La differenza fra prezzo e valore degli oggetti.
Tutte le ultime domeniche del mese a Bari, presso Parco 2 Giugno, si tiene un’iniziativa che potrebbe far pensare ad un ritorno al passato e ad una lotta all’economia moderna: la piazza del baratto. Questa iniziativa piuttosto curiosa è organizzata dall’ Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio (Adirt).

Non ho potuto fare a meno di andare a visitarla prima e poi di prenderne attivamente parte una di queste domeniche. L’iniziativa si svolge in un ambiente molto informale: ognuno va nel luogo dell’incontro con gli oggetti che vorrebbe scambiar, una volta arrivato se ha un tavolino o un telo ci appoggia le sue cose, altrimenti qualcun altro si stringe e si trova un piccolo “spazio espositivo” per tutti. Lo scambio quindi può avere inizio: chi vuole gira per le “bancarelle” e quando trova qualcosa di interessante invita il proprietario a visitare la propria per vedere se è interessato a scambiare il proprio oggetto con uno o più di quelli dell’altro. Non c’è un valore assegnato per ognuno di essi, il valore delle cose lo decide chi scambia a seconda dell’interesse che ha verso l’oggetto specifico: un giorno ho visto scambiare una giacca per un paio di orecchini di bigiotteria, ad esempio. Non mi aspettavo certo di trovare oggetti di chissà quale valore, anzi, generalmente la gente porta la roba che ormai non serve più, diversi oggetti sono carini ma il valore che il mercato darebbe alla maggior parte di essi è molto basso, nullo alle volte.

La domanda sorge spontanea: perché portare a casa oggetti che non hanno alcun valore? In un mondo abituato a misurare quasi tutto in euro la risposta sembra ovvia. Invece il risultato dell’iniziativa diventa sorprendente quando ci si accorge che vi partecipa sempre più gente nuova e diversa, evidentemente quello che per qualcuno può sembrare un rifiuto o un oggetto inutilizzato, può per altri essere fonte di utilità. Non sarà certo la fonte della sua futura ricchezza ma ognuno avrà ottenuto qualcosa a cui ha dato lui stesso un valore e non il mercato. Sulla differenza fra valore e prezzo di un oggetto ci sarebbe molto da dire ma in questo caso limitiamoci ad intendere il senso stretto dei termini. In questo modo si riscopre che il valore di un oggetto non sta solo nel suo prezzo ma anche nell’utilità o nel valore affettivo che può avere per ognuno, tale valore cambia quindi in maniera soggettiva.

Questa iniziativa riesce inoltre a promuovere l’interazione fra le persone che alle volte finiscono per regalare ad altri i loro oggetti o scambiarli per una torta da offrire a tutti quelli che sono nei dintorni. Non cambierà certo l’economia dei nostri giorni, ma forse per alcuni sarà un modo di riscoprire che il valore di un oggetto non dipende solo dal suo prezzo.

Arianna Mastrodonato


 [ Foto: http://quellidelbaratto.files.wordpress.com/2013/02/made-in-baratto.jpg ]

 

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Arianna Mastrodonato
Sono una studentessa di ingegneria a cui piace molto viaggiare, grazie ad un progetto Erasmus ho vissuto per qualche tempo in Germania, ora vivo a Bari. Mi piace molto come città ma per i prossimi tempi ho intenzione di spostarmi e girare un po’ l’Europa per motivi di studio o di lavoro: in futuro, però, vorrei vivere in Puglia. Viaggiare ha completamente cambiato il mio modo di pensare al Mondo: lo sento allo stesso tempo meno estraneo e più variegato di quanto pensassi.

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