La sapienza popolare non si smentisce mai. E soprattutto è difficile da smentire. Per i nostri nonni, il matrimonio era la festa della vita, il più delle volte, l’unica di tutta la vita. Perciò, quando arrivava quel giorno, pur nelle ristrettezze economiche e nella moderazione tipica dei loro tempi, i nostri nonni non badavano a spese e ribadivano: “I matrimoni non si fanno coi fichi secchi”. Ovvero: se vuoi davvero che la tua festa sia memorabile, non risparmiare sui dolci. Comprane di veri e buoni, per esempio quelli di pasta di mandorla, e lascia stare i fichi secchi ai poveri.

Ecco, al mondo della scuola sono rimasti i fichi secchi. O meglio: sembra essere rimasto il solito proposito di promettere “un matrimonio”, una svolta storica, una rivoluzione che punti alla formazione di qualità, all’eliminazione del precariato, all’incentivazione del merito, ma tutto senza soldi.

Cioè coi fichi secchi.

L’idea del Governo? Mettere in atto una partita di giro che, tagliando il personale non docente, specie nelle segreterie, accelerando sulla digitalizzazione e, non ultimo, facendo “cassa” grazie all’eliminazione dei commissari esterni alla maturità, riesca a far quadrare il cerchio magico dei conti che non tornano.

Commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief e segretario organizzativo di Confedir: “Se il Governo intende attuare la riforma della scuola a costo zero, riducendola ad una partita di giro tra tagli di spesa e nuove risorse, ricavando i finanziamenti necessari attraverso la riduzione del personale non docente ed eliminando i commissari esterni degli esami maturità, si sbaglia di grosso: queste misure affosserebbero il nostro sistema scolastico, ancora segnato dai forti tagli al comparto attuati dagli ex ministri Tremonti e Gelmini nel 2008”.

E i precari? Appunto. Per assumerne 148mila nel 2015, lo stesso Ministero all’Istruzione dovrà reperire i fondi, un miliardo di euro. Come? Proprio con un giro di vite sul personale ATA (per i non addetti: il personale tecnico-amministrativo, cioè bidelli, applicati di segreteria, assistenti tecnici dei laboratori). Per loro, niente nuovi assunzioni e attesa di risparmiare circa 35 milioni dalla mancata copertura del turn-over.

In altri termini: niente nuove assunzioni di questo personale per recuperare circa il 3,5% di quanto serve per stabilizzare i precari, salvo avere segreterie vuote, aule sporche, laboratori non utilizzabili data l’assenza dei tecnici di laboratorio.

Che ve ne pare? Investiamo per comprare i computer, ma ci dimentichiamo che le macchine non funzionano senza il controllo umano.

E che dire del taglio dei Commissari esterni agli esami? Risponde ancora Pacifico: “Tanto varrebbe, allora, non svolgere quelle prove. Anche in questo caso, l’impressione è che si stia guardando solo alla necessità di centrare gli obiettivi finanziari, seguendo la strada tracciata dall’ex ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, e non quelli didattico_pedagogici, che invece dovrebbero guidare qualsiasi operazione sulla scuola. Ci eravamo illusi, studiando la bozza del testo di riforma, che si volesse rilanciare la maturità collegandola al mondo del lavoro. Se invece si vuole svilire il diploma di maturità, forse come prima tappa verso l’assurda perdita del suo valore legale, allora lo si dica subito”.

Altro che 3 miliardi di euro investi per la Scuola! Caso mai, saranno 3 miliardi di fichi secchi…

Paolo Farina


[Foto: scuolachenonce.wordpress.com]
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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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