Odysseo, grande barca che naviga e solca mari in ogni parte della terra, ha come passeggeri persone forti dei loro pensieri, pensieri che rimarrebbero nascosti tra le pagine delle vite di ognuno senza poter volare. Da questa barca carica e pesante, invece, quei pensieri si liberano e così le parole volano e ci regalano nuove emozioni.

Il grande capo e i suoi sostenitori fedeli hanno organizzato un incontro per farci conoscere e far sì che le parole lette potessero avere dei volti.

Idea geniale – un “Odysseoaperitivo” – solo che eravamo troppi, tutti un po’ infreddoliti ed emozionati, per quel bar di moda, ma forse poco adatto alla nostra ciurma.

Siamo riusciti a conoscerci poco, io personalmente pochissimo, ma tra le risate e i racconti ho percepito le sensazioni di molti: tutti un po’ smarriti tra facce sconosciute che diventavano vere nel ricordo delle parole scritte, storie che prendevano volti diversi dall’immaginario.

Tuttavia, il sol il fatto che, tutti o molti, siamo accorsi lasciando gli amici e le famiglie nei festeggiamenti natalizi, vuol dire che una nuova famiglia sta nascendo. Una famiglia allargata con interessi molteplici, con idee diverse, con storie ed esperienze uniche, ma in cui tutti si riscoprono uniti dalla voglia di raccontarle. Bello condividere le diversità di ognuno, le età, le professioni, i luoghi diversi di vita, tutti con l’unico intento di dare voce alle proprie parole. Senza una precostituita ideologia politica o religiosa o istituzionale, ma liberi di raccontare e raccontarsi.

Partecipazione e coinvolgimento hanno avuto una nuova spinta, un’energia per il nuovo anno.
La nuova “famiglia Odysseo”, forse, l’altra sera si è incontrata per avere un volto, non solo parole. Paolo, con la direzione tutta, ci dona il suo tempo e tutti noi attraverso loro navighiamo.

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