«Per più fiate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

essere basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso

la bocca mi basciò tutto tremante» (vv. 130-6).

Celeberrimi questi versi del quinto canto dell’Inferno, consacrati da Dante a perenne memoria dei suoi lettori. Non dovrò quindi attardarmi a spiegare chi siano Paolo e Francesca, o quale sia stata la causa del loro eterno esilio infernale. Vorrei solo leggere i versi riportati sopra alla luce di alcune brillanti suggestioni contenute in recenti studi sull’episodio dei due amanti.

Chi parla è Francesca, la quale raccontando il “punto” (v. 132), ovvero l’esatto momento in cui commette il peccato di lussuria per cui è condannata, lo inquadra all’interno di una cornice letteraria:

«Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancilotto come amor lo strinse» (v. 127 ss.);

«Per più fiate li occhi ci sospinse

quella lettura…» (vv. 131 ss.).

Dovendo raccontare ciò che le è successo, Francesca parte dall’atto della lettura e congeda il pellegrino colpevolizzando il libro e il suo autore della perdizione sua e del silenzioso Paolo:

«Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse.

Quel giorno più non vi leggemmo avante» (vv. 137 ss).

Ma già prima del racconto dei due amanti a lui contemporanei, il pellegrino aveva potuto scorgere nei lussuriosi sbattuti dal vento, alcuni personaggi tratti dalla letteratura di ogni tempo:

«Ell’è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che ’l Soldan corregge.

L’altra è colei che s’ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo;
poi è Cleopatràs lussuriosa.
Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi ’l grande Achille,
che con amore al fine combatteo.
Vedi Parìs, Tristano»; e più di mille
ombre mostrommi e nominommi a dito,
ch’amor di nostra vita dipartille» (vv. 58-69).

Semiramide e Nino, Didone e Sicheo, Cleopatra, Elena e Achille, Paride e Tristano: sono le “donne antiche e’ cavalieri” (v. 71) dei quali, di pagina in pagina, la letteratura aveva esaltato l’amore e la virtù. E si noti come, quasi in ogni terzina dell’elenco, compaiano i termini che esprimono l’amore e la lettura: “legge” al v.58, le parole in rima sposa:amorosa:lussuriosa, “fede” al v. 62 e “amore” ai versi 66 e 69.

Dietro questi personaggi, e ora – alle soglie del Trecento – quando Dante scrive l’episodio di Francesca e il suo libro, dobbiamo intravvedere tutta una letteratura d’amore (poesia cortese) tesa a svincolare questo stesso sentimento da ogni forma di ragione e razionalità. Per i poeti che coltivavano questo genere letterario, tra cui lo stesso Dante precedente la Commedia, la ragione è sottomessa al talento (cfr v. 39), ovvero la ragione non può niente contro la spinta impetuosa della passione.

Relegando Francesca all’Inferno, quindi, Dante non condanna una donna per il solo fatto di essere stata amante di suo cognato (questo il lettore lo scoprirà solo all’inizio del canto successivo), ma condanna soprattutto un genere letterario di cui lui stesso era stato portavoce. Per il poeta l’incontro con Francesca e Paolo, lettori della storia di Lancillotto e Ginevra a punto tale da identificarsi in essi e inverarne la storia, è l’occasione per correggere il suo passato lirico e inaugurare una nuovo concetto di amore. A Francesca e ai suoi romanzi Dante contrappone se stesso e il suo “poema sacro” (Par. XXV, v. 1) scritto per esaltare un altro amore da cui tutto è “mosso”: quello di Dio.

Si leggano le terzine in cui compare per la prima e per l’ultima volta nella Commedia il termine “amore”:

«Temp’era dal principio del mattino

e ‘l sol montava ‘n su con quelle stelle

ch’eran con lui quando l’amor divino

mosse di prima quelle cose belle» (Inf. I, vv. 37-40);

«ma già volgeva ‘l mio disio e ‘l velle

sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move ‘l sol e l’altre stelle» (Par. XXXIII, vv. 143-5).

All’inizio e alla fine di tutto, dunque, c’è Dio e il suo disegno d’amore. E in mezzo? Al centro? Alla prossima puntata!

(Leggi la seconda parte) (Leggi la terza parte)

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