La donazione di Sangue di Cordone Ombelicale (SCO) spesso non incontra il favore dei genitori, che preferirebbero riservare al nascituro e alla sua famiglia la possibilità di utilizzare l’unità, e, non essendo ciò possibile in Italia, (tranne nel caso in cui il nascituro o i suoi familiari siano affetti da alcune precise condizioni, dettagliatamente catalogate) si rivolgono a banche del cordone straniere, che conservano il materiale raccolto privatamente.

La soluzione, a fronte di una spesa di qualche migliaio di euro, sembrerebbe quindi essere stata trovata, ma è doveroso, per una scelta più consapevole, informare in maniera completa i genitori su questo servizio. Ecco allora alcune delucidazioni interessanti:

Innanzitutto, solo 1/10 dei cordoni raccolti è idoneo all’utilizzo: il campione può infatti andare incontro a coagulazione o contenere un numero di cellule non sufficiente. Questa informazione spesso non viene fornita dalle banche estere, quindi i genitori sono convinti che, in ogni caso, quel materiale sarà perfettamente in grado di risolvere eventuali problemi!

In secondo luogo, nessun centro in Italia è autorizzato a trapiantare cellule che siano state conservate all’estero, dato che la tracciabilità è un requisito ritenuto fondamentale! Nel caso in cui dovesse rendersi necessario un trapianto, il ricevente dovrà recarsi obbligatoriamente all’estero, aggiungendo un’ulteriore spesa a quella per la conservazione delle cellule.

Bisogna inoltre considerare che la quantità di cellule necessarie per un trapianto correla con il peso corporeo del ricevente: sarà sufficiente un quantitativo minore di cellule per un bambino di 20 kg rispetto ad un adulto che pesi 80 kg. Perciò, a meno che l’utilizzo non si renda necessario già in tenera età, il ricevente sarà costretto a ricevere un doppio trapianto, utilizzando quindi due unità di SCO. La sua unità non potrà garantirgli l’”autosufficienza”!

Non conosciamo ancora con certezza il tempo massimo per cui le cellule possano essere conservate mantenendo le proprie potenzialità, nessuno può escludere che potrebbero rivelarsi inservibili se questo tempo fosse eccessivamente lungo.

Le evidenze più recenti mostrano che, almeno nel caso delle staminali cordonali, un trapianto allogenico (da donatore appartenente alla stessa specie) sembra essere più efficace di uno autologo (il donatore e il ricevente sono la stessa persona).

Per quanto riguarda la donazione a fini solidaristici, essa non esclude comunque l’utilizzo dell’unità da parte del donatore. Se necessario ed ancora disponibile, il materiale può essere recuperato e messo a disposizione della donatrice e della sua famiglia. La possibilità di ritrovare ancora inutilizzata la propria unità è infatti molto alta: il 31.12.2013 nelle Banche del Cordone italiano erano depositate 31472 unità di SCO e quelle utilizzate fino alla stessa data sono state 1283…facendo un po’ di conti, abbiamo una probabilità dell’oltre 90% di poter recuperare la nostra unità!

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Federica Fatone
Da riservata adolescente con il pallino della ricerca, decido tre anni fa di intraprendere lo studio della Medicina e ufficializzare la mia (ormai più che ventennale) esperienza di eterna innamorata della Natura e dei suoi intricati e sorprendenti meccanismi. Tuttavia, gli interessi scientifici hanno dovuto imparare ben presto a convivere con il mio 'cuore d'artista': nel (poco) tempo libero cerco di coltivare la mia passione per la pittura, la musica e il disegno. Adesso vivo a Roma, ma mi piace tornare nella mia bella Andria quando ho voglia di sentirmi in un posto speciale: semplicemente a casa!

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