…ha sempre la stessa espressione, che ci sia una strage, che vessi i migranti, che insulti i giudici, che si esibisca nel solito vaffa all’Europa, prima gli italiani

Caro Direttore,

non so se gli amici di Odysseo credano all’oroscopo o siano supertiziosi, io oscillo fra il sì e il no, dipende dall’evidenza delle cose. E allora, insieme a un gruppo di amici oscillanti, a mo’ di esorcismo, abbiamo deciso che questo governo gialloverde porta sfiga. Da cinque mesi l’Italia è perseguitata da una serie di catastrofi che l’hanno mezza rasa al suolo. Non è il caso di ricordarle ad una ad una, ché tanto i lettori le conoscono meglio di me, e poi non mi piace parlare di morti, sangue, distruzioni. Sarà una pura coincidenza, ma questo quadro devastante coincide con la confusione politica della Santa alleanza Salvini-Di Maio, che da mesi promette rivoluzioni e manovre del popolo, e da sei mesi continua a litigare ogni giorno, col sorriso sulle labbra e con la faccia di bronzo di raccontarci ogni minuto il cambiamento avvenuto, cioè il nulla, che sarebbe già un bel risultato, visti i miliardi bruciati a forza di battute spiritose sull’Europa.

Ora, in questo clima di catastrofe, e messa da parte l’insipienza di Di Maio e il fantasma di Conte, colpisce la faccia ridens di Salvini, che ha sempre la stessa espressione, che ci sia una strage, che vessi i migranti, che insulti i giudici, che si esibisca nel solito vaffa all’Europa, prima gli italiani. Notavo il fenomeno ripetersi a distanza di qualche ora. Pollice di vittoria per la manifestazione dell’8 dicembre, nel nome di Maria Immacolata e della statuina di Mejugorie, stessa espressione nell’annunciare la corsa nel Bellunese spianato dal ciclone, che ha fatto vittime e danni senza precedenti. Ma perchè Salvini se la ride? Ci ho ragionato, e ho concluso che Salvini non lo fa apposta, ha una faccia che è la sua e che si muove indipendentemente dai suoi pensieri. E’ come le foto che vedete su Facebook o su Twitter, i pensieri possono essere di augurio o di condoglianze, ma la foto è sempre la stessa. Siccome la comunicazione avviene sempre sui social, ormai, che si tratti di barzellette o di guerra atomica, l’autore ha sempre l’espressione fissa e immutabile.

In questo nuovo costume dell’informazione pret-a-porter, è normale che questo accada. La domanda è se Salvini, visto il ruolo che occupa di ministro di Polizia, non avrebbe fatto meglio a dare di sè un’immagine più istituzionale. Ma l’uomo, che non è fesso, preferisce mostrare sempre la stessa aria da campagna elettorale, sorriso accativante e mascella ridens. I sondaggi lo premiano ogni giorno, perchè dovrebbe darsi un contegno? Lui, un contegno non ce l’ha e non se lo dà, ci prova ogni tanto con le parole, quando si autoproclama un buon padre di famiglia, tanto se lo dice da solo. L’italiano, in questo momento, si sente finalmete “primo” e quindi è grato a chi ogni giorno glielo ricorda con mirabolanti promesse di legge, ordine, abolizione della criminalità in genere, fatti salvi gli evasori fiscali e i picchiatori di “negri”. Finchè funziona la chiacchiera, il popolo plaude, del doman non v’è certezza. In fondo ridere fa buon sangue, anche se il Paese crolla a pezzi e non vede un futuro.

Fontehttps://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/36/Matteo_Salvini_Viminale.jpg
CONDIVIDI
Articolo precedenteLa smorfia. La Isoardi respinge Salvini
Articolo successivoLaurette e l’histoire des esprits anciens
Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. Nel 2015 ha pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni. Nel 2017 ha pubblicato "Il cane straniero e altri racconti" (Tabula Dati).

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.