Salute allo Specchio aiuta le donne malate di cancro a prendersi cura del proprio aspetto attraverso tre diversi incontri tematici.

Il progetto Salute allo specchio è partito ufficialmente nel 2013. A caldeggiarlo fu, all’epoca, l’ospedale San Raffaele di Milano. Solo oggi, però, a distanza di quattro anni, la rivista “Frontiers of Psicology” ha reso noto i risultati di un’iniziativa che potrebbe rivoluzionare l’iter curativo di un percorso oncologico devastante, soprattutto per le donne, dal punto di vista morale ed estetico.

“Salute allo Specchio”, infatti, aiuta le donne malate di cancro a prendersi cura del proprio aspetto attraverso tre diversi incontri: il primo dedicato all’insegnamento di tecniche di trucco e all’utilizzo di parrucche e foulard; il secondo appuntamento viene fissato con un dermatologo che illustra alle pazienti le terapie necessarie per tonificare la pelle; il terzo e ultimo confronto coinvolge professionisti che discuteranno pubblicamente dell’esperienza vissuta da ciascuna donna.

Dopo l’analisi su un campione di 88 casi tumorali, un’equipe di medici ha appurato che partecipare a “Salute allo Specchio” abbia generato effetti positivi su varianti psicologiche come depressione e ansia. Percepire nel migliore dei modi la propria immagine corporea è la componente femminile fondamentale nell’accrescimento dell’autostima  e nell’abituarsi ad affrontare più serenamente i trattamenti chemioterapici.

A sostenerlo è la psicologa e ideatrice di “Salute allo Specchio”, Valentina Di Mattei: “Partecipare al nostro programma  ha determinato un netto miglioramento delle variabili psicologiche misurate. Pur nelle più rosee prospettive, non ci saremmo aspettati dei risultati così favorevoli. Questi risultati ci autorizzano a promuovere l’importanza di questo tipo di interventi come parte integrante del percorso di cura, insieme alle terapie convenzionali. Considerare il paziente nell’interezza della sua persona, nel caso dell’approccio terapeutico al cancro, non può essere considerato qualcosa di accessorio.”

Già, l’accessorio, uno qualsiasi come può essere uno specchio nel quale riflettere paure che diventano sogni e i sogni son desideri. Amavano ripeterlo anche i Fratelli Grimm nella celebre fiaba di Biancaneve che alla domanda “specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” si sarebbe aspettata come risposta: “Sei tu, Vita.”

Fontehttps://pixabay.com/p-789807/?no_redirect
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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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