Come sarà il prossimo esame di maturità senza Mondiali? La cosa più importante, cari Maturandi, con o senza Nazionale, sarà arrivare alla finale, sollevare il vostro diploma come fece Cannavaro con la coppa sotto il cielo di Berlino, guardarsi nello specchio e urlare a se stessi: “Campioni del Mondo!”

Mondiali chi? …A sprofondare, nel torpore di un San Siro desolato, ma alla vigilia sognante, al triplice fischio finale, è stato, lo scorso 13 novembre, non solo l’intero popolo italiano, ma anche un movimento sociale che alla Nazionale affidava gran parte del proprio calendario estivo. “Chiudete le valigie. Andiamo in vacanza!”: l’invito che l’entusiasta Caressa rivolse a Bergomi, nel lontano 2006, sembra il ricordo parafrasato e sbiadito di una maglia azzurra troppo stretta, schiacciata dall’imponente peso degli atleti svedesi, catenacciari più degli inventori del brevetto di quel famoso schema tattico, la strategia che ci ha portato in cima al mondo sulle note di “Fratelli d’Italia”.

Oggi, le parole di Goffredo Mameli sono diventate legge, un testo da studiare e, chissà, forse da presentare, un giorno, come argomento propedeutico in una tesina. Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha fatto sapere che nell’estate 2018 l’Esame di Stato verrà vagliato da una commissione esterna. Dall’Esame di Stato all’Affare di Stato il passo è davvero breve. Già, perché come se non bastasse l’ansia dei maturandi, alla seconda prova e all’orale si aggiungerà, inevitabilmente, anche la delusione della mancata qualificazione dei giocatori dell’ex c.t. Ventura ai Mondiali in Russia. Come per ogni situazione della vita, il tragico strappo nasconde tratti positivi e negativi per gli studenti del Belpaese.

Fra i pro di una Maturità senza Mondiale ci sarà, sicuramente, la possibilità di concentrarsi più a fondo su un appuntamento di cruciale importanza per un giovane. Aprire i libri senza preoccuparsi di avversari, moduli, sostituzioni o squalifiche è un vantaggio non da poco. Senza contare che ogni vittoria azzurra avrebbe comportato festeggiamenti fino a notte inoltrata, facendoci perdere ore di sonno e voglia di terminare, ad esempio, tutto il programma di Storia. La Rivoluzione Francese ci avrebbe riportato alla memoria la testata di Zidane e il gol di Materazzi, la Rivoluzione Industriale ci avrebbe aperto la mente sulle modifiche tecnologiche da applicare al VAR, e i Moti Ottocenteschi ci avrebbero ricordato l’ultima contestazione degli ultras.

Nei contro di una Maturità senza Mondiale, però, ci saranno quelle mancate pause d’obbligo dallo studio matto, una boccata d’ossigeno a scadenza regolare. Il caffè pre-partita, i commenti del post, capire chi schierare al posto degli infortunati, tutto ciò ci avrebbe distratto dalla severità della prof e dai versi di una poesia che fatichiamo ad imparare. Se fossimo andati avanti nella competizione, poi, avremmo rischiato di farci prendere dall’entusiasmo. Il pensiero dell’incombente patibolo, invece, ci avrebbe fatto mantenere ben saldi i piedi per terra, evitandoci la spocchia con cui avremmo mandato audio di WhatsApp agli amici spagnoli conosciuti in Erasmus e, magari, appena eliminati da un’outsider.

La cosa più importante, cari Maturandi, con o senza Nazionale, sarà alzarsi al mattino, sollevare il vostro diploma come fece Cannavaro con la coppa sotto il cielo di Berlino, guardarsi nello specchio e urlare a se stessi: “Sono Campione del Mondo!”

Post Scriptum:

Mi raccomando: mentre urlate la vostra gioia, che non vi sovvenga, per avVentura, di ricordarvi di Ta(l)vecchio!!!

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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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