Con i suoi 44 ettari di superficie, il cimitero di Père Lachaise è il piu esteso di Parigi nonché uno dei luoghi piu visitati della ville lumière, circa due milioni di visitatori all’anno.

Nel XVII i Gesuiti acquistarono questo terreno a cui diedero il nome di Mont Saint Louis. Vi edificarono un ospizio e cercarono di farne un luogo di pace e riposo.

La casa edificata accolse per un breve periodo Luigi XIV, venuto ad assistere ad uno dei combattimenti all’epoca della Fronde.

È qui che uno dei membri piu importanti della Compagnia (Francois d’Aix De La Chaise, da cui il nome del cimitero) passò i suoi ultimi anni di vita.

All’epoca della lotta contro i Giansenisti, De La Chaise, confessore del re, avrebbe esercitato una influenza moderatrice su Luigi XIV, riuscendo cosi ad ampliare le sue risorse fondiarie.

Dopo l’attentato di Damiens contro Luigi XIV, i Gesuiti persero gran parte dei loro territori, tra cui il terreno su cui sorge l’ospizio.

Fu Napoleone ad acquisire i territori e a decidere di costruirne un cimitero al fine seppellire i morti al di fuori degli spazi urbani visto che ne era fatto divieto, per la salvaguardia della sanità pubblica.

Così furono creati nuovi cimiteri tra cui il Pere Lachaise, ad est, il cimitero di Montparnasse, a sud, il cimitero di Montmartre, a nord, e quello di Passy, ad ovest.

Anche se il cimitero fu aperto il 21 maggio 1804, i parigini furono abbastanza restii a farsi seppellire in collina e per giunta fuori città.

Napoleone pensò bene di far seppellire o trasferire le ossequie di celebri personalità artistiche e letterarie di fama internazionale per attirare l’elite della capitale.

Nel 1806 ordinò il trasferimento della salma di Louise de Lorraine, sposa di Enrico III e poi quella dell’ammiraglio Bruix. Ora la nuova moda era stata lanciata: il numero di concessioni passa dalle 49 de 1806 a 62 nel 1807 fino ad arrivare alle 833 del 1812.

Il trasferimento delle ossequie presunte di La fontaine, Moliere e anche la tomba d’Heloise e abelardo nel 1817 confermano questo successo.

Tra misticismo e romanticismo il cimitero Père Lachaise merita assolutamente una visita, la sua architettura e i suoi spazi trasmettono davvero qualcosa a chi percorre i viali alberati.

Interessanti sono le leggende che aleggiano su alcuni dei sepolcri illustri tra cui quella di Victor Noir .

La scultura funebre che adorna il suo sepolcro è di un realismo sconcertante.

La lastra di pietra a grandezza naturale di un giovane in abiti ottocenteschi sorprende per la precisione dei piccoli particolari.

Victor Noir era stato inviato dal giornale «La Marseillaise» presso il cugino di Napoleone III per organizzare un duello tra quest’ultimo e il suo caporedattore, che riteneva di essere stato ingiuriato dal principe. Ma l’incontro fini nel peggiore dei modi e diede inizio a una sommossa antinapoleonica che ratificò la caduta del Secondo Impero. divenne per questo simbolo di repubblicanesimo.

Ma torniamo alla leggenda.

Pare che a visitare la sua statua funebre siano soprattutto donne.

La statua presenta tre punti d’immediata attrazione: le labbra, la punta delle scarpe e una certa prominenza che lo scultore, Jules Dalou, gli ha donato all’altezza dell’inguine; per questo possiamo riassumere i tre rituali nel modo seguente.

Il primo vuole che Victor Noir sia morto il giorno prima del suo matrimonio, sfortunato ma ben dotato, al punto che le future spose si rechino a fargli visita il giorno prima delle nozze e strofinino e accarezzino quel rigonfiamento sotto la cintura che dovrebbe portargli fortuna con il futuro marito.

Il secondo lo vuole portatore di fertilità per quelle donne che sfregheranno le sue labbra, il suo inguine e la punta delle sue scarpe (da ciò l’usura in quei tre punti della statua funebre).

Il terzo, più romantico, dice che le ragazze che bacino le labbra della statua e che lascino dei fiori nel cilindro di Victor Noir, riceveranno una proposta di matrimonio entro l’anno.

Concludendo questo rapido excursus sul cimitero delle celebrità, il mio consiglio spassionato è di visitarlo e di non soffermarvi solo alla tombe dei famosi (Apollinaire, Oscar Wild, Jim Morrison… tanto per fare i primi nomi che vengono in mente…) ma a percorrere tutti gli splendidi viali alberati per rivivere la storia di questo splendido luogo, ricco di ricordi.

http://www.pere-lachaise.com/perelachaise.php?lang=

http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/esteri/tombagiorna/tombagiorna/tombagiorna.html

José de Valverde,Le Cimetière du Père-Lachaise : Promenades au fil du temps, Editions Ouest-France

http://fr.wikipedia.org/wiki/Cimetière_du_Père-Lachaise

http://fr.wikipedia.org/wiki/Liste_de_personnalités_enterrées_au_cimetière_du_Père-Lachaise

 

 

 

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Barbara Fusaro
Fin da giovane ho scoperto la mia passione per le culture e le lingue . Vista la mia premessa, direi che il mio nome mi calza a pennello « Barbara », il cui significato è proprio straniera. Il mio percorso di studi mi ha permesso di approfondire e sviluppare le mie conoscenze nell’ambito delle culture e delle lingue, infatti mi sono laureata in mediazione linguistica a Trieste. Dopo vari spostamenti, mi sono stabilita a Parigi , citta di cultura e ispirazione dove vivo con mio figlio Mathias che è la mia unica fonte di vita.

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