alan turing

Immaginatevi un uomo in giacca e cravatta, in tutto e per tutto un uomo, ma con le tette. Immaginatevi questo uomo in giacca e cravatta, barba lunga, unghie sporche e con le tette, seduto a un tavolo con sopra una mela, una siringa e una boccetta di cianuro di potassio.

Quest’uomo con la barba lunga e le tette, vestito come un uomo, di tutto punto, seduto al tavolo, canticchiava una canzoncina e intanto, con gesti lenti e netti, afferrò la siringa, la riempì di cianuro e iniettò il liquido nella mela. Ripeté il gesto tre volte. Poi smise di canticchiare, sollevò il frutto e lo osservò mentre cambiava colore, “la mia parte da strega è finita” pensò, “vediamo di far bene quella di Biancaneve, del resto con le tette sono avvantaggiato”. Gli venne da sorridere, addentò la mela, masticò qualche secondo, poi si accasciò e morì. Si suicidò così come aveva imparato da Biancaneve.

L’uomo vestito da uomo, con la barba lunga e le tette, era Alan Turing, matematico inglese, ideatore della macchina che da lui prese il nome, decriptatore del codice nazista “Enigma” e primo teorico dell’intelligenza artificiale. Uno il cui contributo all’umanità non può essere messo in discussione. Gli storici calcolano che la scoperta di “Enigma” abbia accorciato la Seconda Guerra Mondiale di due anni, risparmiando la vita a milioni di persone. Eppure in età adulta si ritrovò con un paio di tette, cresciutegli come reazione ad una castrazione chimica a cui era stato condannato per aver ammesso di essere omosessuale. Si suicidò poiché non riusciva a sopportare la vergogna di essere diventato il mostro che era, ma prima, come accennato, teorizzò l’intelligenza artificiale visto che ciò che aveva dovuto subire era l’esempio che quella fornita all’uomo da Dio non bastava più.

Sembra che la storia sia ghiotta di mele, Turing aggiunse solo la sua a un cestino già colmo. Fu una mela cadutagli in testa che permise a Newton di scoprire la forza di gravità; fu centrando una mela posta in testa a suo figlio che Guglielmo Tell salvò la sua terra; il “pomo della discordia”, una mela dorata, scatenò la guerra di Troia; l’undicesima fatica di Ercole fu raccogliere mele nel giardino delle Esperidi; le mele dei problemi di matematica delle scuole elementari; la mela che incarna la perfezione nel Simposio per Platone; la mela di Adamo ed Eva; e poi ovviamente la mela di Biancaneve, per sua stessa ammissione, una delle storie preferite di Turing.

L’aneddotica verosimile che circonda la vita del matematico, racconta che fu un bambino che permise ad Alan Turing, uomo con le tette e primo teorico dell’intelligenza artificiale, di ripensare a Dio. Con tale bimbo disquisì per circa un’ora sulla probabilità o meno che l’Onnipotente potesse prendere il raffreddore se si fosse seduto sulla nuda terra, poi si rimise in cammino verso casa. Si chiese cosa potesse spingere un padre perfetto a creare un figlio con dei deficit. “Perché Dio non può prendere il raffreddore ed io sì?” pensò. Si rispose che forse era per lo stesso motivo per cui a lui che era un uomo piacevano gli uomini e gli era cresciuto il seno. La cosa lo mise di cattivo umore.

Salito a casa Alan Turing trovò una lettera di sua madre che cestinò senza aprire, come sempre faceva quando ne trovava una, lei stava certamente benissimo. Si stese sul divano e a quarantadue anni, sessualmente impotente e con un paio di tette, prese in considerazione l’idea di morire.

Alan Turing fu il teorico dell’intelligenza artificiale, colui che introdusse la nozione di computer moderno, con la quale tentò di supplire alla limitatezza dell’intelligenza umana. Fu altresì egli stesso a mostrare con un esperimento mentale i limiti della potenza teorica dei computer, destinando per sempre nei confini del mito la mela di Platone e la perfezione da essa simboleggiata.

Insistendo con la metafora, Alan Turing, come Dio, può essere definito il padre delle intelligenze imperfette che popolano oggi il mondo, l’uno artificiali, l’altro umane. Molti uomini, ai giorni nostri, portano una croce al collo in omaggio al modo in cui è morto il proprio creatore, e a ben guardare su molti computer e cellulari, ai giorni nostri, campeggia il disegno di una mela morsicata in alto a destra. Si dice che quel logo sia un omaggio alla morte di Alan Turing, uomo con le tette e primo teorico dell’intelligenza artificiale. La Apple Inc., attiva dal 1976, non ha mai confermato né smentito ufficialmente la notizia.

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