La causa dei problemi comportamentali di un adolescente potrebbe risiedere in una proteina: la laminina-alfa-cinque. Ecco come funziona.

“Quando metti giudizio?”

Quante volte, da piccoli e magari subito dopo una marachella o perché impegnati con la testa altrove, abbiamo sentito questa esortazione dai nostri genitori. E quante volte la ripetiamo ai nostri figli!

Una domanda quindi molto frequente soprattutto in un periodo molto critico della vita di ogni giovane, l’adolescenza. L’adolescenza è ovviamente un periodo fisiologico della vita di ogni individuo, durante la quale avvengono importanti cambiamenti e trasformazioni fisiche, psichiche, emotive e sociali, con conseguente cambiamento dell’umore nell’adolescente e inadeguatezza degli adulti a capire queste trasformazioni che vengono spesso interpretate come “stravaganze” o “capricci”.

Una realtà tra l’altro raccontata in modo esemplare da Michele Serra nel romanzo “Gli sdraiati”, attualmente adattato con lo stesso sguardo ironico e malinconico nell’omonimo film della regista Francesca Archibugi. Si legge nella descrizione del libro: “Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna?”.

Partendo da questa fase fisiologica della vita, la domanda che sorge spontanea è perché l’adolescenza crei tutto questo; qual è la causa del comportamento da “sdraiati”?

Forse oggi abbiamo una risposta: la causa molecolare, se così la possiamo chiamare, del capriccio adolescenziale risiede nell’attività di una proteina: la laminina-alfa-cinque, la quale opera a livello del sistema nervoso “domando” le sinapsi “bizzose” e i neuroni “spettinati” del cervello degli adolescenti.

Uno studio questo condotto dal gruppo di ricerca del prof. Koleske dell’università americana di Yale e pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Cell Report.

Le sinapsi rappresentano il punto di contatto funzionale fra due cellule nervose, una sorta di elementi strutturali che favoriscono il dialogo molecolare tra cellule nervose; ed è proprio attraverso la trasmissione sinaptica che le informazioni nervose viaggiano da un neurone all’altro.

Il gruppo di ricerca è partito da una considerazione: le sinapsi nel cervello in via di sviluppo sono strutturalmente molto più dinamiche rispetto a quanto accada nell’adulto. Nel corso dello sviluppo del cervello e nelle prime fasi della vita post-natale, le sinapsi si formano, si ingrandiscono, si restringono e poi molte di esse scompaiono; mentre nella vita post-natale le sinapsi passano ad uno stato meno dinamico e più stabile.

Nell’età adolescenziale il cervello è infatti ricco di neuroni e sinapsi, le quali però si accumulano in maniera disordinata. Sarà per caso questo “caos/entropia” cellulare e strutturale la causa della “sindrome sociale degli sdraiati” nei teenager, considerando che già a partire dai 20, 25 anni le sinapsi si riducono anche del 40%?

Forse. Ma come succede tutto questo?

Un ruolo importante sembra essere svolto proprio dalla proteina laminina-alfa-cinque, la quale è espressa dai neuroni, si localizza a livello delle sinapsi e sembra essere necessaria per definire una sinapsi stabile o convertire una sinapsi nascente in una duratura.

La prova del nove per confermare il ruolo della proteina nella stabilizzazione delle sinapsi e della robustezza delle stesse è venuta da esperimenti di ablazione genica effettuati su modelli sperimentali. Topi privi della proteina laminina-alfa-cinque presentavano delle sinapsi più voluminose ma il loro numero risultava significativamente minore rispetto ai topolini normali.

La laminina-alfa-cinque rappresenta pertanto una sorta di proteina della maturità e del giudizio, la quale svolge un ruolo chiave nel “potare” (“pruning”) in modo intelligente il garbuglio di neuroni che si è formato nel corso dello sviluppo embrionale e cresciuto nei primi anni di vita, e di selezionare e stabilizzare le connessioni e i neuroni più utili, più importanti e funzionali.

Come scrivono gli autori dello studio, “prima dell’età adulta le sinapsi tra i neuroni sono così selvagge che tendono anche a destabilizzare perfino le sinapsi vicine” Nel cervello maturo le sinapsi appaiono invece molto più ordinate; sono più piccole, più robuste e stabili e quindi “ben educate”.

Il rimodellamento del cervello adolescente si completa poi con lo sviluppo della cosiddetta sostanza bianca grazie alla formazione della guaina mielinica intorno agli assoni dei neuroni, la cui funzione è rendere la trasmissione dei segnali più efficiente e veloce. La formazione della guaina mielinica, un processo conosciuto come mielinizzazione, inizia in realtà durante la vita intra-uterina e si completa nel corso dell’adolescenza. Migliorano così i collegamenti tra aree del cervello deputate al linguaggio, al movimento, alla memoria e alle emozioni. Durante l’adolescenza, periodo di cambiamenti epocali, si assiste quindi al processo di “pruning”, la potatura di una gran quantità di sinapsi, necessario per passare da una fase turbolenta e bizzosa ad una più matura e saggia.

Come riferito dal coordinatore dello studio, il Dr. Koleske, un difetto nei meccanismi molecolari mediati dalla proteina laminina-alfa-cinque potrebbe giocare un ruolo chiave nell’insorgenza di disturbi neuropsichiatrici, che tipicamente compaiono durante la tarda adolescenza, come la schizofrenia.

E chissà se anche il comportamento bizzoso e la “sindrome sociale degli sdraiati” di molti adulti che non vogliono crescere non dipenda proprio da un difetto nel funzionamento della molecola della maturità, la proteina laminina-alfa-cinque.

“Il giorno in cui capirai che i tuoi genitori avevano ragione avrai un figlio che penserà che hai torto…”

E la storia si ripete, lo dice la scienza.

Fontehttps://flic.kr/p/4bcPwP
CONDIVIDI
Articolo precedenteUn cocktail di successo. Intervista a Mario Caldarola
Articolo successivoGerusalemme: un sit-in della comunità palestinese in Puglia e Basilicata
Antonio Musarò
Figlio del Salento, abitante del mondo, esploratore della conoscenza. Laurea in Scienze Biologiche, Dottorato di Ricerca in Scienze e Tecnologie Cellulari alla Sapienza Università di Roma e Research Fellow presso la Harvard University di Boston (USA) dal 1996 al 2000. Attualmente è professore ordinario di Istologia, Embriologia e Biotecnologie Cellulari presso l'Università di Roma "La Sapienza". Le sue ricerche hanno portato ad importanti risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali tra cui Nature, Nature Genetics, Nature Medicine, Cell Metabolism, PNAS, JCB. Da diversi anni è impegnato nella divulgazione scientifica; è coordinatore delle attività di divulgazione scientifica dell'Istituto Pasteur-Italia ed è direttore scientifico della manifestazione “Festa della Scienza” che si svolge annualmente in Salento (Andrano-LE). Il suo motto: appassionato alla verità e amante del dubbio.