Il diritto di non leggere.

Il diritto di saltare le pagine.

Il diritto di non finire il libro.

Il diritto di rileggere.

Il diritto di leggere qualsiasi cosa.

Il diritto al bovarismo.

Il diritto di leggere ovunque.

Il diritto di spizzicare.

Il diritto di leggere ad alta voce.

Il diritto di tacere.

Uno strano decalogo che farebbe inorridire i più accaniti lettori. Non è stato questo l’intento di Daniel Pennac quando ha pensato di stilare la carta dei diritti del lettore per suoi studenti ormai disaffezionati alla lettura, convinto che il verbo leggere rifiuti l’imperativo proprio come i verbi amare e sognare.

La lettura è un momento intimo e privato che ognuno deve scegliere di vivere con estrema libertà, anche decidendo di cominciare dal finale o di saltare le pagine, di sfogliare un libro o scorrere il display del proprio tablet. Quello che conta è il risultato: vivere le pagine.

I libri comunicano emozioni che altrimenti mai si vivrebbero, aprono mondi sconosciuti, permettono di fare incontri indimenticabili, di vivere esperienze impensabili nella vita reale, di ampliare i propri orizzonti. Il loro valore è indubbio ed è un privilegio concesso solo agli esseri umani. Eppure la lettura oggi è fortemente in crisi. Si legge poco. I sondaggi si sprecano: uno degli ultimi, realizzato da Nielsen, ha rilevato che una famiglia italiana su dieci non ha libri in casa e nel 2014 il numero dei lettori è calato dal 43% al 41,4% rispetto al 2013.

Tantissime le iniziative per combattere l’agonia dei libri: la Giornata del libro e dei diritti degli editori, il 23 aprile scorso – curiosa l’idea di Treccani per questa giornata con migliaia di condivisioni sui social: al posto della home sul proprio sito la scritta «Siamo spiacenti, oggi 23 aprile 2015 il portale Treccani è spento» e un invito: «Leggi un libro» –, il Maggio dei libri, i blog in rete come Flashbook, Bookcrossing, Reading a cielo aperto, il Social book day organizzato ad ottobre.

Sembra che la lettura sia un medicinale da iniettare a piccole dosi, ma forse si dimentica che deve scattare la classica scintilla tra la pagina di un romanzo e il lettore recalcitrante o nella peggiore delle ipotesi indifferente, anzi un non lettore. È una questione di chimica. Ne sanno qualcosa gli insegnanti alle prese ogni giorno con studenti sempre più disaffezionati alla lettura. Si incolpa la rete, il digitale, demonizzandoli. Sicuramente tutto ciò che è immediato, divertente e privo di mediazioni, che non richiede concentrazione attira di più di un libro noioso e difficile, spesso imposto dall’insegnante. Difficile perché i ragazzi oggi hanno un vocabolario ristretto e non si sforzano di capire e ricordare parole nuove; noioso perché è un libro che l’insegnante deve infilare per forza nel programma, magari non lo ama – e si vede – oppure non è il momento opportuno per lo studente di affrontare quella storia. Quegli insegnanti facciano mea culpa e non pensino che i propri studenti abbiano davvero letto i libri assegnati, è più probabile che ne abbiano cercata su internet la trama per completare la famosa “scheda di lettura”.

Il discorso diventa ancora più complesso se si propongono dei classici, da Manzoni, a Leopardi a Verga. Lì i ragazzi si perdono: troppo anacronistici e lontani dal loro mondo.

Prima ancora di escogitare stratagemmi o iniziative per avvicinare alla lettura bisogna capire che non la si può imporre; si deve invece guidare fin dalla tenera età alla scoperta dei libri, quasi fossero un tesoro da custodire gelosamente. E far capire che i libri parlano, svelando a ciascuno il proprio segreto.

Ripensare l’educazione sentimentale verso i libri sperando che la gente, soprattutto i ragazzi, si innamori di nuovo della lettura, vincere il pregiudizio per cui romanzi e libri non valgono la pena di essere letti è la sfida degli studenti del Liceo Nuzzi di Andria.

Hanno voluto organizzare due giornate di full immersion tra i libri, dai classici della letteratura come Dante, Petrarca e Boccaccio ad autori contemporanei, Alda Merini, Oriana Fallaci, Calvino e il vincitore del Premio Strega giovani 2014 Giuseppe Catozzella, passando per Leopardi e Don Milani. “Pagine vive. Letture al liceo” è l’appuntamento che il 4 e l’11 maggio nell’auditorium della loro scuola, con inizio alle 18.30, hanno dato per vincere la loro sfida.

Proporranno un diverso modo di leggere i libri: vogliono far vivere le pagine, animarle, vogliono che i personaggi e le storie dei libri che loro, per primi, hanno gustato e amato oppure odiato, prendano forma e corpo davanti al pubblico. Suscitare curiosità e magari riuscire a trasmettere quelle emozioni che loro stessi hanno provato sarà già una vittoria, perché il tempo della lettura dilata il tempo della vita.

LASCIA UNA RISPOSTA