Avvolto, quasi a difendersi, nella sua camicia bianca, si nasconde un oratore. Di quelli nuovi di zecca, di ultima generazione. Fatti ad hoc. Il Ragazzo d’Oro. Rassicurante, sveglio, scaltro e affascinante, parla agli italiani con aria da saccente: “Non vi preoccupate” – dice – “Sono io il comandante vigoroso della nave alla deriva”.

D’improvviso si ferma, ti guarda. Sfoggia un sorriso di quelli già visti in venti anni di Governo precedente. Guarda te, italiano sfiduciato, che assisti all’ultima pantomima per l’elezione del Presidente. Magari sei a pranzo con la tua famiglia, ritornato stravolto dalla tua giornata di lavoro e cerchi in tutti i modi di far capire a tuo figlio che l’Italia, quella bella, quella degli eterni sognatori e abili lavoratori non è mica diventata la casa di cialtroni e fuorilegge.

D’un tratto, Tac. Mody’s. La società privata che detiene il monopolio in materia di ricerche finanziarie, avverte: “Il prodotto interno lordo contrarrà dello 0,1% anziché salire dello 0,5%”. Economia; pura, semplice, economia. Resti sempre li, seduto. Sei ormai arrivato alla frutta, per fortuna. Capisci che qualcosa in realtà non sta andando nel verso giusto. Il Governo sta di nuovo mettendoci i paraocchi? Ci stanno illudendo in questa farsa teatrale dove: “Va tutto bene, spendete!”, ma poi perché la ricrescita di un Paese debba misurarsi attraverso dei numeri? Le domande purtroppo sono le classiche, quelle che scambi abitualmente in ufficio, alla catena di montaggio, con i soliti quattro colleghi. Disperati, alcuni. Politici mancati, altri. Il signore ha finito di pranzare, il figlio si è alzato, per fortuna. Ma senza una risposta.

È diventato oramai complicato riuscire a far capire ad un giovane adolescente che forse lui ce la farà a godersi un Italia giusta, meritocratica e, perché no, stracolma nuovamente di poeti e sognatori. Difficile. Potresti, con facilità, congedare il discorso con un semplice Figlio mio, è tutto un puttanaio!. Ma lui, italiano sfiduciato non vuole, non può deludere le aspettative di un sedicenne che ha tutto, ma in realtà non possiede futuro. Così si ferma, il padre sfiduciato. Pensa. Si ferma a formulare una frase.

Spagna: in preda al declino finanziario ha apportato misure “poco drastiche” che hanno fatto rilevare una minima crescita progressiva alquanto notevole, dove nel secondo trimestre del 2014 cala il tasso di disoccupazione al 24,5%, aumentando l’occupazione dello 1,03% dal trimestre precedente, consolidando così la lenta, ma pur sempre ripresa dove lo spread è migliore di quello dell’Italia. Effetti della Troika europea? In realtà la Spagna un tempo basava la sua economia sul mercato immobiliare e bancario; ora, si sta rivolgendo all’export.

Grecia, quella delle divinità. Zeus impedì la guerra civile, quella della moneta, fatta dalla povera gente. Oggi guerra di albergatori in cerca di strutture più moderne ed adeguate per favorire il turismo in crescita. SETE, l’Associazione degli Operatori Turistici della Grecia ha stimato che 19 milioni di turisti stranieri visiteranno il Paese entro la fine dell’anno, soprattutto diretti verso la capitale, Atene. “Sono davvero ottime notizie per la città che è molto bella ma che ha sofferto tanto a causa delle manifestazioni, dei problemi di sicurezza e così via. Insomma, per la sua cattiva reputazione”, dice il presidente Andreas Andreadis.

Il turismo vede dunque Spagna e Grecia in netta crescita tant’è che, secondo i dati Frontur, diffusi dal Governo di Madrid, a giugno, quasi 6,6 milioni di turisti stranieri hanno visitato la Spagna, con un aumento del 4,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Effetti della Troika Europea?

E poi c’è l’Irlanda, altro Paese che segna un boom nella ricrescita dopo un tragico 2013. In tutto questo immenso spettacolo di fuochi d’artificio restano in disparte Italia e Francia. L’ultima che continua a fare l’arrogante cercando di stare fuori dai riflettori, la prima, invece, che continua a mostrare il marcio, come se non glie ne importasse.

