Joan Vila i Grau è un lavoratore del vetro di Barcellona: è stato l'uomo che ha interpretarto i disegni e le direttive di Antoni Gaudí ed ha costruirto le grandi vetrate della Sagrada Familia.

Joan Vila i Grau è un lavoratore del vetro di Barcellona: è stato l’uomo che ha interpretarto i disegni e le direttive di Antoni Gaudí ed ha costruirto le grandi vetrate della Sagrada Familia. Con il suo lavoro ha contribuito a costruire il grande gioco di luce e di colori, destinato a stupire i visitatori ed illuminare i fedeli, che era stato progettato dall’architetto catalano per questo il tempio.

Joan Vila i Grau ha utilizzato per la sua opera tecniche tradizionali della lavorazione del vetro, conosciute sin dal XII secolo ed utilizzate nel corso della storia per fabbricare le vetrate delle grandi cattedrali gotiche, adattandole e sfruttandole mirabilmente per creare uno stile nuovo.

La materia prima è un vetro, il vetro “soda-lime”, molto comune e detto anche “vetro di crogiolo”. È ottenuto da una base di ossidi di silicio, calcio e potassio, con aggiunta di altri minerali usati come coloranti (per esempio ossidi di cromo o ferro). Questi ossidi vengono mescolati e fusi secondo procedure in gran parte segrete e successivamente colati in lastre di uguale spessore. Da queste, poi, si ritagliano pezzi delle forme desiderate usando una punta diamantata. Tanti pezzi di vetro colorato, ritagliati in vario modo, sono assemblati per formare una figura esattamente come accadrebbe in un puzzle, dopo sono saldati tra loro colando negli interstizi del piombo fuso.

I disegni di Vila i Grau, come da intenzione di Gaudí, sono astratti. Tutto l’impatto scenico ed emotivo dell’opera si ottiene dal gioco di colori generato dal passaggio della ĺuce esterna attraverso il vetro. Per far sì che la luce fosse “né troppa né troppo poca” (come afferma lo stesso Gaudí ) nella chiesa sono presenti due grandi vetrate: una sulla parete est ed una sulla parete ovest. La prima, illuminata dagli energetici raggi del mattino, ha colori sfumati dal violetto al verde, la seconda, illuminata al tramonto, ha colori che variano dal giallo al rosso. Nel complesso, immaginando di trovarsi nella navata centrale, e di ruotare il proprio sguardo da est ad ovest, si possono osservare tutti i colori dello spettro visibile, interrotti al centro dal maestoso crocifisso sormontato da un baldacchino, anch’esso illuminato. Lo spettatore quindi è avvolto da un immenso arcobaleno (fateci caso, l’arcobaleno è una luce bianca diffratta, quindi contiene tutti i colori dello spettro visibile!) incorniciato dal bianco perlaceo delle pareti e delle colonne. Indubbiamente una vista stupefacente.

Studiando la luce e le sue proprietà Gaudí è riuscito ad immaginare e progettare uno spettacolo straordinario. Grazie alle caratteristiche di un materiale speciale (il vetro) e le grandi capacità di un artigiano  (Vila) oggi possiamo ammirarne la bellezza.

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Edoardo Ceci Ginistrelli
La mia vita è ricerca, di qualcosa o di qualcuno o forse di me stesso. Tendo ad incasellare ogni cosa in uno schema razionale la cui imperfetta complessità ogni giorno mi meraviglia. Spezzo il limite di questo equilibrio grazie alle straordinarie persone che mi circondano ed all’incontro con la natura incontaminata. Ricerco per passione e per mestiere, sono studente di Dottorato al Politecnico di Torino presso il dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia. Mi occupo della sintesi e della caratterizzazione di vetri per applicazioni in fotonica. Odysseo è il mio primo esperimento di scrittura. Mi imbarco con curiosità! (Nel caso incontrassimo sirene legatemi ad un palo!)

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