Attraversarono la foresta ed arrivarono al villaggio lasciandosi alle spalle le alte querce, tirava una leggiera brezza fresca, il cielo era sereno. Wood decise di spiegare la situazione ai suoi compagni di viaggio, Sarah aveva nutrito alcuni sospetti su Eric nell’ultimo periodo, ma nessun altro si era mostrato infedele verso il proprio capitano, quindi era d’accordo con Ryan. All’inizio la ciurma sembrò un po’ risentita, perché il Capitano aveva da sempre mentito sul suo conto, ma alla fine capirono la situazione e gli chiesero come fosse riuscito a fuggire di casa.

«Beh, è stato semplice, ho usato il mio fascino e sono riuscito a farmi dare le chiavi della dimora da una cameriera, mi pare si chiamasse Lucy, e nel cuore della notte sono fuggito».  Infatti, già a quel tempo era un bel ragazzo dagli occhi blu e i capelli corti e neri che adesso erano diventati tanto lunghi da arrivargli alle spalle.

«Sì, fascino, come no!» gridò uno dei ragazzi, Wood assunse un’espressione corrucciata e Sarah rise di gusto.

«C’è un mistero anche dietro al nome Wood, vero? Mi ricordo che Eric non sembrava troppo convinto dalla spiegazione che ci desti. Forse da allora, ha cominciato ad indagare e alla fine ha scoperto la tua vera identità?» chiese Jackson.

«In effetti, è possibile. Il nome Wood era il simbolo di una realtà che avrei voluto dimenticare, ma che, come vede, mi segue ovunque io vada. Una realtà che, se orecchie indiscrete e maligne sentissero, potrebbe dar luogo a conseguenze catastrofiche come, infatti, è successo con Eric. Il potere che sconvolge la mia vita trova origine in una leggenda popolare. Naturalmente, tutti pensano che sia un mito, che non potrebbe, mai, accadere una cosa del genere nella vita reale: beata ignoranza! Circa duecento anni fa, un  signore di una ricca casta sociale decise di darsi il mio stesso soprannome. Anche lui, come me, nascondeva un segreto, aveva un potere che non andava certo sprecato, riuscì ad impedire l’inizio di una guerra tra terre nemiche grazie all’aiuto della sua misteriosa abilità, ma come tutte le leggende, la storia venne tramandata e, passando di persona in persona, ne fu mutato il contenuto. Se tutt’ora si chiede ad un cittadino di raccontare il mito delle “Roventi fiamme del fuoco”, ci dirà che una grande battaglia è stata sventata da un grande incendio, davanti al quale le controversie si appianarono e le parti nemiche  lavorarono insieme per domare l’incendio. Pochi sanno che quel fuoco da qualcuno era stato generato e nessuno si domandò mai perché un grande mucchio di legna, da dove era scoppiato l’incendio, fosse proprio nel centro di quella città. Molti quel giorno persero la vita, ma un conflitto di proporzioni epiche fu sventato. Perché: “Il legno unisce e divide. Ha un potere enorme sta a te decidere che uso farne…”, questo fu ciò che disse quell’uomo a suo figlio e questa frase si tramandò di generazione nella famiglia Allen, la mia famiglia. Ho deciso di chiamarmi in questo modo per non dimenticare mai cosa succede nelle notti di luna nuova, ma avevo considerato solo la parte più dolorosa della leggenda, la morte di molte persone, non avevo capito che, se usassi nel modo giusto questo mio potere, potrei salvare vite, proprio come ha fatto Sarah, aiutandoci».

I mesi successivi li passarono nascondendosi in quel villaggio sperduto nella foresta di un’isola di cui nessuno sapeva il nome, eccetto Sarah che, per evitare altri tradimenti, non aveva rivelato a nessuno la loro posizione, nemmeno a Wood. Ryan si allenò giorno dopo giorno con la ragazza, con impegno. Usarono diverse formule che anni prima aveva studiato, ma mai utilizzato, per potenziare la sua magia e usarla al di fuori dei periodi di luna nuova. I due ragazzi si avvicinarono sempre di più, ormai tra loro c’era fiducia. Per così tanti anni si erano a mala pena sopportati ed in soli pochi mesi erano diventati amici. Amici, sì… o forse… qualcosa di più?

