(Prima parte)

Ryan, in pochi lo conoscono con questo nome, il suo vero nome. Adesso, si fa chiamare Capitan Wood, questo soprannome è dovuto al fatto che aveva costruito la sua nave con le sue sole forze intagliando assi di legno, con grande fatica, ma da solo, come un vero Capitano. Almeno questa era la spiegazione che aveva dato alla sua ciurma, e sotto certi aspetti poteva anche sembrar vera, perché mentire su una cosa così stupida come un nome? Ma Eric non si era fatto ingannare. Non aveva avuto la migliore delle istruzioni, certo, ma non era stupido, aveva capito che nascondeva qualcosa e lui lo avrebbe scoperto.

Dopo cinque anni di viaggi e avventure, per Wood, la sua ciurma è come una famiglia ed Eric è riuscito ad occupare un posto speciale nel cuore del Capitano: il suo migliore amico! Era riuscito ad ingannarlo, per lui era stato così semplice e la cosa sorprendente è che non solo aveva imbrogliato il Grande Wood, ma anche l’intera ciurma. Nessuno aveva avuto dei sospetti. In realtà Eric sin dal primo momento in cui aveva visto il Capitano aveva capito che c’era qualcosa di sospetto in lui, un modo così raffinato di rapportarsi con gli altri, da subito non gli era andato a genio.

Erano le cinque del mattino, la maestosa nave si stava allontanando lentamente dal porto, il mare era calmo e tirava una leggera brezza, ma il cielo si stava inscurendo, grandi nuvoloni grigi erano all’orizzonte, la nebbia stava per avvolgere tutti e tutto, ma DOVEVANO partire.

Nessuno poteva accorgersi che il veliero era salpato, non potevano permetterselo, dovevano essere il più discreti possibile. Infatti, molti ragazzi della ciurma di Wood erano ricercati e a chi li avesse catturati laute ricompense sarebbero state donate. Il motivo? Semplicemente, non avevano denaro sufficiente, così, rubavano o imbrogliavano mercanti e ricchi signori, recitando e fingendo di essere grandi nobili, si facevano prestare da loro una sostanziosa somma di denaro e, poi, scappavano via. Era stato lui ad insegnare le buone maniere ai componenti della sua ciurma per far sì che la recita fosse il più credibile possibile. Fu stancante e difficile, ma alla fine ci riuscì e intanto i sospetti di Eric cominciavano a diventare sempre più grandi. Perché mai conosceva le buone maniere? Non era nato in una famiglia di umili origini? O, almeno, così aveva riferito alla ciurma…

Questa volta, però, non tutto era andato come previsto. La sera prima, come al solito, alcuni ragazzi si erano travestiti ed apprestati ad abbindolare degli altri mercanti, ma qual cosa era andato storto: Jackson e Alex erano stati smascherati in meno di pochi secondi, ma erano riusciti a fuggire. Wood passò tutta la notte pensando e ripensando a chi avesse potuto rivelare la loro identità, ma non arrivò ad alcuna conclusione. Non poteva essere stato nessun membro della ciurma, era una cosa impensabile.

Presto sarebbe stata luna nuova, l’ultimo spicchio di luce sarebbe sparito, non poteva permettere che gli altri lo vedessero in quelle condizioni, ma non poteva nemmeno permettere che i suo compagni fossero catturati. Dovevano subito salpare, per fermarsi entro la sera del giorno dopo, attraccando ad un porto del Mediterraneo, abbastanza lontano dalla terra in cui si trovavano. Quindi comunicò a tutti che sarebbero partiti l’indomani molto presto, per evitare altri problemi.

E così, alle cinque, puntuali come un orologio svizzero, presero il largo, ma ben presto si accorsero che mancava qualcuno all’appello. Fu proprio il Capitano ad accorgersene: sulla nave non c’era Eric. Ma fu troppo tardi. La nebbia impediva a chiunque si trovasse sul veliero di guardare al di là del proprio naso.

Nessuno, quindi, si accorse della nave che li seguiva già da un po’, a pochi metri di distanza, tranne quando si sentì un boato: erano stati attaccati. Non poterono rispondere all’affronto perché, ad una velocità sorprendente, l’altra nave li raggiunse. I nemici approdarono con azioni agili e veloci sul vascello del Capitano, a guardarli c’era l’unica persona che Wood non pensava l’avrebbe mai tradito, povero illuso.

(Leggi la seconda parte)

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Adriana Ribatti
Studentessa presso il Liceo Scientifico R. Nuzzi di Andria, iscritta al secondo anno. Interessata alla musica, in maniera particolare, allo strumento del pianoforte. Amante dell'arte del disegno di paesaggi e di ritratti di persone. Incuriosita e affascinata dalla mitologia greca e romana, dalla lettura e dalla scrittura di storie di vario genere, sopratutto Fantasy e Young Adult.

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