Ecco, siamo divenuti il Paese dove non esisteste più democrazia madre fondatrice di tutti i più grandi Stati. Soprattutto, è venuta a mancare la libertà per un cittadino di poter scegliere gli amministratori della propria Terra. Siamo il Paese che non ha scelto, che non ha libertà di scelta. Dal Professor Bocconiano Mario Monti sino all’Ex sindaco di Firenze non abbiamo avuto modo di scegliere i protagonisti della nostra Italia. Magnifica incarnazione del sistema che continua a minacciarci. Il popolo in questi anni ha visto solo cambiare Governi, senza riforme concrete, votando con una legge elettorale, il famoso “porcaio”, giudicata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. I primi ministri non sono stati eletti dal suffragio popolare, bensì dai famosi giochi politici: “Scegliamo noi, voi, forse, non siete ancora in grado”. Ora, ci ritroviamo in quell’immenso teatro di promesse: le solite 5 facce, il resto un mucchio di figuranti. Questa volta però i figuranti cercano di non rispettare il copione per dare uno spettacolo tutto diverso, ma che in realtà di diverso non ha proprio nulla. Cravatte mancate, insulti gratuiti, proteste. “La democrazia e il rispetto per le istituzioni, sono andati a puttane, figlio mio”.

Chissà se l’architetto Eugenio Basile, durante i lavori per la costruzione dell’aula di Montecitorio, avesse mai immaginato di vedere degli attori stanchi, indaffarati in altre faccende e cattivi. Sempre lì pronti ad alzare la voce e puntare il dito contro le loro stesse scelte. Stanchi, anche loro, di credere nella ripresa. Sarà la famosa riforma del Senato a riportare lo stivale a risplendere di luce propria? O magari il mastodontico Expo, protagonista di mille intrighi e sotto-banchi.

Il Ragazzo d’Oro in camicia bianca dovrà darsi da fare. Una volta rassicurati, con i suoi modi, gli italiani, dovrà impegnarsi a rassicurare loro. Quelli che ogni giorno cercano in tutti i modi di disonorare la nostra Italia. Il Ragazzo d’Oro, dunque, dovrà mettersi lì a ricordare ai suoi colleghi che l’Italia nel 2013 era considerata per il Word Travel and Turism Concil il quinto paese più visitato al mondo. Il turismo produceva il 10% del PIL, creando 2,5 milioni di posti di lavori. Dovrà ricordare ai suoi colleghi, magari davanti ad un caffè a Napoli, che fino all’arrivo di società straniere l’Italia aveva le più grandi aziende tessili; ora, quelle rimaste sono in preda a costi altissimi per la sopravvivenza e fuggono altrove. Dovrà ricordargli che Enzo Ferrari, Tonino Lamborghini, Alfiero Maserati e molti altri hanno realizzato un sogno nel nostro Paese. Che Fellini, Pasolini, De Sica, Rota, Morricone e moltissimi altri hanno permesso e permettono ancora a tante persone di sognare. Che la celebre “Fabrica Italiana Automobili Torino” non è più tanto italiana, ma è divenuta celebre per altro. Che Michelangelo Buonarroti dipingeva anche di notte per creare quella che è oggi un’opera spettacolare, la Cappella Sistina. Dovrà ricordarsi che il potere appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. E quindi ricordarsi che è il popolo non è stupido, ma può prendere decisioni interessanti e giuste, al momento del voto.

Una volta ricordato tutto questo, lui, il Ragazzo d’Oro dovrà conquistare la fiducia più importante, quella del popolo italiano. Perché questa volta saranno i cittadini a dover cambiare, per scegliere una buona transizione all’italiana.

Finisce i suoi pensieri, stizzito, si alza. Si ricorda che l’Art. 1 della costituzione recita: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”, e non “ L’Italia sceglie per te, se hai un lavoro ringrazia Dio”. Fortunatamente, prende la giacca, ringrazia Dio e va a lavorare. Spero che lui, italiano sfiduciato, durante il tragitto, continuerà a pensarci e magari tra qualche giorno, a pranzo, tornato dall’ennesima stancante giornata di lavoro riesca a sfoggiare un bel sorriso, di quelli rassicuranti, riuscendo così a donare una risposta al caro figlio, un figlio come tanti altri, un semplice adolescente sfiduciato.

 

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Casertano di nascita, francese d'adozione. Nato nell'aprile 1991. Per anni ha inseguito il sogno di diventare musicista, per poi capire che, forse, era meglio iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche. Nel 2014 studia un anno presso Sciences Po Toulouse, dove ha conseguito il certificato di studi politici. Ha seguito, nel team organizzazione e comunicazione, alcune campagne elettorali tra cui le municipali francesi 2014. Appassionato di musica, soprattutto jazz e comunicazione, quella politica. Ama viaggiare, l'arte e lo sport. Scrive per varie testate online, occupandosi di fatti di politica italiana e sopratutto estera. È autore del romanzo "Solo tre giorni", disponibile in vendita su iTunes e Amazon.

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