidiamo noi: c’è una parola che si chiama libertà.

È la libertà che ci permette, a contatto con il calore, di scoppiettare, di trasformarci, di rompere i nostri gusci, schemi, quadrati, di far saltare le nostre maschere. Solo l’amore è capace di cambiarci e di renderci “commestibili”.

(to be continued)

Antonio Abruzzese


[ foto Loredana Zagaria ]

 

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