Felici

Per essere felici serve l’unico ingrediente indispensabile: sé stessi.

Non serve altro. Il mondo dice tutta altra cosa e per questo le persone felici sembrano di un altro pianeta e forse lo sono davvero per quanto sono poche. Il motivo? Semplice: perché per essere felici…

Ora dire cosa serve per essere felici non gioverebbe a nulla perché potrebbe risultare come un altro lavaggio di cervello e già oggi, grazie ai mass media, ne abbiamo per tutte le ore, e in qualsiasi parte del mondo. Anche in questo articolo, se manca lo spirito critico.

L’unica cosa che serve è ascoltare, guardare, mettersi in discussione e soprattutto auto-osservarsi.

Chi sei tu?

Conosciamo l’astronomia, l’atomo, la tecnologia informatica per la comunicazione, e poi non sappiamo bene dire chi siamo.

Sono i miei pensieri? Sono il mio corpo? Sono il mio nome? Sono una professione? Sono un’etichetta? Eppure tutte queste cose cambiano e possono cambiare e l’io rimane sempre lo stesso. Quanto si è consapevoli di ciò che spinge al movimento, al parlare, al pensare, al reagire in un determinato modo?

Quanta meccanicità c’è nelle nostre vite! Schiacci un pulsante e vai su. Un altro e vai giù. Se fosse realmente così non sarebbe una vita umana, ancorché piene di tutte le cose che il mondo ci dice indispensabili da possedere per essere felici: macchine, denaro, moglie, marito, amici, carriera, successo, magari anche fare della carità, etc. Tutto deve essere in nostro possesso. Se qualcosa manca, ecco lì l’infelicità! Non ha senso. Quanto più solide sono le proprie convinzioni tanto più servirà disimparare per auto-osservarsi in maniera distaccata.

Ci avete mai provato? Gli animali sembrano non riuscirci. Eppure gli esseri umani possono osservare l’osservatore. Sensazionale no?

Come si può comprendere la realtà, se non si comprende se stessi? Auto-osservazione, con distacco. Osservare solo ciò che succede e forse si sarà più vicini alla realtà. E forse si scoprirà cosa sia la felicità e magari di essere già felici, chissà! Forse non vi manca nulla, già da adesso.

Ma nessuno può aiutarvi, davvero. Qualcuno può solo aiutarvi a mettervi in discussione. Ma la responsabilità è tutta di chi osserva, e sia i miglioramenti sia i peggioramenti sono imputabili solo a se stessi.

È come quando ci si risveglia e si dice: “Possibile che ho dormito per tutto questo tempo?”. Bene, è altrettanto dura riconoscere: “Ho avuto torto per tutto questo tempo”. Ammetterlo è la cosa più difficile del mondo. Chissà che la felicità non passi proprio di lì…

Infin dei conti, che pure io abbia torto che importanza ha?

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Nicola Uva
Ho viaggiato molto nella mia vita, soprattutto in Europa. Il motivo? Chi lo sa. Forse all'inizio perché era bello. Poi forse perché cercavo un senso a questo mio vagare. Mi chiamo Nicola, ho 30 anni e lavoro attualmente in una cartolibreria. Mi sono diplomato, successivamente laureato e specializzato in economia. Ma poi qualcosa è cambiato. Ho effettuato un discernimento vocazionale che mi ha portato all’ingresso in seminario, ma anche lì qualcosa mi mancava. Cosa? Forse proprio il viaggiare. A breve, terminato il mio lavoro, partirò per un viaggio in Terrasanta. Mi sento felice, il perché è difficile da spiegare anche a me stesso. Perciò dunque non chiedetelo. Perché vi posso assicurare che più importante non è il saperlo. Più importante è trovarne la fonte. Io ho trovato la mia, e la vostra qual è?