Jackson posò una mano sulla spalla di Sarah e si avvicinò a lei le stava per chiedere per la centesima volta dove si trovassero e la risposta della ragazza sarebbe stata, come sempre “ mi dispiace, ma non posso dirti nulla”. Ma questo il Capitano non lo poteva sapere. E la sua reazione di fronte a quello spettacolo fu tanto divertente per Sarah quanto pericolosa per Jackson. Gelosia, si prova quando si teme di perdere l’amore della persona amata e qui è facile trarre le conclusioni. Due che per anni si erano evitati come la peste, si erano innamorati, proprio mentre si trovavano in una situazione critica. Strana la vita, a volte, no?

Quel giorno non fu importante solo perché Wood aveva capito che, dopo cinque anni di fidanzamento, si era finalmente innamorato della sua promessa sposa: fu quello il giorno in cui Eric insieme ai suoi alleati maghi riuscì a trovarli.

Del loro arrivo li avvisò Alex, era il suo turno di guardia, avvistò una nave sospetta all’orizzonte e corse subito a riferire la notizia a Sarah e Ryan. Era una giornata afosa, il sole alto nel cielo di mezzogiorno illuminava ogni cosa, un vento caldo accarezzava la pelle, il mare calmo e senza onde. Pace e silenzio, la proverbiale calma prima della tempesta.

Si nascosero in modo da creare un effetto sorpresa ed attaccarli all’improvviso, ma tutta la ciurma fu sconfitta in meno di pochi minuti da quei maghi potentissimi che lanciarono incantesimi che li sbalzarono molto lontano dal luogo della battaglia. Rimanevano solo Sarah e Wood. Davanti a loro, Eric con un ghigno malefico stampato sulla faccia e accanto a lui tre uomini, i maghi. Wood affrontò i tre maghi da solo li circondò con delle fiamme creando una parete di fuoco. Il suo potere era molto speciale, come avevano potuto notare nella fase di addestramento, il fuoco assorbiva i poteri che possedevano le persone a cui era rivolto l’attacco, fino, quasi, a prosciugarli. Così accadde ai tre maghi, i loro poteri vennero risucchiati dal fuoco di Ryan, adesso erano solo dei semplici uomini che non potevano più nuocere a nessuno. Ma Eric non si diede per vinto, afferrò un pugnale e prese in ostaggio Sarah che distratta dalle azioni di Wood non si era accorta di lui. Minacciò di ucciderla se solo il Capitano si fosse avvicinato. Ma Wood sapeva che non poteva trattenere Sarah ancora a lungo, era molto più forte di lui. Infatti, grazie al controllo dell’acqua riuscì a rendere le mani di Eric scivolose in modo da fargli cadere il coltello, successivamente gli assestò una gomitata allo stomaco che lo fece cadere in ginocchio.

E in quel momento Ryan pensò che la sua Sarah fosse davvero in gamba.

Un mese dopo Eric e i tre uomini erano nelle prigioni della famiglia Allen e Sarah portava un anello al dito. I due giovani, un tempo lontani, ora erano marito e moglie. Per amore, non per magia o forse è meglio dire: per la magia dell’amore. Una cosa è certa, Ryan non avrebbe mai più detto a Sarah: «Non ti sopporto!»

The End…or not?

(Leggi la prima parte) – (Leggi la seconda parte)

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Adriana Ribatti
Studentessa presso il Liceo Scientifico R. Nuzzi di Andria, iscritta al secondo anno. Interessata alla musica, in maniera particolare, allo strumento del pianoforte. Amante dell'arte del disegno di paesaggi e di ritratti di persone. Incuriosita e affascinata dalla mitologia greca e romana, dalla lettura e dalla scrittura di storie di vario genere, sopratutto Fantasy e Young Adult.

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