Cercate di rispondere a questa domanda: ma chi ha veramente vinto? O meglio: c’è qualcuno che ha vinto?

Il racconto tragicomico di questa elezione parte dal finale (che poi al massimo è un finale di stagione, ma supponiamo ci saranno ancora tante puntate); spero non sia considerato spoiler, ma è la parte più divertente di tutte.

Ricordate quando fu detto “Fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”? Sembra straordinario, ma dopo 160 anni è il primo punto elettorale che nessuno è riuscito mai a realizzare, con  popolo sovrano raggirato since 1861. Sì, perché il Paese che è uscito fuori da queste votazioni è spaccato praticamente in due: un’Italia tutta blu, dominata dal CentroDestra, dall’utopia del FlaxTax, della bella favola degli sgravi fiscali per tutti e dalla leggenda metropolitana dell’immigrato da cacciare, e un’altra Italia, quella del reddito di cittadinanza, della disillusione, dell’ambizione ad una nuova onestà, a un nuovo generale che poi forse nuovo non è, che non ha più precisi orientamenti, ma non ha neanche precise sicurezze, ed è il Paese dei 5 stelle. Quindi in pratica il voto è la voce chiara di due Italie, con diversi problemi, diverse esigenze, diverse soluzioni: due Paesi diversi.

Non pervenuta: la Sinistra. Ah già, ma la Sinistra forse non esiste più, ah no, la Sinistra ha perso sempre anche quando vinceva, ah no, la Sinistra stavolta ha perso più delle altre volte perché ha perso proprio, forse l’hanno uccisa. E chi è che l’ha ammazzata? …c’avete presente le idi di Marzo?

E quindi è stata una congiura? No, forse più un suicidio…certo non è stata un’eutanasia.

La cosa più tragicomica di queste elezioni è stato il dover scegliere chi votare come atto di esclusione rispetto a ciò per cui non si poteva assolutamente optare. Lega? Mai. Berlusconi? Ancora… PD? Renzi fa le pubblicità in bicicletta come Don Matteo. Cinque Stelle? Sì, ma Di Maio sbaglia i congiuntivi… Vabbè allora non voto. Vabbè voto ma con riserva. Vabbè voto ma scheda bianca. Vabbè voto ma il meno peggio. Il meno peggio. Ce lo meritiamo un Paese in cui arriviamo a votare, nel peggio, ciò che è meno peggio? Probabilmente sì. Ben s’intende: la Lega ha ottenuto il 17% dei voti mentre Grasso non è arrivato neanche al 3%, le coalizioni di Destra arrivano quasi al 38%, e Salvini riesce ad ottenere voti anche nel Mezzogiorno (la Lega al Sud, che è tipo mangiare ‘nduia con la polenta). La verità forse è che tra i G8 “nei bar”, che quotidianamente si inscenano nell’opinione comune, parlare alla pancia funziona e pure bene. È sempre tutta una questione di comunicazione: ha vinto l’idea migliore? No, sta vincendo il comunicatore più abile.

Pensateci, non c’è più un ideale migliore. Non si riesce più a incasellare neppure un prodotto politico. A Pavia, come atto intimidatorio, sono stati appesi cartelli come “qui abita un antifascista”, non “qui abita un comunista”, o “qui abita un elettore di sinistra”, o “qui abita un aspirante bolscevico”, no: definire cosa innanzitutto non si è, perché è più facile che dire cosa si è.

La notte degli spogli, la natura informe del mostro marino che ha portato Guillermo del Toro a trionfare agli Oscar ha sfidato inconsapevolmente la natura informe della politica italiana. La forma dell’acqua è la forma della nostra disastrosa e disastrata situazione socio-politica: l’acqua assume tutte le forme che le si vuole dare, tutto dipende dal contenente. Allora un giorno il vaso giusto è la Lega, un altro il PD, un altro ancora il M5S. Ma il contenuto reale quale è?

Mentre auguriamo buona fortuna a Mattarella, l’unica reale conclusione di questa storia fatta di leggi elettorali riciclate, di viaggi a 70% di sconto di Trenitalia, di schede elettorali e bollini antifrode, di coalizioni assurde, di #maratoneMentana (che il birdwathcing su Netflix è niente in confronto), di Un Popolo della Famiglia che fa lo 0.666 % (coincidenze?!), e ancora di Gentiloni contro Renzi, di Emiliano contro Renzi, del Pd  contro Renzi, di Renzi contro Renzi (?),  del primo senatore leghista di origine nigeriana (non è lercio), di Aventino, Nazareno, Rosatellum e Femenine (e altre parole strane, per altre storie divertenti) , l’unica riflessione che emerge è che ha votato la Disillusione, che ha fatto vincere la Rassegnazione, che ha fatto vincere la Paura, in tutte le sue molteplici forme. E forse ha vinto anche un po’ di odio: che quello i politici sanno sempre come mescolarlo bene con tutte le altre parole più giuste. Ma soprattutto ha vinto la Confusione, come sempre. Del resto, ad oggi, cercate di rispondere a questa domanda: ma chi ha veramente vinto? O meglio: c’è qualcuno che ha vinto?

CONDIVIDI
Articolo precedenteSe Grillo è la “nuova sinistra”
Articolo successivoERASMUS+: DESTINAZIONE, “EUROPA DEI POPOLI”
Erica Novelli
Aspirante psicologa, classe 1995. Leggo tanti libri, guardo troppi film, mi affeziono malauguratamente ai personaggi delle serie tv, mi relaziono al mondo sventuratamente con lo sguardo della Psicologia, non sto mai ferma e in santa pace (contro la mia volontà), viaggio tra le mie strade con la stessa curiosità dell'eroe dal multiforme ingegno (sì, sono diplomata al Classico, se non lo aveste capito), mi nutro di risate, amici e tanto cibo poco sano. Riassumendomi, in climax ascendente: studio, scrivo, sorrido, vivo.

2 COMMENTI

  1. Qualcuno che ha vinto? Si c’è !!! È il popolo cha ha espresso un consenso unanime mai registrato nella storia della “res publica” italica. Lo stesso sentimento ha pervaso da nord (dove il colore scelto è stato il blu della lega anche se connotato cromaticamente con sfumature meno destrorse) a sud (dove invero il giallo pentastellato è netto e senza contorni). Ma il voler che tale trasporto popolare (ben inteso … si evidenzi come l’aiuto del suicidio / omicidio renziano del PD ha fatto il resto) vincesse su tutto … è il vero risultato ed il nostro alto rappresentante costituzionale ne dovrà tenere conto.

Comments are closed.