Pensare di scrivere un articolo mi emoziona, mi emoziona l’idea di poter dire agli altri i miei pensieri, mi emoziona essere considerato qualcuno, una persona che ha qualcosa da raccontare, mi emoziona salire sulla barca di Odysseo e navigare nel mondo della conoscenza.
Ho sempre ritenuto importante studiare e non mi pento delle lotte fatte in passato, lotte per difendere il mio diritto di studio. Ho sempre pensato che la vera libertà dell’uomo e del suo essere tale sia l’istruzione, la conoscenza. La schiavitù dell’ignoranza può essere molto invalidante, forse più di un’infermità fisica. Poter avere un’istruzione e le porte aperte della conoscenza non è cosa ovvia per molti, sicuramente non lo è per noi disabili. Le barriere culturali sono spesso il primo e forse il più grande ostacolo da superare. Un bambino che non parla è sicuramente incapace di apprendere, idea molto radicata in alcuni ambienti soprattutto se il comportamento di quel bambino è ingestibile. Per fortuna io ho incontrato anche tante persone che con amore e professionalità hanno dato a quel bambino l’opportunità di crescere.
Poter scrivere, anche se aiutato, è il mio modo per essere libero, libero di raccontare a tutti i miei pensieri, libero di conoscere gli altri, di comunicare e di vivere. Poter riempire fogli bianchi di lettere che unite tra loro danno la strada ai pensieri che altrimenti mi soffocano, rimangono intrappolati nelle briglie di un corpo che non è in grado folleggiare con la voce.
Per questo salire su questa barca mi onora e spero che i miei scritti possano aiutare a capire che la diversità, se vista con occhi diversi, può essere solo un accrescimento sociale ed umano positivo, può generare dubbi nelle coscienze per far migliorare il cuore e l’atteggiamento tra le persone.
Poter condividere con il mondo le proprie emozioni ed i propri sentimenti spero possa allontanare l’atteggiamento pietistico nei nostri confronti. Dramma è sentirsi osservato e essere sottoposti a carezze e buffetti, e parole che hanno solo derisione. Il pietismo è la negazione di pietà, la pietà, se nutrita di amore, è carità e tutti ne abbiamo bisogno, tutti abbiamo dei limiti e poter essere aiutati a superarli è umiltà. Io senza aiuti non potrei vivere; non potrei scrivere o svolgere le semplici attività quotidiane, ma vi assicuro che dipendere sempre da qualcuno non è piacevole. Solo se il tutto è condito dall’amore, è sopportabile. Quindi, essere oggetto di atteggiamenti pietistici e sguardi compassionevoli, conditi da curiosità e da ipocrisia, fa nascere rabbia e taglia la speranza di superare le barriere date dagli squilibri fisici.
Basterebbe poco, grandi gocce di gioia si potrebbero seminare, se tutti ci prestassero un po’ di attenzione.

 

 

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Carlo Ceci Ginistrelli
Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

7 COMMENTI

  1. Grazie per questa condivisione Carlo. Spero davvero che i tuoi pensieri e il percorso che stai intraprendendo qui raggiungano il maggior numero di persone e cuori possibili; abbiamo tutti bisogno di un po’ più di umanità e comprensione, senza i soliti schemi, i soliti vincoli sociali, psicologici e spesso dettati dall’ignoranza. Grande ed emozionante impresa, la tua! Grazie

  2. “….essere oggetto di atteggiamenti pietistici e sguardi compassionevoli, conditi da curiosità e da ipocrisia, fa nascere rabbia e taglia la speranza di superare le barriere date dagli squilibri fisici.”
    Caro Carlo (consentimi la confidenza),
    quello che dici è la descrizione puntuale di quando una persona speciale è guardata attraverso le lenti opache dello stigma dai così detti normali. Credo che debba concludersi il tempo della rabbia. La vita va vissuta anche senza il plauso degli altri. Non porti in attesa di amore da parte degli altri.
    Pretendi, “gridando” in tutti i modi che conosci e che potrai inventare, il Rispetto. L’amore ti verrà dato da chi lo nutre e lo matura nei tuoi confronti, non da tutti.
    Il rispetto ti è dovuto!
    Il rispetto è l’indicatore della sacralità della tua esistenza, dell’esistenza di tutte le persone me e te compresi.
    Non permettiamo che gli altri ci manchino di rispetto. E se un giorno gli altri, conoscendoci come persone potranno oltre che rispettarci anche amarci, saremo in grado ciascuno secondo le proprie catteristiche ricambiare il sentimento.
    Ti ringrazio per il lavoro che stai svolgendo e mi/ti auguro che il tuo sforzo sia da stimolo ed esempio per persone e famiglie speciali come te e la tua famiglia.
    Grazie per il tempo che mi hai dedicato
    savinodomenico

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