Quanti discorsi avete letto o ascoltato sull’importanza di coltivare la memoria? Beh, evidentemente Zeus la doveva pensare allo stesso modo, a giudicare dalla sua love story con Mnemosine (in greco in greco Μνημοσύνη, Mnemosùne).

Mnemosine rappresenta nella mitologia la personificazione della memoria. Fa parte delle divinità del ciclo dei Titani, ma quando questi sfidarono Zeus lei scelse di passare dalla parte del re dell’Olimpo.

Zeus chiaramente apprezzò la scelta di campo di Mnemosine e, per ringraziarla, pensò bene di portarsela a letto. Cosa c’è di strano, vi chiederete? Zeus era un vero dongiovanni e bastava che una fanciulla, umana o immortale, gli passasse a tiro per aver voglia di rapirla e sedurla.

Beh, la cosa singolare è che Zeus con Mnemosine perse letteralmente la memoria! Dimentico della sua povera moglie Era (che i romani chiamavano Giunone), si recò nella regione della Pieria e lì si giacque con Mnemosine per ben nove notti di seguito, lasciandola incinta.

Passati i nove mesi della gravidanza, Mnemosine rese Zeus padre delle nove Muse: la Memoria e il padre degli dei, insieme, per generare le divinità protettrici di ogni arte e conoscenza. Ecco i loro nomi: Clio, musa della storia, Euterpe, musa della poesia lirica, Talia, musa della commedia, Melpomene, musa della tragedia, Tersicore, musa della danza, Erato, musa della poesia d’amore, Polimnia, musa del mimo, Urania, musa dell’astronomia, Calliope, musa della poesia epica.

Secondo una tradizione più antica, le Muse sarebbero state figlie di Urano e Gea, ma Esiodo, nella Teogonia, sistemò definitivamente la genealogia ufficiale: Urano e Gea furono da lui presentati come genitori di Mnemosine e, dunque, “nonni materni” delle Muse e la sua versione fu quella che si affermò universalmente.

Ovviamente, il mito non sarebbe tale se non avesse versioni molteplici. Un’altra variante vuole che le Pieridi siano state così chiamate perché figlie del re di Macedonia, Piero, e di sua moglie Antiope.

Ma c’è anche una terza versione, seguita anche da Dante nel primo canto del Purgatorio, ai vv.7-12: l’epiteto delle Pieridi trarrebbe origine dal fatto che le Muse sarebbero state sfidate dalle nove figlie di Piero in una gara di canto. Dunque, queste sarebbero state brave, ma umane e, una volta sconfitte, furono dalle Muse punite e trasformate in Piche, uccelli noti per il loro verso stridulo.

Si dice che la storia la scrivono sempre i vincitori: sarà stato anche il caso di Mnemosine e delle sue figlie?

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Giuseppe Davide Farina
"Ci vuole passione!": furono le ultime parole che mi sussurrò mio nonno prima di morire. Indimenticabili, significative ed emblematiche, incarnano tutta la mia personalità. Urlo di gioia quando segno un goal, il calcio è la mia passione sportiva. Il mio animo è profondamente turbato dagli interrogativi di Socrate e Platone, La filosofia è la mia passione culturale. Instancabilmente curioso, desidero sempre ed appassionatamente approdare ad Itaca, comprendere il senso di ciò che vivo e conosco.

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