“La mucca deve mangiare per essere munta”: così in una intercettazione telefonica (ora si capisce perché a qualche forza politica le intercettazioni danno fastidio!) nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo” su “Mafia Capitale”.

Un’inchiesta che va avanti e che ha fatto scattare ancora le manette a decide di personaggi illustri ed altri che sono illustri sconosciuti, perché amano agire nell’ombra e nella penombra. Appunto: nel “mondo che sta in mezzo”

Quello che si sa è che il denaro sporco e quello da riciclare scorreva a fiumi e che a “mangiare” e a “mungere” erano davvero in tanti. 44 gli arrestati, tra Sicilia, Abruzzo e, ovviamente, Lazio, con l’accusa di associazione a delinquere e altri reati.

Il business questa volta era quello connesso alla gestione dei flussi di immigrati e ai relativi campi di accoglienza: chissà come saranno contenti quelli che ora potranno soffiare sul fuoco della xenofobia.

Arrestati anche il già presidente del Consiglio Comunale di Roma, Mirko Coratti, e Luca Gramazio. Quest’ultimo, accusato di far parte del clan Carminati, poteva vantare una brillante carriera politica: prima capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale e poi capogruppo Pdl (poi FI) presso il Consiglio Regionale del Lazio. Una vita al servizio della politica: se le accuse verranno confermata, una vita in cui si è servito della politica, al servizio di se stesso e della sua brama di potere e di avere.

I nomi eccellenti non finiscono qui. I Ros hanno fatto scattare le manette sono scattate anche attorno ai polsi di Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa del Campidoglio, e Angelo Scozzafava, ex assessore comunale a Roma alle Politiche Sociali.

In carcere anche hanno arrestato anche i consiglieri comunali Massimo Caprari e Giordano Tredicine, nonché Andrea Tassone, ex presidente del X Municipio (Ostia), Andrea Tassone.

A far compagnia ai politici arrestati, ci sono anche alti dirigenti della Regione Lazio: spicca il nome di Daniele Magrini, già responsabile del dipartimento Politiche Sociali. In carcere pure Mario Cola, dipendente del dipartimento Patrimonio del Campidoglio, e Franco Figurelli impiegato presso la segreteria di Mirko Coratti.

Solo i domiciliari per l’imprenditore edile Daniele Pulcini.

“Chi ruba vada in galera, paghi tutto”: ha commentato il premier Renzi.

Già, è il minimo che si possa dire.

Ma che dire del senso di vuoto che pervade l’animo della gente comune? Basti pensare che sono riusciti a infangare anche una realtà nobile come quella delle cooperative sociali.

Hanno munto le vacche, dopo averle fatte ingrassare. Ora, non ci restano altro che “vacche magre”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteAlla conquista del Vello d’Oro: Giasone e le imprese degli Argonauti
Articolo successivoLa continua, inesorabile e inutile ricerca della perfezione
Giuseppe Davide Farina
"Ci vuole passione!": furono le ultime parole che mi sussurrò mio nonno prima di morire. Indimenticabili, significative ed emblematiche, incarnano tutta la mia personalità. Urlo di gioia quando segno un goal, il calcio è la mia passione sportiva. Il mio animo è profondamente turbato dagli interrogativi di Socrate e Platone, La filosofia è la mia passione culturale. Instancabilmente curioso, desidero sempre ed appassionatamente approdare ad Itaca, comprendere il senso di ciò che vivo e conosco.

LASCIA UNA RISPOSTA