Quando si parla di Inghilterra si pensa solo a Londra, tutt’al più alle città universitarie di Oxford o Cambridge, ed invece Liverpool mi ha incantata.

Liverpool, situata nella parte settentrionale dell’Inghilterra, di fronte all’Irlanda, ha il “fascino dell’acqua”. Si affaccia sull’estuario del fiume Mersey ed il suo waterfront è patrimonio culturale dell’UNESCO.

Liverpool è conosciuta per essere la città dei Beatles e, in effetti, in ogni suo angolo c’è un qualche riferimento ai Fab Four.

Liverpool è tra le città del Regno Unito quella con maggiore tradizione sportiva. Le sue due principali squadre di calcio sono l’Everton, di casa al Goodison Park, e il Liverpool, che gioca invece ad Anfield. Entrambe le squadre giocano nella massima divisione inglese, la Premier League. Al di là della rivalità cittadina, ambedue le tifoserie sono accomunate dall’orgoglio di aver fatto conoscere e rispettare il nome della città di Liverpool anche fuori del Regno Unito.

Ho visitato lo Anfield Stadium e mi ha particolarmente impressionata un memorial.

Come è tristemente noto, il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, i tifosi inglesi cercarono il contatto con quelli juventini. I tifosi bianconeri arretrarono ammassandosi contro un muro che crollò per via del peso eccessivo. Moltissime persone vennero travolte, schiacciate e calpestate nella corsa verso una via d’uscita. Il bilancio fu tragico: 39 morti (di cui 32 italiani) e 600 feriti. Oggi, nello spazio antistante l’ingresso all’Anfield Stadium, ci sono nomi, foto e fiori in ricordo di quell’episodio.

Liverpool ha anche bei teatri ed io sono stata all’Empire Theatre a vedere una rappresentazione che ha tenuto cartellone a Londra e Broadway: “The curious incident of the dog in the night-time”.

La città ha la più impressionante collezione di musei in Europa, seconda solo a Londra. I primi che ho visitato sono stati il Merseyside Maritime e lo Slavery Museum, situati nello stesso edificio che fronteggia gli Albert Dock. Essi riflettono l’importanza di Liverpool come cancello sul Nuovo Mondo, includendo anche il suo ruolo nel commercio degli schiavi e nell’emigrazione. Anche il Titanic, sebbene non sia partito da Liverpool, ha forti legami con il suo porto, poiché la sua compagnia di navigazione, la White Star Line, aveva i propri uffici in questa città.

L’Albert Dock è un complesso architettonico dell’area portuale di Liverpool e ne costituisce la principale attrattiva turistica, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Si caratterizza per gli enormi magazzini in mattone a cinque piani, delimitati da piloni di ghisa. Gli interni degli ex-magazzini ospitano ora musei, negozi, studi televisivi, ecc.

Il Museum of Liverpool, un’avveniristica costruzione, è dedicato alla storia della città: vi si apprende come il porto, la sua gente, la sua storia creativa, industriale e sportiva, abbiano plasmato la città.

La Tate Gallery, sempre nell’area dell’Albert Dock, ospita capolavori di arte moderna: Pollock, Picasso, Warhol, ecc.

Nel World Museum si possono scoprire tesori da tutto il mondo che coprono milioni di anni della storia della Terra. Si scopre come gli esseri umani abbiano creato il mondo che noi abitiamo. Le gallerie di Africa, America, Asia ed Europa mostrano oggetti, tradizioni e conquiste che hanno portato alla nostra civiltà: dalla scoperta del sistema solare fino all’esplorazione dello spazio.

Ho anche preso il ferry con il quale ho raggiunto lo Spaceport che si trova al di là della sponda del Mersey. Nel Planetarium, con la sua cupola a 360 gradi, ci si sente parte dello spazio proprio come un astronauta. È un museo interessantissimo ed interattivo sullo spazio e sulla scienza con una varietà di giochi a tema.

Anche Liverpool ha la sua China Town alla quale si accede da un arco maestoso affiancato da draghi. La abbiamo percorsa per raggiungere il museo dei Beatles che racconta la Beatles story: il viaggio incredibile di quattro ragazzi che hanno raggiunto fama e fortuna pur provenendo da umili origini. Ricostruzioni della Casbah, Mathew Street e The Cavern consentono di rivivere gli anni ‘60 e sperimentare i luoghi che hanno visto i Beatles diventare la più grande band al mondo. D’obbligo la visita al Cavern che è un ex rifugio bellico e che ha ospitato parecchie esibizioni dei Fab Four, ma anche dei Rolling Stones, Elton John, The Who, ecc.

