Le ragioni del successo e della rapida ascesa del crowdfunding sono molteplici.
Prima di tutto bisogna considerare, a tal proposito, l’importanza della
diffusione sempre più capillare di pratiche di condivisione e collaborazione online, ossia quella che viene comunemente definita la “rivoluzione dei Social”. Infatti, senza gli importanti progressi nel mondo della comunicazione e senza lo sviluppo di tecnologie e servizi che hanno reso semplici, efficienti e globali le possibilità di finanziamento, il crowdfunding non sarebbe mai potuto essere concepito.

In secondo luogo,bisogna considerare l’influenza della crisi economica, che ha reso difficoltoso l’accesso ai finanziamenti tradizionali in ogni settore, rendendo necessaria la ricerca di forme alternative di sovvenzionamento.

Il dibattito sul crowdfunding in Europa e nel mondo è sempre più acceso, così come la popolarità crescente del fenomeno come meccanismo per raccogliere e condividere fondi e finanziamenti.
In un mondo sempre più connesso ma sempre più a corto di capitali, il crowdfunding può essere visto come una risposta naturale al vuoto lasciato finora in soluzioni alternative per la formazione di capitale e in modelli innovativi di finanziamento nella società moderna.
Il
mercato del crowdfunding in Italia è in crescita e, pur non avendo raggiunto i valori internazionali, i tassi di crescita indicano un trend positivo: si è passati da 16 piattaforme attive nel 2012, a 47 nel 2013,  fino a raggiungere le 54 piattaforme a maggio 2014, di cui 41 attive e 13 in rampa di lancio.
(
http://italiancrowdfunding.tumblr.com/post/86299122796/analisi-delle-piattaforme-italiane-di-crowdfunding )
Interessante anche il valore complessivo dei progetti finanziati che ammonta a più di 30 milioni di euro, anche in questo caso con una forte accelerazione negli ultimi due anni. Certo, i 30 milioni italiani non sono moltissimi se confrontati con i
dati mondiali diffusi da Massolution, secondo i quali sono stati raccolti nel 2013 più di 5 miliardi di dollari, ma rappresentano un ottimo punto di partenza per un mondo che in Italia è destinato sicuramente a progredire.
( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-02/l-alleanza-crowdfunding-e-bitcoin-apre-scenari-nuovi-081728.shtml?uuid=AB93fxt )
In un periodo di crisi profonda per il tessuto microeconomico del nostro paese, l’idea di poter sviluppare un progetto, di qualsiasi natura,  grazie alla collaborazione economica di altre persone rappresenta, oltre che una forte opportunità di rilancio per alcuni settori in declino, un modo per sensibilizzare i cittadini alla condivisione e al sostegno in nome di un intento comune.
Reduci da anni di concorrenze spietate e senza limiti, forse gli uomini stanno iniziando a comprendere che in un futuro non molto lontano, la chiave del successo potrebbe essere determinata dal saper chiedere aiuto e saper fare rete.
Non è facile chiedere, perché chiedere ci fa sentire vulnerabili.”dice Amanda Palmer.
“Soltanto chiedendo, però, si ottiene una connessione, un legame che spinge la gente a voler aiutare. Le persone sono ossessionate dalle domande sbagliate, una di queste è: come possiamo convincere le persone a pagare la musica? Che ne dite se invece cominciassimo a chiederci: Cosa dobbiamo fare per lasciare che la gente paghi la musica? Come possiamo aiutare la gente che vuole pagare per la musica, e non sa come farlo?” 

(Leggi la prima parte)

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Saverio Colasuonno
Classe '93, nato ad Andria. Studente al primo anno di Marketing e comunicazione d'azienda, appassionato di Microfinanza, economia sostenibile e green economy. Seguo con interesse la politica nazionale e cerco di partecipare attivamente a quella locale, come cittadino attivo. Una frase che mi descrive meglio di quanto possa farlo io: "Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano".

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