È stato presentato lo scorso 21 febbraio il “Rapporto Asilo 2018”, lo studio fatto dalla Fondazione Migrantes sul mondo dei richiedenti asilo e rifugiati.

Il Report di quest’anno pone come punto di partenza della sua analisi i quattro verbi-azione scelti da Papa Francesco nel suo Messaggio per la 104ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: Accogliere, proteggere, promuovere, integrare.

Attraverso l’analisi di dati, esperienze e proposte, la pubblicazione ha l’obiettivo di analizzare attraverso questi 4 ambiti citati le politiche migratorie dei diversi governi d’Europa, sottolineandone punti di forza e criticità.

Nel 2017 hanno raggiunto via mare l’Europa 171 mila persone. Erano 363 mila nel 2016 e poco più di milione nel 2015. Un dato che smentisce in modo incontrovertibile chi si ostina a parlare di invasione.

Il Mare Nostrum e il triste record di vittime

Le Rotte sempre più incerte, burrascose e chiuse del Mar Mediterraneo, quella orientale, centrale e occidentale, mietono incessantemente vittime.

Quella del Mare Nostrum resta la frontiera più letale del mondo, che ha visto morire tra il 2015 e il 2017 circa 12 mila persone.

Prima volta assoluta in Italia il numero delle domande d’asilo supera il numero degli arrivi

Per quanto riguarda l’Italia, si attesta a 183.681 il numero di richiedenti asilo e rifugiati in accoglienza alla fine del 2017, appena il 3 per mille dei residenti. Il dato più interessante riguarda le domande d’asilo. Nel 2017 sono state circa 130 mila, e hanno superato per la prima volta il numero degli arrivi via mare, fermo per lo stesso anno a quota 119 mila, circa il 34% in meno rispetto ai 180 mila arrivi del 2016.

Il primo Paese di provenienza si conferma la Nigeria, seguita da Guinea, Costa d’Avorio, Bangladesh, Mali ed Eritrea.

Resta invece piuttosto alta la percentuale di domande respinte che, dopo due anni di forte crescita, dal 2016 continua ad attestarsi poco sotto il 60%. Infatti, a fronte di circa 80 mila richiedenti asilo, nel 2017 è stata accordata protezione a 30 mila di essi.

Accolti in una ‘casa’

Nel dossier della Fondazione Migrantes si parla anche di chi ha deciso di accogliere i migranti in casa. Sono 7 le esperienze di accoglienza esaminate. Negli ultimi tre anni oltre 400 nuclei familiari hanno accolto almeno 500 persone (soprattutto rifugiati ma anche richiedenti asilo); 4 di esse sono finanziate con fondi SPRAR, una con fondi CAS, una (“Rifugiato a casa mia” di Caritas nazionale e Caritas diocesane) con fondi CEI dell’8 per mille e una tramite fund raising e donazioni private.

…delle proposte

Il rapporto si conclude, prima di un’appendice che riporta i 20 Punti di azione proposti dal Dicastero Vaticano per la promozione dello sviluppo umano integrale in vista dei Global Compact ONU di questo 2018, con alcune proposte per superare l’attuale “vicolo cieco” del diritto d’asilo in Europa. In prima istanza, un nuovo regolamento “di Dublino” finalmente aderente al principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati e l’introduzione di un regolamento a livello europeo che disciplini il reinsediamento dei rifugiati da Paesi terzi prevedendo per gli Stati membri obblighi, oltre che un’estensione della protezione sussidiaria, ancorandola alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

La conoscenza allontana la paura e gli allarmismi

Don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, e Mariacristina Molfetta, co-curatrice del Rapporto, così si rivolgono ai lettori: «L’augurio è che questo testo possa contribuire a costruire un sapere fondato rispetto a chi è in fuga, a chi arriva nel nostro continente e nel nostro Paese, e che possa esserci d’aiuto a “restare umani”, ad aprire la mente e il cuore allontanando diffidenza e paura».

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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

1 COMMENTO

  1. Domande di asilo sempre meno rispondenti alle reali condizioni e requisiti per averle; quindi sempre più negate. Il problema è che nessun paese europeo integra ed accoglie come noi (il piano di ricollocazione è ancora teorico) anzi espelle …. e molto più di noi !!! (vds Svezia, Francia etc etc). Quindi i conti non tornano ed allora l’invasione, da alcuni “illuminati” intesa come sostituzione etnica, si concretizza così !!!

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