In questo locale è possibile ascoltare musica dal vivo in tutte le ore del giorno e della sera. La musica varia da quella “revival” anni Sessanta fino a quella contemporanea.

I Liverpudlians (così sono chiamati gli abitanti di Liverpool) si dedicano allo shopping con una passione quasi pari a quella con cui seguono il calcio, e non sorprende pertanto che nel cuore della città sia sorto un nuovo e scintillante complesso commerciale chiamato Liverpool ONE. Qui si trovano oltre 160 negozi delle più celebri marche che incontrano i gusti di tutti.

Liverpool ha anche una grande ruota panoramica che permette una vista mozzafiato della città, e due cattedrali: una cattolica ed una anglicana.

La cattedrale metropolitana di Cristo Re è il principale luogo di culto cattolico della città di Liverpool ed è di recente costruzione. Portata a termine nel 1984 su un terrapieno, domina il profilo della città. Ha pianta circolare con una parte centrale che si staglia verso il cielo proprio per simboleggiare la corona di spine di Gesù al momento della passione. È tra le chiese cattoliche più grandi del Regno Unito, nata per radunare una delle comunità più numerose del paese. Ciò è dovuto alla massiccia presenza di immigrati irlandesi.

La Cathedral Church of Christ è la chiesa principale della diocesi anglicana di Liverpool. I lavori per la sua edificazone iniziarono nel 1904 ma fu completata e consacrata solamente nel 1978. È molto bella e maestosa, infatti è la più grande cattedrale anglicana del Regno Unito e del mondo, quinta se si considerano le cattedrali delle altre confessioni cristiane.

Nei miei quindici giorni di permanenza in questa città ho avuto tempo per fare escursioni e visitare Speke Hall, una residenza in stile Tudor appena fuori la città. Uno dei più begli esempi di abitazioni di questo genere con mobili di quercia, quindi piuttosto scuri. Questa abitazione all’epoca di Enrico VIII nascondeva i preti per cui aveva degli “origliatoi”, piccoli fori che permettevano ai servi di ascoltare ed eventualmente di avvisare i preti che stavano arrivando nemici. I preti dormivano in grandi letti e mai da soli, quindi se di notte dovevano nascondersi, i nemici entrando nella camera non avrebbero mai trovato il letto vuoto. Si narra che Speke Hall sia infestata da fantasmi. Un enorme giardino con fiori e piante di ogni genere, un boschetto ed un labirinto circondano la costruzione. Il tutto, veramente incantevole!

Ho visitato anche Chester, una magnifica città. Basti pensare che secondo la classifica del celebre sito americano 10Best.com si trova al quinto posto tra le città più belle d’Europa, mentre la nostra Venezia è solo nona. Già dal nome si capisce che è una città di origine romana (“chester” dal latino “castra”) ed infatti una guida abbigliata da guardia romana ci ha spiegato, in inglese, le innovazioni introdotte dei Romani: le terme, i servizi igienici ed il riscaldamento a pavimento.

Anche York è una bella città di origini vichinghe, cinta da mura medievali. Peccato però che io l’abbia visitata con la pioggia. Nello Jorvik Viking Centre, viaggiando a bordo di autovetture, sono tornata indietro nel tempo per scoprire un insediamento vichingo di circa 1.000 anni fa, mentre nel Museo di York ho ammirato collezioni di oggetti risalenti all’era preistorica. Per non parlare della straordinaria York Minster , una delle più belle cattedrali della Gran Bretagna con splendide vetrate istoriate.

Che ne dite? Vi è venuta voglia di un viaggetto a Liverpool?

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Annalisa Angiullo
Frequento il Liceo Scientifico “R. Nuzzi” di Andria. La mia più grande passione è la musica, in particolar modo quella che suono al mio pianoforte. Amo la danza, soprattutto la classica, che pratico sin da quando avevo 3 anni. Mi piace scrivere per esprimere i miei sentimenti e le mie emozioni. Sono innamorata dei libri di Baricco, Carcasi, Bisotti, e delle opere di Shakespeare. L’affetto della mia famiglia e dei miei amici è un elemento importante nella mia vita. La scuola e i miei insegnanti sono la fonte che disseta la mia voglia di conoscenza; infatti sono molto curiosa e adoro viaggiare. Scrivere per Odysseo mi aiuterà a condividere le mie esperienze con i lettori.

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