Felici

Anno che viene, anno che va. Era ieri che tremavamo per il “millennium bug” e, ops, sono passati 16 anni! Il tempo ci scivola tra le mani e rinunciamo a priori alla tentazione di partire con un lungo elenco di amarcord: potremmo scoprire di essere più vecchi di quanto temiamo e la cosa davvero ci intristirebbe.

Al bando, dunque, ogni riflessione filosofica sullo scorrere del tempo, via Orazio e che se ne torni in esilio Seneca. Agostino si confessi per fatti suoi e ci lasci per una volta credere che, se è l’anima a misurare il tempo, allora potremo davvero, un giorno, cogliere l’attimo, riscattare noi stessi dal continuo divenire e trovare un senso, una direzione, una visione che ci aiuti a vivere meglio. E più felici.

Come? Dove?

Forse la domanda più giusta potrebbe essere: con chi?

Pare, infatti, che non siamo nati per essere felici da soli, checché se ne dica. Non v’è dubbio, la morte è certa. Sicuro, la vita è più breve di quanto vorremmo e, per i più, non è che un eterno attraversare, in affanno, una valle di lacrime.

Eppure, vi sono i felici. Sì, le persone felici esistono e, a quanto dicono, sembra che siano quelle che hanno vinto: sono state capaci di liberarsi dall’egoismo, hanno scelto il “noi”, in luogo dell’io-io-asino-mio!, e hanno trovato la felicità.

A quanto riferiscono i nostri inviati dai sei Continenti, sembra che i felici non siano necessariamente i più ricchi, pare anche che non siano i più potenti, i più belli, i più “figo”: “i più”, insomma…

Incredibile a dirsi, si dice che i felici siano persone in apparenza comuni, uomini e donne che amano e si lasciano amare.

Non siamo in grado, i lettori ci scuseranno, di verificare l’attendibilità delle nostre fonti. Però potreste farlo voi. Vi invitiamo, anzi, a farlo e a scriverci, a dirci, magari entro il prossimo Capodanno, se è vero che vivere e condividere sia sufficiente per essere felici.

Odysseo è pronto a intervistarvi o a registrare i vostri commenti.

Nel frattempo, vi facciamo i nostri auguri. Niente di speciale, nulla di eccezionale: solo di essere un po’ meno soli. Come dire: un po’ più felici.

Buon anno. In buona compagnia.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...