Quattro “sold out” su quattro sono un risultato che parla da sé per le Schubertiadi tenutesi tra Bari e Monopoli dal 31 gennaio al 3 febbraio scorso.

Le Schubertiadi originariamente erano incontri che ruotavano intorno al compositore austriaco Franz Schubert, nei quali si ascoltavano le sue composizioni, si leggevano poesie, si commentavano opere d’arte e si danzava. Dal 1817 in poi questi incontri presero piede anche in Germania e successivamente divennero molto diffusi in tutta Europa come forma di incontri informali di élite.

In tempi più recenti le Schubertiadi hanno assunto un carattere più formale e organizzato, ma sempre basate sull’entusiasmo verso la figura del compositore e la sua musica. Questo è stato anche il tratto distintivo degli incontri organizzati a Bari e Monopoli dal duo artistico Leonardo Grittani e Maurizio Zaccaria, in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca e il Goethe Institut di Bari.

Dopo la prima serata di presentazione tenutasi al Caffè d’Arte di Bari, nel secondo appuntamento è stato proiettato il film schubertiano La Casa delle Tre Donne presso la sede dell’ACIT, ma è nella terza serata che l’evento ha raggiunto il climax artistico ed emotivo. Nella scenografia della Chiesa sconsacrata della Vallisa di Bari non solo si è registrato il tutto esaurito, ma gli organizzatori ammettono di aver dovuto negare il biglietto d’ingresso a numerosi richiedenti. Insomma un successo preannunciato.

La Schubertiade, presentata da Michele Ventura, Presidente dell’ACIT, e dagli stessi Maurizio Zaccaria e Leonardo Grittani, si rivela non solo un tributo alla genialità del compositore austriaco, ma anche una leggiadra riflessione sull’importanza del suo pensiero musicale, filosofico e umano.

In religioso silenzio il pubblico composto da avventori di tutte le età apprezza uno spettacolo molto vario, sia dal punto di vista del programma, sia degli esecutori. In rapida sequenza si esibiscono gli artisti della sezione junior, giovani talenti del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, del Liceo Musicale Cirillo e dell’Accademia della Musica di Bari. A seguire il duo pianoforte e voce, con il pianista Selim Maharez con la soprano Cristina Fanelli e gli stessi Zaccaria e Grittani (pianoforte e flauto) in un sodalizio artistico che ormai gode di stima e riconoscimento nazionale e internazionale. Di altrettanto livello internazionale è anche l’altra guest star della serata: Alessandro Deljavan, pianista raffinato e poliedrico, che si esibisce a più riprese a quattro mani e con il baritono Luca Simonetti. La serata si conclude con la emblematica Wanderer-Fantasie nella trascrizione per due pianoforti in cui duettano Maurizio Zaccaria e Nicole Brancale.

La rassegna si è conclusa domenica 4 febbraio presso la Biblioteca civica Prospero Petrella di Monopoli con un concerto di beneficienza per la costruzione di una torre idrica nel Benin.

La magia di quello che è apparso un vero simposio di artisti, non solo musicisti, ritrovatisi a celebrare l’Arte e la Musica romantica, ancora prima dell’incanto di un innovatore della musica post-classica, che troppo spesso esce dai programmi da concerto, ma che resta scolpito nel cuore di ogni musicista che ha la fortuna di studiarne l’opera. Il merito va in gran parte alla direzione artistica Grittani-Zaccaria, che con la spontaneità degli artisti mettono al centro del palco il grande valore umano di incontrarsi in un luogo fisico e dibattere di arte, musica, poesia, portando il pubblico e gli artisti stessi ad un entusiasmo che trascende la normale partecipazione ad un galà musicale o, che dir si voglia, concerto. Al di là di ogni logica di profitto, visibilità, vantaggio, di cui la musica colta, peraltro, avrebbe sempre bisogno. La sensazione a fine serata era quella di aver toccato con mano uno spaccato di genialità romantica, messa a nudo dall’entusiasmo di piccoli, giovani e grandi della Scuola Pugliese, caldeggiati da un pubblico che sembrava ammirare un ologramma del compositore viennese.

Proprio questo entusiasmo ha garantito al programma l’indiscusso successo. La rete di musicisti, artisti, docenti, scuole e conservatori ha permesso di rievocare lo spirito del salotto Ottocentesco, un contesto che, a modesto avviso dello scrivente, è il miglior modo per proseguire antichi e indimenticati fasti della Musica italiana, ben più dell’importazione forzata di modelli che male si adattano alla nostra millenaria cultura.

La comunità accorsa auspica ed è certa che la direzione artistica targata Grittani-Zaccaria vorrà perpetrare la sinergia in ulteriori edizioni.

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