Anche quest’anno si celebra la Liberazione d’Italia dal nazifascismo, giunta ormai al suo 70° anniversario. Liberazione da chi e da cosa? Direbbero “distrattamente” alcuni; quelli che ormai hanno perso il valore autentico di quel lontano 25 aprile 1945, quando gli Italiani tutti, uniti da un unico spirito nazionalistico combattevano strenuamente un regime totalitaristico e disumano antitetico alla Libertà.

25 aprile 2015: un sabato da “ponte” per un’allegra scampagnata è decisamente perfetto, senza minimamente soffermarsi un attimo per commemorare quanti hanno lottato e versato il proprio sangue per garantirci ciò che oggi ci appare scontato e dovuto: la Libertà.
Celebrazioni a Roma e in tutta Italia, da nord a sud dello Stivale, per rendere omaggio agli onori militari. Ma chi ancora ci crede davvero? Quanti sono coloro che ancora oggi combatterebbero per difendere il valore autentico della Libertà?

Una libertà mancata per l’intero ventennio fascista, quando era severamente e crudelmente proibita ogni libera espressione di pensiero, di stampa e di associazione.
Pertanto, la sconfitta del nazifascismo e la liberazione dell’Italia dal regime mussoliniano devono essere un monito affinché si scongiurino le nascite di nuovi movimenti “fascisti”, in Italia e in Europa. Movimenti che, facendo leva su una situazione economica difficile (come quella attuale), utilizzino una dialettica populista con l’intento di radicarsi perfidamente nella società moderna.

È bene anche ricordare che, grazie alla Resistenza dei partigiani, è nato quel compendio di diritti e di doveri denominato Costituzione, ossia la “Magna Carta”, sul quale si fonda la nostra Repubblica democratica .

Nella Costituzione sono dettati i principi del vivere civile, di solidarietà, sussidiarietà e di uguaglianza che oggi ci consentono di beneficiare appieno delle Libertà conquistate dai nostri progenitori. Un atto normativo di fondamentale importanza a tutela della nostra bramata Libertà, che soprattutto le nuove generazioni (con l’ausilio e la mediazione dell’istituzione scolastica) dovrebbero imparare a conoscere, rispettare e difendere, in tutte le sue parti.

La Libertà la si apprezza qualora ci venga sottratta da un regime ingiusto e demagogico in grado di adulare le masse spesso incapaci di intendere il valore autentico della Libertà sancita dalla democrazia.

Proteggere la nostra sovranità popolare, innestata sui principi della solidarietà, della giustizia sociale e sul rispetto dell’essere umano , deve essere il fine precipuo sul quale fondare la Libertà di ognuno, che assume un’importanza ancor più grande, ripensando ai 900 migranti naufragati qualche giorno addietro nel canale di Sicilia: nord africani che scappano da un regime ostile e cruento disposti a tutto per una vita migliore ma soprattutto più Libera.

Oggi, siamo liberi di partecipare ad attività sociali, culturali, di costituire libere associazioni, aderire a partiti, sindacati, votare liberamente per poter scegliere la nostra classe dirigente. Tutte libertà che ci sembrano “normali” grazie a quel 25 Aprile 1945 che va egregiamente ricordato per non “sciupare” quel dono di Libertà strenuamente offerto da nostri partigiani.

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