Cazzo c’hanno da ridere con quel plastico in mano?

Basta! Vado a vivere in Alaska!

Almeno lì non arriva Porta a Porta!

– pallino –

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Come quella del grande e indimenticato Massimo Troisi... O, se volete, come quella di un bambino che non vuol mangiare la verdura. Oppure come quella del babbo che vuol far divertire i figlioletti. Magari come quella del paziente dal dentista... Prendete tutte queste situazioni, aggiungetene molte altre, diciamo tante quante l'attualità sa offrirne, assoldate una brigata di abili e cinici osservatori, mescolate ben bene gli ingredienti, concentrate il tutto in una sola battuta e guarnite con abbondante ironia: ecco pronta "La smorfia", da servire ogni giorno sulle pagine di "Odysseo". Da assaporare subito, appena sfornata.

5 COMMENTI

  1. L’immagine non esprime la realtà dei fatti, ma ne è la rappresentazione parziale e soggettiva.
    Se stanno ridendo col plastico che rappresenta la parte di ponte crollata sarebbe sì vergognoso, ma se il sorriso è collocabile nell’ambito della presentazione del nuovo progetto, allora è un sorriso di felicità legittima che significa tante cose.
    Magari chi ha visto la trasmissione saprà meglio leggere questa immagine. Io non giudicherei da ciò che vedo, ma da ciò che conosco.

    • Secondo, ecco cosa leggo sulla bacheca di un esperto di Pubblica Amministrazione (ovviamente, mi si obietterà che è un “sinistro”: obiezione respinta, perché non lo è…):

      Non mi sembra priva di pregio la tesi che il governo del cambiamento abbia deformato il principio cardine dell’attività provvedimentale dell’organo medesimo, secondo cui i suoi atti amministrativi debbano configurare una manifestazione di volontà, di giudizio o di conoscenza. Orbene, il decreto del governo sulla progettazione e ricostruzione del mortale viadotto di Genova non partorisce neanche un topolino, essendo privo della parte dispositiva, poiché contiene la clausola
      inedita, “ salvo intese “.
      Non ci sono parole per definire una condotta tanto aberrante, in dispregio della sofferenza dei familiari dei 43 deceduti e degli sfollati, oltre ai danni economici, Non è da escludere che la dilatoria e fuorviante attività governativa, configurante, sostanzialmente, una condotta omissiva, possa integrare l’abuso d’ufficio, stante la situazione di somma urgenza, che non consente subdole dilazioni neanche al governo del famigerato cambiamento.

  2. …del tipo Ernesto ed Evaristo, a caccia di punti Auditel….alla faccia dei genovesi che non hanno ancora un commissario per la ricostruzione ma in compenso hanno un plastico del ponte e una ebete risata a favore di telecamera.

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