natale prossimita

Gli “auguri scomodi” sono già stati scritti. Di quelli “fuori dai canoni” se ne trovano a iosa: perché anche l’anticonformismo può diventare una moda. Quelli tradizionali, invece, sono ormai avvertiti come un vuoto rituale, una maschera da indossare, tra costrizione e stiracchiati sorrisi.

Non resta, forse, che formulare auguri di prossimità. Il che vuol dire augurare di “farsi” prossimi, una cosa diversa dal semplice “andare incontro” a un uomo, per poi scoprirlo a noi vicino.

Per i credenti, il Natale è proprio questo: Dio che si fa carne, cioè prossimo all’uomo.

Per i non credenti, il Natale è per antonomasia la festa della filantropia ovvero del riscoprire il proprio amore per il fratello.

Per credenti e non credenti, la prossimità potrebbe essere la medicina dei tanti mali che ci affliggono.

Pensate come cambierebbe il mondo se gli Europei si riscoprissero prossimi di chi sta a sud del Mediterraneo o se la costa occidentale dell’Atlantico, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, si riscoprisse staccata, ma della stessa origine, di quella ad Oriente, dai Paesi Scandinavi sino al Capo di Buona Speranza. Immaginate un Mondo in cui il Nord si sentisse prossimo del Sud e l’Ovest dell’Est.

Poi immaginate cosa accadrebbe, nelle nostre città, se i quartieri del centro si sentissero prossimi a quelli di periferia, se si sentissero prossimi gli opposti gli schieramenti politici, se chi è ricco e dotto si sentisse prossimo degli accattoni che affollano le mense dei centri di accoglienza.

Sì, il Mondo è tutt’altro che così, anche in questo Natale 2015. Oggi non sarà migliore di ieri né domani sarà meglio di oggi.

Ad Imperia, tanto per mantenere le distanze, il Sindaco ha firmato un’ordinanza per il divieto di accattonaggio, cioè per il divieto di essere poveri. A Gerusalemme, proprio dove Dio si è fatto uomo, gli Ebrei alzano muri di separazione e pregiudizio e i Palestinesi lo rendono più alto a colpi di coltello. In Europa si aprono le porte alla Turchia che fa affari con Dae’sh e bombarda i Curdi, ma le si vogliono chiudere alla Grecia che dell’Europa è madre. Nel resto del Mondo, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri, l’Est sempre più lontano dall’Ovest e questo sempre più in gara di arroganza con l’Est.

Ma, in definitiva, è proprio per questo che facciamo auguri di prossimità: Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno!

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