Andria, chiesa Cattedrale, 19 e 20 ottobre 2017. Ore 19:00

Il Vescovo di Andria, S. E. Mons. Luigi Mansi convoca la comunità diocesana in tutte le sue componenti (presbiteri, diaconi, religiosi, religiose e fedeli laici) per vivere il Convegno Ecclesiale che costituisce il più importante appuntamento annuale per la chiesa locale. L’evento si terrà presso la Chiesa Cattedrale di Andria nei giorni 19 e 20 ottobre alle ore 19.00.

Nella prima serata del Convegno interverrà S. E. Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di Albano che offrirà una riflessione sulla lettera pastorale “Partiamo dal Centro” scritta dal nostro Vescovo all’inizio del nuovo anno pastorale, focalizzando in particolare l’attenzione su un aspetto della stessa. Il tema dell’intervento del Vescovo di Albano sarà il seguente: “Andate: io sono con voi. La centralità di Cristo nella vita e nella missione della Chiesa”

In particolare, Don Gianni Massaro, Vicario Generale precisa, che: “La lettera del nostro Pastore parte dalla preoccupazione che, se compreso in modo distorto, l’invito da lui rivolto lo scorso anno ad essere una Chiesa dalle porte aperte, può indurre a privilegiare l’agire a discapito della relazione con Dio. “Mi sono accorto – scrive Mons. Mansi – che dopo aver declinato per un anno intero in ogni modalità possibile, il tema della “Chiesa dalle porte aperte”, era all’orizzonte un serio pericolo: quello di scadere in un attivismo che alla fine privilegia solo il “fare”…Così questa lettera pastorale vuole essere innanzitutto una calda esortazione a tutti, carissimi fratelli e sorelle dell’amata chiesa di Andria, a riscoprire il Centro che è il Cristo benedetto come il primo e più grande amore della nostra vita”. “Il Centro – sottolinea con forza il Vescovo – è il Signore Gesù crocifisso e risorto, vivente nella Chiesa, nella nostra Chiesa, attraverso la sua Parola, la sua Presenza sacramentale e la sua amorevole azione caritativa”

Non si tratta di ridimensionare la natura missionaria della Chiesa – il Vicario Generale don Gianni – bensì affermare con chiarezza che stare con Gesù è il primo atto di una Chiesa in uscita. Prima dell’andare come inviati dal Signore, c’é lo stare con Lui. Solo cristiani convertiti dall’Eucarestia e dal Vangelo possono annunciare in maniera efficace Gesù Cristo.

         Nella seconda serata sarà il nostro Vescovo ad indicare le priorità per la nostra comunità diocesana e a mettersi in ascolto di essa al fine di raccogliere come auspicato nella stessa lettera “idee, intuizioni, suggerimenti che devono essere messi in un circolo virtuoso di riflessione, di ricerca e di operatività”.

         Il Convegno segna così un momento di partenza – ha sottolineato Don Gianni Massaro – che impegna le comunità parrocchiali, le zone pastorali, gli uffici diocesani e le aggregazioni laicali a ritrovarsi per ascoltare, pregare, dialogare e camminare uniti. “Occorre essere uniti – scrive ancora il Vescovo – non solo quando stiamo intorno ad un altare per le celebrazioni diocesane, ma anche nell’impostare e realizzare la pastorale diocesana”. Con il Convegno la comunità diocesana è chiamata pertanto a vivere una forte esperienza di Chiesa e un esercizio di sinodalità.

Sinodalità indica un modo di fare chiesa, di essere chiesa, di vivere la chiesa. Allude infatti ad una precisa dinamica che si instaura tra tutti coloro che appartengono alla comunità ecclesiale: essi camminano insieme. E’ la fraternità ecclesiale – conclude Don Gianni Massaro che fonda e richiede la sinodalità, perché i fratelli sono tali se vivono, operano, sentono, camminano insieme e se tra loro tengono viva la relazione attraverso la reciprocità.

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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

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