Le parole non vengono oggi, i pensieri sono poco delineati, le emozioni entrano in maniera poco descrivibile, mi sto chiedendo perché. Sono passati alcuni giorni e in genere le emozioni si metabolizzano e prendono forma, ma sono ancora poco chiare.
Vi chiederete di cosa parlo: vorrei trovare delle parole corrette per raccontarvi il mio incontro con papa Francesco, di sabato 22 novembre, all’Udienza per la fine della conferenza internazionale sull’autismo promossa dal Pontificio Consiglio degli operatori sanitari .
Partito da Andria con mia madre e una sua amica, con il figlio mio amico, ci dirigiamo a Roma. Il viaggio è molto piacevole perché io mi immergo in me stesso e penso al giorno dopo. Il sole riscalda il mio cuore e la musica accompagna i miei pensieri, cosi mi preparo ad un giorno speciale. Poi arriviamo in albergo, dove incontriamo vecchi amici e nuovi volti da scoprire. Lento passa il giorno, la notte arriva e io posso rientrare in me stesso e prepararmi al giorno dopo.
Perché vi dico questo? Perché con sete di Gesù la mattina dopo mi sono fatto trascinare in una follia. Bus, fila, folle, rumori… tutto invadeva il mio essere. Difficile gestire tutto, troppi stimoli in entrata, un fiume in piena mi ha travolto, però il premio finale è stato meraviglioso.
La sala Nervi ci ha accolto, posti dedicati a noi, conquistati con arguzia, parole e canti ascoltati, e finalmente l’annuncio: “Sua Santità sta per arrivare!”.
Aiuto! Il momento atteso è arrivato. Grande subbuglio, grande agitazione! La speranza dentro ognuno di noi di avere un po’ di Papa dentro il cuore. Tutto per me era di difficile collocazione, e senza che io potessi accorgermi, sono stato trascinato col mio Pensieri non detti in mano dal mio amico dott.Verdicchia verso l’ incontro. Lì, in rappresentanza di ragazzi con autismo io ed altri, con tutor e genitori, eravamo in attesa.
Papa Francesco arriva, si blocca tutto, pensieri e preghiere non prendono forma, solo il Suo sguardo, i suoi occhi. Vedo nei suoi occhi la Parola di Dio, una luce di amore mi annienta, tutto dentro si emoziona tanto che ancora non so descrivere.
Poi Lui si avvicina, mi guarda, ascolta il mio dott. Verdicchia che gli racconta che studio Scienze Religiose, i nostri occhi si incrociano. Ricorderò sempre quel momento: gioia entra in me e riempie ogni cellula del mio essere.
Da questo Papa sono sempre stato coinvolto, il suo sguardo mi ha sempre emozionato e avere avuto l’onore di poterlo incrociare è una gioia che mi accompagnerà a lungo. Il suo volto pieno di bontà ci invita a superare con coraggio la sofferenza umana.

Carlo Ceci Ginistrelli


[ Foto Carlo Ceci GInistrelli ]

 

 

 

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Carlo Ceci Ginistrelli
Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

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