In passato era considerato un riso afrodisiaco, tanto che fu chiamato anche “riso proibito”

L’alimento di cui oggi parliamo è il riso Venere, ma molti comunemente lo chiamano “riso nero” per il colore del chicco.

Da qualche tempo questa nuova varietà di riso si sta facendo conoscere e apprezzare sempre più da molti consumatori e nei ristoranti numerosi sono gli abbinamenti con verdure carne e pesce!

Lo si trova nei supermercati sottovuoto da cucinare o per facilitare la vita a chi lavora, invece, già cotto e condito visto che il tempo di cottura è di circa mezz’ora.

È una varietà di riso  ibrido ottenuto dall’uomo mediante incroci di diverse varietà. È un riso integrale di colore viola molto scuro e in cottura emana un intenso odore di pane appena sfornato e allo stesso tempo piacevole. Il colore viola, che è presente anche in diversi alimenti (vedi buccia di melanzane, prugne, uva…) è sinonimo di antociani, molecole di polifenoli dal potere antiossidanti e antitumorali.

Ma perché il nome Venere? È riconducibile alla dea dell’amore della bellezza  e della fertilità. Questa analogia è giustificata perché in passato era considerato un riso afrodisiaco, tanto che fu chiamato anche “riso proibito”.

Come usarlo in cucina: in genere questa varietà di riso è preferibile bollito, una volta scolato, basta aggiungere a caldo delle  salse, per esempio un guazzetto di frutti di mare, o creme, mi viene in mente una salsa ai quattro formaggi,  oppure in questo periodo estivo,  visto che siamo sempre alla ricerca di alimenti freschi, una volta bollito, possiamo lasciarlo raffreddare per poi aggiungere delle verdure precedentemente cotte come carote  zucchine peperoni; molti aggiungono del tonno, ottenendo un piatto unico e completo dal punto di vista nutrizionale, condito con olio sale pepe prezzemolo e  un po’ di succo di limone (anche una bella grattugiata di scorza di limone è molto piacevole, ma attenzione: meglio consumarlo il giorno stesso altrimenti la scorza diventa amara). Un simile piatto freddo è l’ideale sotto all’ombrellone, insieme a una bella bevanda dissetante!

È preferibile non cucinare il riso Venere come il classico risotto perché il chicco al suo interno è povero di zuccheri, essendo un riso integrale, è ricco di fibra, al punto da non creare la famosa “cremina” che lega i chicchi tra di loro e i condimenti. (allegare articolo del riso). È un riso, però, che non scuoce mai.

Mi piace abbinare il riso Venere coppato con un coppapasta  (o rotondo o quadrato), ci aggiungo un mix di insalatine  e germogli per dare volume in altezza al piatto e poi ci adagiamo su qualche fetta di  salmone fresco marinato. È ottimo sia come gusto, sia dal punto di vista cromatico, il nero col l’arancio condito con una citronette e decorato con una crema di barbabietola rossa. Uno spettacolo!

Se volete potete aggiungerci anche del riso bianco, ovviamente con cotture separate, uniti in un secondo tempo, avremo un mix di colori piacevole alla vista.

FontePhoto credits: Antonio Abruzzese
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Antonio Abruzzese
Sono Antonio Abruzzese e sono un giovane appassionato. Cucina, tradizione, filosofia, e ricerca sono i vocaboli che mi identificano. Sono un ragazzo genuino che ama la tradizione, e il sapere popolare. Un amante della bellezza e del gusto. Mi piacciono le cose e le persone che hanno un proprio carisma, un proprio sapore..non amo ciò che è insipido, inodore e incolore. Anzi sono affascinato dalla cromaticità, dal profumo degli alimenti, e dalla bellezza che ogni cosa porta in sé.. Di professione cuoco, ma di fatto un grande buongustaio!

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