In tre mesi, liquidati 80.000 giovani dei concorsi nella pubblica amministrazione, ed ora fuori dalla Scuola  altre migliaia di giovani idonei.

È pur vero che al peggio non c’è mai fine ed ora pare che si stia raschiando il fondo della cattiva amministrazione e del paradosso. Sembra che Renzi e questo Governo ce l’abbiano con chi supera un concorso, o forse con quello della Scuola (2012) cui manca la primogenitura del Premier.

Ancora una volta dobbiamo registrare con sconcerto che le parole dei politici spesso valgono zero, e oggi forse meno di zero. Renzi ed il suo Governo da diverso tempo hanno annunciato la Riforma della Scuola e una decisa sterzata verso la “meritocrazia” per ridare a questa Istituzione credibilità ed efficienza. Ma tutto questo è rimasto nella contorta procedura del Governo al momento in cui si doveva concretizzare il Piano delle assunzioni scolastiche tanto sbandierato.

Accade che nella carica dei centomila docenti da assumere con decreto (ma poi ripensato e tradotto in ddl) per sanare la supplentite e le tante scorciatoie che immettono nell’insegnamento, hanno deciso di eliminare tutti i candidati idonei; sì, proprio quelli che hanno superato tre o più prove nell’ultimo concorso (uno dei rari momenti di chiarezza nel reclutamento dei docenti) tenutosi nel 2012. Una prima beffa si è già avuta ai danni di questi giovani nel 2013, allorché, esaurite le prove concorsuali, per misteriose circostanze, sono scomparsi i posti disponibili, per cui sia i vincitori che gli stessi idonei hanno visto il miraggio del posto di lavoro allontanarsi.

È vero anche che è stata loro confermata, con il decreto Dalia, la validità triennale alle graduatorie e … finché c’è proroga c’è speranza. È stato, poi, promesso con altro decreto ministeriale, che si sarebbe proceduto negli anni successivi ad assumere quote del 50% dei posti vacanti, dividendo equamente le assunzioni con i precari. Ed ecco questo Governo che ha rilanciato, dichiarando di voler risolvere il problema dei precari e delle così dette graduatorie ad esaurimento (che mai si esauriscono), e che sono la vera palla al piede della pubblica amministrazione.

In ogni caso, fino a ieri l’altro, si è ripetutamente annunciata l’assunzione dei vincitori ed idonei dei concorsi. Il fatto è che, coltivato per anni come una pericoloso focolaio di aspettative, mai definito e sempre rimandato fino ai giorni nostri, il precariato è diventato un grosso macigno che grava sulla regolarità e fluidità delle assunzioni.

Nulla contro il precariato, ma questo peso non dovrebbe schiacciare quella che è la sacrosanta aspettativa di quei giovani che hanno creduto nelle procedure concorsuali, che hanno affrontato gli esami con grandi sacrifici ed hanno superato diverse e difficili prove.

Magari, risultano “solo” idonei, e non vincitori, per pochi centesimi di punto e per non avere nel curriculum uno o più di quei corsetti a pagamento che tanto costano, ma che tanto contano in queste situazioni; ma in definitiva idonei equivale a risultati più che meritevoli e adeguati per occupare una cattedra. Un merito stabilito dalla legge e dalla morale, ma non da questo Governo.

Ora, ai tanti giovani idonei che rimarranno ancora una volta a mani vuote, ad osservare l’ennesimo voltafaccia della politica, chi potrà dare più speranze e voglia di partecipare ad una selezione pubblica ? Per l’ennesima volta, e senza motivazioni, si realizza uno strappo con il Paese, quello pulito che crede nelle Istituzioni, e che più volte viene invocato dai politici, ma che spesso, se non sempre, viene ignorato nei momenti in cui è richiesto coraggio, onestà e buon senso da chi governa.

Certo è che, per il futuro, da queste migliaia di giovani, gli stessi politici difficilmente potranno aspettarsi alcuna forma di riconoscenza.

CONDIVIDI
Articolo precedenteCertezze & Responsabilità
Articolo successivoCittà intelligenti al servizio dei cittadini e delle istituzioni
Aldo Tota
Aldo Tota Un’esperienza giovanile nel giornalismo sportivo (Corriere dello Sport), laurea, master in comunicazione e giornalismo e, quindi, un lungo periodo di lavoro nella pubblica amministrazione. Nel corso del quale ha diretto vari servizi e, tra l’altro, quello relativo alla comunicazione e alle relazioni. Una collaborazione con la Casa Editrice EtEt, della quale è stato anche socio fondatore. Infine, iniziative culturali e volontariato con l’Associazione Andria Futura.

1 COMMENTO

  1. se la moglie del premier fosse risultata idonea al concorsone scuola, renzi avrebbe considerato feccia questa categoria come sta facendo?
    purtroppo non lo sapremo mai perchè è stata bocciata agli scritti

LASCIA UNA RISPOSTA